by Angela Fiore

Fra gli amanti dei parchi, a Berlino, è abbastanza diffusa l’opinione che il Volkspark Friedrichshain non sia il posto migliore dove passeggiare o fare un pic-nic. Certo, chi ama visitare i simboli della storia recente di Berlino potrà contemplare il memoriale dei soldati antifascisti polacchi e tedeschi (uno degli esempi più caratteristici dell’architettura socialista deli anni ’70), mentre gli sportivi potranno utilizzare i molti attrezzi a disposizione, il campo da beach volley e i vari campi da tennis e addirittura da calcio, e i masochisti che non soffrono già abbastanza a fare jogging potranno correre su e giù per le numerose scalinate. Ma se parliamo di “bellezza” vera e propria, di immergersi nella natura per contemplarne la bellezza il più lontano possibile da tutto ciò che ricorda una metropoli, il Volkspark Friedrichshain ha sempre lasciato un po’ a desiderare.

Ebbene, ci sono almeno due ragioni per ricredersi e dare a questo parco una seconda possibilità. La prima è che, oggettivamente, sono stati fatti molti sforzi per ripulirlo e renderlo più vivibile. Il principale difetto di questo Volkspark, infatti, è sempre stata la quantità di rifiuti, lasciati indietro da grigliatori della domenica (ma anche di qualsiasi altro giorno) privi di senso civico – e in generale da chi usava il parco come luogo di aggregazione, ma ignorava il funzionamento dei bidoni dell’immondizia. Da alcuni mesi a questa parte la mira dei frequentatori del parco sembra molto migliorata o – più plausibilmente – qualche risorsa è stata investita per raccogliere i rifiuti e metterli negli appositi contenitori, generando un virtuoso meccanismo di emulazione. Certo, non siamo ancora ai livelli di ordine e pulizia di un Treptower Park, ma finalmente è possibile sedersi sull’erba senza rischiare di entrare in contatto con una bottiglia rotta.

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L’arcata semicircolare che collega il corpo principale della Märchenbrunnen al resto di Volkspark Friedrichshain
Foto: Angela Fiore

La seconda ragione per la quale vale la pena di esplorare questo parco è il fatto che in estate, accedendo dall’entrata ovest, ovvero quella dal lato di Prenzlauer Berg, ci si trova davanti alla bellezza neo-barocca e surreale della Märchenbrunnen, ovvero la “fontana delle fiabe”. Commissionata nel 1893 dalle autorità locali, la fontana fu progettata dall’architetto Ludwig Hoffmann, che lavorava nella commissione urbanistica della città. L’intenzione era quella di creare un’entrata monumentale per il parco e fu di Hoffmann l’idea di creare una struttura che rappresentasse personaggi e storie delle fiabe. Solo la progettazione della fontana e delle statue richiese oltre cinque anni e per la costruzione ne furono necessari altri sei. Se a questo si aggiungono i tempi di approvazione del progetto e concessioni degli appalti, si arriva alla data dell’inaugurazione, avvenuta il 15 giugno del 1913.

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Una delle statue che circondano la Märchenbrunnen.
Foto: Angela Fiore

La fontana è un complesso imponente, che si compone di una struttura principale e di uno spazio retrostante, che la collega con il resto del parco tramite un’arcata semicircolare. Il corpo centrale della struttura è una maestosa fontana a cascata, che si articola su quattro gradoni che formano altrettante vasche, sulle quali scorre l’acqua di uno zampillo principale e di nove più piccoli. Fra le sculture che la decorano, ce ne sono sette, raffiguranti rane, che producono a loro volta piccoli getti d’acqua.

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Märchenbrunnen: la fontana delle fiabe a Volkspark Friedrichshain.
Foto: Angela Fiore

L’intera fontana è riccamente decorata da statue che raffigurano i personaggi delle celebri favole dei fratelli Grimm, ma anche di altre fiabe famose e del folklore locale. Ci sono Hansel e Gretel e Cenerentola, il Gatto con gli Stivali e il Principe Ranocchio, e poi una meravigliosa serie di animali di ogni genere, dalle simpatiche tartarughe dai volti quasi umani che sembrano sorridere ai visitatori, fino ai maestosi cervi accovacciati in cima all’elemento verticale della fontana.

Da ottobre a marzo, la fontana rimane spenta e le statue vengono coperte.

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