Siegessäule large statue victory column goldelse

L’abbiamo vista tutti, più volte, anche chi non è mai stato a Berlino. Per alcuni è l’iconico monumento sul quale siede l’angelo Cassiel ne “Il Cielo Sopra Berlino”, per altri è semplicemente la maestosa colonna della vittoria, con la quale ci orientiamo quando esploriamo il Tiergarten. La Siegessäule è un simbolo, un monumento dalla storia complessa e anche un punto panoramico che a Berlino non ha eguali.

Oggi collocata al centro del più celebre parco della città, nella rotonda nota come Großer Stern, la Siegessäule era stata originariamente eretta di fronte al Reichstag, in quella che oggi è Platz der Republik. Il suo scopo era, ovviamente, celebrativo: in quanto “colonna della vittoria”, doveva celebrare la vittoria riportata dalla Prussia nella Seconda guerra dello Schleswig, contro la Danimarca, nel 1864. Il monumento, progettato dall’architetto Heinrich Strack, fu in realtà ultimato solo nel 1873. Nel frattempo l’esercito prussiano aveva vinto altre due guerre (rispettivamente contro la Francia e l’Austria), riuscendo nell’intento a lungo perseguito di unificare la Germania sotto il proprio impero. La colonna della vittoria si arricchì dunque di significati ulteriori rispetto a quello originale e anche l’aspetto del monumento fu alterato di conseguenza, rispetto all’idea originaria. Le tre guerre che avevano portato all’unificazione della nazione furono rappresentate da una colonna suddivisa in tre parti, con la celebre scultura bronzea in cima, e il piedistallo decorato da bassorilievi che glorificavano le imprese militari che avevano condotto alla fondazione del glorioso impero.

Siegessäule statua colonna della vittoria goldelse

Con l’ascesa al potere del regime nazista, la Siegessäule cambiò aspetto, significato e addirittura posizione. Adolf Hitler aveva infatti intenzione di farne il simbolo della capitale del proprio impero e la spostò nella sua attuale collocazione, dopo aver fatto aggiungere alla colonna un quarto segmento, per un’altezza complessiva di ben 67 metri.

Strack progettò la Siegessäule ispirandosi alla torre faro dell’architetto italiano Rodolfo Vantini, che si trova nel cimitero monumentale di Brescia. La colonna è costituita da blocchi d’arenaria, tre dei quali sono decorati con i cannoni nemici, simbolico bottino delle già citate guerre prussiane. Il quarto blocco, quello aggiunto durante il periodo nazista, è decorato da ghirlande dorate.

La scultura collocata in cima alla colonna, che molti turisti indicano semplicemente come “l’Angelo”, è in realtà una rappresentazione della vittoria alata, dello scultore Friedrich Drake. La raffigurazione, ovviamente, si ispira alle personificazioni del concetto di Vittoria della tradizione greca e romana: una figura femminile dotata di ali, che tiene in una mano una corona di alloro e nell’altra una lancia sormontata da un’insegna militare (una croce di ferro circondata da una ghirlanda). Sull’elmo della statua c’è un’aquila, simbolo che l’associa alla personificazione della Prussia. Si tratta di un’opera estremamente imponente, con i suoi otto metri e mezzo e le sue 35 tonnellate di bronzo

siegessäule
Brian Ho

Oggi la Siegessäule è una delle mete più ambite dai turisti, che sfidano i 285 gradini della scala a chiocciola interna, per godere della splendida vista che si spalanca dalla cima della colonna (ovvero dalla base della statua), alla vertiginosa altezza di 51 metri. Per i berlinesi, la Siegessäule è semplicemente la Goldelse, ovvero “l’Elsa d’Oro”.

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