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La cancelliera Angela Merkel (CDU) ha preso le distanze dal neo-ministro dell’interno federale Horst Seehofer (CSU), nello spinoso dibattito sulla comunità musulmana in Germania.

In un’intervista al Bild, il ministro aveva dichiarato che “in Germania non c’è posto per l’Islam”, specificando che naturalmente i musulmani che vivono in Germania sono i benvenuti, ma che il Paese non deve rinunciare alle proprie tradizioni. Queste tradizioni, ha continuato Seehofer, sono di matrice cristiana e includono aspetti della vita collettiva come la chiusura domenicale dei negozi e le feste nazionali collegate alla religione cristiana. Il ministro appena insediato si è anche impegnato pubblicamente ad accelerare le deportazioni dei richiedenti asilo la cui domanda sia stata respinta.

Ieri, subito dopo l’incontro con il primo ministro svedese Stefan Löfven, Angela Merkel ha dichiarato alla stampa che “in Germania c’è posto per i musulmani, e quindi c’è posto anche per la loro religione” e ha aggiunto che “è nostro dovere fare tutto ciò che possiamo per facilitare una convivenza pacifica fra le religioni”.

La presenza di musulmani in Germania non è certo un fenomeno recente né legato alla crisi dei rifugiati o alla situazione siriana. La maggior parte dei musulmani oggi residenti in Germania sono discendenti dei guest workers turchi, arrivati fra gli anni 50 e gli anni 70.

Il biasimo per Seehofer è arrivato anche dagli altri partiti, in particolare da SPD, die Grüne e die Linke, che hanno accusato il ministro dell’interno di “flirtare” con AfD. Natascha Kohnen, esponente bavarese dell’SPD, lo ha apertamente criticato, attribuendo le sue dichiarazioni a un tentativo di recuperare gli elettori migrati verso il partito di estrema destra, e condannando le sue affermazioni come incitazioni all’odio. Il presidente della Bassa Sassonia Stephan Weil le ha definite “una polemica del tutto superflua”, mentre il leader del consiglio centrale dei musulmani, Aiman Mazyek, le ha bollate come “estremamente irresponsabili”.

L’unico plauso per il ministro Seehofer è arrivato, prevedibilmente, da AfD, nella persona di André Poggenburg, che ha tuttavia sottolineato come le parole del ministro siano “copiate parola per parola” dal programma elettorale di AfD.

Questo è il primo contrasto aperto dalla formazione del nuovo governo di coalizione fra la CDU, la CSU e l’SPD, la cui gestazione ha richiesto quasi sei mesi, dalle elezioni a oggi. D’altra parte non è la prima volta che Seehofer si schiera in aperto contrasto con Angela Merkel sui temi legati all’immigrazione, con particolare riferimento alla popolazione di fede islamica.