brecht
Photo by Rosmarie Voegtli

di Marta Colasanti

C’è un motivo per cui si preferisce Berlino ad altre città: perché è in costante evoluzione. Ciò che oggi non funziona, può essere migliorato domani. Io e i miei amici auguriamo a questa grande e vivace città che la sua intelligenza, il suo coraggio e la sua cattiva memoria, in pratica che le sue caratteristiche più rivoluzionarie rimangano in vita. 
(Bertolt Brecht)

Berlino 1949. Nasce il Berliner Ensemble. Brecht e sua moglie Helene Weigel, dopo aver vissuto un lungo esilio dalla Germania nazista ed essere stati in giro per il mondo, tornano nella neonata Germania Est e fondano la loro compagnia teatrale. Le rappresentazioni si svolgono prima nel Deutsches Theater e in seguito nel Theater am Schiffbauerdamm.
Oggi il Berliner Ensemble (questo il sito ufficiale dell’attuale teatro) propone un ricco programma culturale, tra innovazione e tradizione. A fare da protagonisti sono i pezzi di Brecht, accanto ai quali però trovano spazio classici di ogni tempo da Euripide a Boccaccio, Camus, Günter Grass, Beckett e artisti del teatro sperimentale.

L’idea di teatro di Brecht è quella di far nascere un atteggiamento critico nello spettatore, che da osservatore passivo diventa personaggio attivo. Per fare questo utilizza la tecnica dello straniamento. Il Verfremdungseffekt (effetto straniamento) rende lo spettatore fremd, cioè estraneo alla scena, non gli permette di essere coinvolto emotivamente nelle vicende interpretate dagli artisti. Lo spettatore è costretto a non guardare la realtà con gli occhi dell’attore, ma piuttosto con i propri, ad interpretare in senso critico e libero. Un esercizio moderno quello che Brecht induce a fare, un mezzo all’avanguardia il suo teatro.

Brecht ha lasciato, oltre a un inestimabile patrimonio artistico, anche un messaggio umano di altrettanto grande valore: la capacità di pensare con la propria testa, di uscire dalla scena per capire, apprendere e diventare protagonista attivo del mondo che ci circonda e non arrenderci alla passività di come ce lo raccontano.

Un messaggio rivoluzionario, anticonformista che non poteva trovare un palcoscenico migliore di Berlino, città polifonica che concede a tutti la possibilità di essere. Insomma, lo spirito di Brecht aleggia ancora per le strade della capitale tedesca, dove il teatro è senza dubbio l’attività di punta della scena culturale, con oltre cento palcoscenici sparsi per la città e i teatri principali raggruppati intorno a Friedrichstrasse e a Kurfürstendamm.