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Photo by Yutaka Seki

Uno scandalo relativo all’uso di cavie umane nei test sui gas di scarico sta travolgendo tre colossi dell’industria automobilistica tedesca, Volkswagen, Bmw e Daimler.
L’accusa è stata lanciata dagli autorevoli quotidiani tedeschi Sueddeutsche Zeitung e Stuttgarter Zeitung, che hanno parlato di test tenuti nel 2013 e nel 2014 in un ospedale universitario di Aachen (Aquisgrana). In questa struttura ben 25 volontari umani sarebbero stati esposti ad esalazioni di biossido di azoto, una sostanza altamente tossica che si trova negli scarichi diesel.

Il policlinico universitario di Aachen RWTH ha risposto di non essere collegato a quello che alcuni stanno già chiamando Dieselgate, ma di aver condotto gli esperimenti nell’ambito un’indagine autorizzata dal comitato etico dell’università e tesa a verificare la sicurezza dei lavoratori delle industrie automobilistiche nazionali.
Una giustificazione alquanto debole, che infatti non ha minimamente arginato le polemiche, di cui ha parlato nel dettaglio anche La Repubblica.

Non è la prima volta che si parla di questo caso, che in effetti parte da un’inchiesta del New York Times relativa ad alcuni esperimenti analoghi condotti nel New Mexico.
In quel caso il Lovelace Respiratory Research Institute avrebbe usato 10 scimmie giavanesi e ventilato l’ipotesi di usare anche cavie umane. Avrebbe incontrato però, in quella circostanza, il rifiuto delle aziende automobilistiche interpellate.
Lo scandalo di Aachen ha però riaperto il caso e coinvolto direttamente è l’EUGT (European Research Group on Environment and Health in the Transport Sector), nato su impulso dell’industria dell’auto proprio per ricerche sulle emissioni dei motori Diesel.

I tre gruppi si sono intanto tutti dissociati rispetto ai fatti contestati.
La Daimler ha annunciato un’inchiesta interna e ha preso le distanze dagli studi e dall’EUGT, condannando gli esperimenti e definendoli in contrasto con i valori morali del gruppo. “Siamo sconvolti dalla natura e dalla portata degli studi e dalla loro attuazione” ha dichiarato un portavoce.
Riguardo all’inchiesta del New York Times la Volkswagen ha dichiarato di “prendere chiaramente le distanze da tutte le forme di maltrattamento sugli animali”.
Il gruppo Bmw ha invece sostenuto di non condurre studi su animali, di non aver preso parte alle sperimentazioni di cui si discute e di non poter di conseguenza rilasciare commenti o dare informazioni sull’argomento.

Non si è fatta attendere intanto la voce della politica. Durissima la condanna della Merkel. “Questi test sugli animali e perfino sulle persone non trovano alcuna giustificazione sul piano etico” ha infatti detto senza mezzi termini la cancelliera, per poi aggiungere “L’indignazione di tante persone è assolutamente comprensibile”.
“Questa nuova vicenda dimostra che la fiducia nell’industria automobilistica è nuovamente intaccata” ha rilanciato invece il ministro ai trasporti e all’agricoltura Christian Schmidt, chiedendo una commissione d’inchiesta e “spiegazioni ai gruppi coinvolti”.