di Chiara Giorgi

Torna a Berlino la rassegna cinematografica “Cinema e diversità-Kino un Vielfalt“, la rassegna sull’inclusione dei diversamente abili organizzata da Artemisia e.V. Inklusion für alle, in collaborazione con il cinema Klick Kino. Il prossimo appuntamento avrà luogo domenica 26 novembre alle ore 11,00 e il titolo del film è “ACT! WER BIN ICH?” di Rosa Von Praunheim.

Maike Plath l’insegnante  protagonista del film, sarà presente alla visione e al dibattito.
“Agisci! Chi sono io?”. A questa domanda pochi di noi sanno rispondere. Io stessa di me posso dire: sono una mamma, una maestra, una regista fai-da-te, ma nessuna di queste etichette mi definisce, perché prima di tutto sono una persona in perenne divenire che, a seconda della circostanza, indossa l’una o l’altra maschera.

Mentre in età adulta si è più o meno consapevoli di questo processo, in età scolare o adolescenziale è particolarmente importante iniziare a definirsi, per scoprire cosa fare del nostro tempo futuro e decidere quale strada vorremo percorrere. Durante l’adolescenza dobbiamo trovare la nostra voce, quella che useremo anche quando reciteremo i ruoli che la vita ci impone.
L’adolescente ha un deserto di tempo steso, spiegato davanti a sé, un’immensità che un certo sistema scolastico tenta di ridurre, di chiudere dentro i confini della competitività e dei voti.

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Il film “Act! Wer bin ich?”, di Rosa von Praunheims, documenta il lavoro dell’insegnante di scuola e di teatro Maike Plath con gli alunni di una scuola “difficile” di Neukölln, nella quale tenere una lezione normale era praticamente impossibile; da qui la sua decisione di fare teatro in classe. Gli adolescenti “hanno mostrato all’improvviso, cosa possono fare e cosa pensano del mondo”.
 La maestra ha iniziato a scrivere e pubblicare le sue esperienze. Da qui è nata l’idea di farne un film documentario, insieme ad altri artisti ed educatori.

Gli obiettivi del lavoro teatrale sono quelli di dare una voce ai singoli alunni, di accettarli nella loro individualità, di garantire uno spazio in cui possano trovare se stessi ed esprimere le loro vere capacità senza doversi preoccupare dei voti.
Tramite il teatro i ragazzi possono imparare a darsi delle regole, a studiare e a lavorare per un obiettivo comune: la creazione di uno spettacolo finale.

Maike Plath ha volontariamente abbandonato la sua carriera di docente ministeriale per fondare un’associazione teatrale chiamata ATC, nella quale lavora con alunni vecchi e nuovi e dove porta avanti il suo lavoro pedagogico decisamente controcorrente.
Nella mia esperienza in una scuola per niente difficile di Bologna, nella quale ho lavorato come educatrice e fatto film con bambini diversamente abili e non, ho potuto constatare di persona quanta forza abbiano le arti drammaturgiche nel tirar fuori il meglio da ognuno di noi, specialmente nei bambini con bisogni speciali.

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Il cinema, il teatro, le arti in genere abbracciano infatti tutte le discipline e la Plath è stata assai ferma nel sottolineare quanto sia riduttivo pensare che il sapere si possa frammentare in materie, ridurre in voti, quando la realtà che ci circonda è estremamente più complessa e ci viene incontro in modo globale. Partendo dalla complessità, possiamo infatti più facilmente arrivare alla particolarità delle discipline, senza che queste ci appaiano completamente distanti dalla realtà.

“La cosa più difficile da dire ai ragazzi non è dire loro: siediti e fai questo, ma educarli alla responsabilità, alla democrazia, a diventare cittadini consapevoli” ha aggiunto la donna, che ha poi rilanciato il concetto dichiarando: “Avere responsabilità e rispetto per se stessi e per gli altri, questa è la cosa più importante. Molti insegnanti hanno grandi ideali prima di iniziare il Refendariato (periodo di formazione come insegnante, ndr), io stessa li avevo, ma il Sistema li soffoca tutti durante il Refendariato. Gli insegnanti escono da questo periodo di formazione totalmente cambiati…”.

La rassegna cinematografica è curata da Chiara Giorgi, insegnante di sostegno in Italia e attualmente a Berlino, e Valeria Reghenzani, psicomotricista, entrambe del direttivo di Artemisia. Con le loro professionalità e impegno hanno contribuito alla fondazione dell’associazione Artemisia e.V. Inklusion für alle, che vuole contribuire, attraverso l’esperienza italiana, al dibattito aperto sull’inclusione in Germania e fare rete tra le varie realtà italo tedesche, e non solo, che si confrontano quotidianamente con le tematiche della disabilità.

Tutte le informazioni sulla proiezione

Dove: Klick Kino, Windscheidstr. 19, 10627 Berlino
Come: S-Bahn Charlottenburg-U-Wilmersdorfer Straße–U-Sophie-Charlotte-Platz
Quando: domenica 26 novembre, a seguire lunch-aperitivo e dibattito a tema
Costo del biglietto: 8 Euro (bevande e lunch a parte)
Info anche qui
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