© gravitat-OFF / CC BY 2.0
© gravitat-OFF / CC BY 2.0

di Lucia Conti*

La mia lineup mi ha lasciata a piedi dopo le prove, o forse farei meglio a dire che non ci siamo capiti. Correvamo inseguendo il tram, chitarrista e batterista portando in due una cassa di vuoti di birra, io davanti a tutti. Sono arrivata che si erano appena chiuse le porte, ho fatto la faccia del gatto di Shrek, l’autista mi ha fatto salire, i ragazzi non c’erano, sono scesa a cercarli, le porte si sono chiuse di nuovo e a quel punto li ho finalmente visti dentro. Ho cercato di farmi aprire ancora, ma l’autista mi ha ignorato ed è ripartito. Probabilmente avrebbe sgommato mostrandomi il medio, se avesse potuto.

Mentre aspettavo un altro tram ho pensato che mi sarebbe piaciuto ingannare il tempo leggendo, ma non avevo libri, con me. Al momento sto finendo “Lo specchio nello specchio”, di Michael Ende. Tengo il segno con il blister dell’Eutirox e più vado avanti più registro il costante deteriorarsi dell’equilibrio psichico dell’autore e la trasformazione del suo immaginario in un incubo metafisco illustrato da De Chirico, uno dei miei pittori preferiti. Adoro De Chirico come adoro la Poupeè di Bellmer in tutte le sue forme, l’espressionismo tedesco e la letteratura giapponese. E ovviamente moltissime altre cose, inclusa l’orata all’acqua pazza.

 

© Beeld En Geluid Wiki - Gallerie: Toppop 1974 /Licentie afbeeldingen Beeld en Geluidwiki
© Beeld En Geluid Wiki – Gallerie: Toppop 1974 /Licentie afbeeldingen Beeld en Geluidwiki

 

A Schönhauser Allee ho dato due euro a un violoncellista di strada perchè stava suonando “Runaway Horses” di Philipp Glass, dalla colonna sonora di “Mishima, a life in four chapters”. Di solito in queste circostanze ci si aspetta “Cielito lindo” o “Besame mucho”, per cui mi sono piantata a bocca aperta davanti al piccolo miracolo e alla fine ho mostrato i pollici in segno di apprezzamento e ho pensato che un mondo fatto solo di cose belle da guardare, leggere o ascoltare sarebbe un’onesta alternativa al paradiso cattolico. Invece ci tocca tollerare talent shows, boy bands e “Sposati e sii sottomessa” di Costanza Miriano, il che rende questa terra una sezione di Xibalba, l’orrido inferno Maya.

A proposito, mi chiedo se la Miriano abbia intenzione di venire a predicare anche in Germania, dopo la sua puntatina in Olanda, definita “il posto dell’eutanasia e delle chiese vuote”. Se mai dovesse approdare a Berlino con il suo carico di pistolotti altomedioevali contro gli omosessuali e le donne “emancipate”, andrò personalmente a chiederle perchè non se ne stia a casa a fare il sugo, visto che ciancia tanto e poi è sempre in giro come una turpissima donna in carriera.

La coerenza può non essere il suo forte, ma è sicuramente il mio.

Colonna sonora: “Runaway Horses” – Philip Glass  ♠

Lucia Conti

luco

Lucia Conti ha collaborato con diverse webzines, curando rubriche di arte, cinema, musica, letteratura e interviste. Per “Il Mitte”, di cui é al momento caporedattrice, ha già intervistato, tra gli altri, due sopravvissuti ad Auschwitz-Birkenau e Buchenwald e ha curato un approfondimento sull’era della DDR, raccogliendo testimonianze di scrittori, giornalisti, operatori radiofonici e musicisti. Ama visitare mostre e chiese in tutta Europa, con una particolare predilezione per Bruegel, Van Gogh e Caravaggio e per l’architettura gotica. Tra i registi apprezza in modo particolare Bergman, Wiene, Kitano, Fellini e Lars von Trier e adora l’ultimo Polanski. Per quanto riguarda la letteratura ha una vera ossessione per Kafka e in particolare per “La metamorfosi”, che ama rileggere a cadenza regolare e che produce su di lei uno stranissimo effetto calmante. Privatamente scrive cose che poi distrugge. Attualmente vive e resiste a Berlino.