[© tuev_sued / CC BY-ND 2.0]
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di Gabriella di Cagno e Simone Buttazzi (Articolo aggiornato ai dati ufficiali del 2018)

L’assicurazione sanitaria

Con questo tema veniamo al tormentone di coloro i quali temono di transitare dal sistema sanitario nazionale italiano al sistema assicurativo tedesco. In effetti, per chi non ha un lavoro dipendente, questo passo è da valutare con estrema attenzione, poiché comporta scelte che hanno conseguenze di una certa importanza sulla propria salute e sulle proprie finanze.

Lasciamo stare dunque il caso dei lavoratori dipendenti, poiché per essi è tutto automatico, ed esaminiamo piuttosto la posizione dei cosiddetti assicurati «freiwillig». Con questo termine vengono definiti coloro che si assicurano volontariamente in quanto lavoratori autonomi, liberi professionisti o altre categorie che rientrano in una variegata casistica sulla quale in questa sede sorvoliamo.

La scelta più importante e la prima che si trova davanti chi rientra in questa condizione è quella tra assicurazioni pubbliche e private.

In Germania l’assistenza sanitaria fa parte del welfare insieme alle pensioni, alla disoccupazione ecc. e viene erogata tramite un’assicurazione (Krankenversicherung) la cui offerta si articola in innumerevoli assicurazioni private e numerose assicurazioni «pubbliche» (gesetzlich, letteralmente «a norma di legge»), queste ultime in realtà private sovvenzionate. Per non fare confusione, chiameremo le casse malattia pubbliche gesetzliche Krankenkassen e le assicurazioni private Krankenversicherungen.

La distinzione fra le private e le pubbliche consiste innanzitutto nel criterio di formulazione dei contributi: per le private contano fattori come l’età e il rischio malattia, mentre per le pubbliche il contributo è una percentuale uguale per tutti calcolata sul reddito lordo (in ragione del 14,9%%). In questo contributo è inclusa la cosiddetta Pflegeversicherung (assicurazione che dà diritto ad accudimento in caso di età avanzata o di malattie invalidanti) fino a un massimo del 2,8%. La Pflegeversicherung per i «freiwillig» è obbligatoria per tutti, ma è più alta per chi non ha figli.

Per i nuovi iscritti che esercitano un’attività autonoma, la Krankenkasse verificherà se questa può essere equiparata a un Hauptjob o a un Nebenjob (una professione principale o secondaria, full-time o part-time) e stabilirà l’importo del contributo di conseguenza.

In genere, il confine tra le due categorie si stabilisce in base all’entità del reddito. Al momento di iscrivervi alla Krankenkasse, se i vostri introiti sono modesti vi conviene dichiarare subito che l’impegno lavorativo è inferiore alle diciannove ore settimanali. In seguito, ogni anno la KK vi richiederà l’invio dello Steuerbescheid del Finanzamt, ovvero il documento ufficiale con cui l’Agenzia delle Entrate comunica ai contribuenti l’entità delle imposte da pagare e da cui si evince la cifra delle entrate lorde. Fate attenzione al seguente concetto: le vostre entrate prese in considerazione per calcolare l’entità del contributo sono la somma di tutti gli introiti in ogni parte del globo terrestre. In poche parole, gli eventuali redditi in Italia come a Santo Domingo.

Il contributo minimo mensile si aggira intorno ai 150 euro, quello standard consta in centinaia di euro.

Nel caso di coniugi o familiari a carico, questi hanno diritto a essere assicurati gratuitamente insieme al capofamiglia. Lo stesso dicasi per i figli fino al diciottesimo anno d’età.

Al contrario, il sistema privato non si fonda sul reddito, bensì sull’età, sul genere, sulle condizioni fisiche dell’assicurato e sul tasso di rischio del lavoro che svolge. Ciò significa che il costo dell’assicurazione aumenta con l’aumentare degli acciacchi e della pericolosità della propria occupazione – tant’è che l’assicurazione può anche rifiutare la «candidatura». L’estrema flessibilità del sistema consente tuttavia di scegliere tra moltissime tariffe, anche assai convenienti… l’importante è tenere presente che meno si paga, meno l’assicurazione vi rifonderà. I piani tariffari prendono in considerazione l’intera casistica: dal ricovero in ospedale agli esami di routine, dall’intera gamma degli interventi dentistici all’acquisto dei cerotti in farmacia.

Prima di stipulare il contratto è necessario studiare molto bene le condizioni – per questo è fondamentale comparare le offerte su internet o rivolgersi a un consulente autorizzato – e capire fin da subito cosa l’assicurazione coprirà e se sì con quale percentuale.

Tra i numerosi portali di confronto dei prezzi segnaliamo, per le private, http://www.preisvergleich.de/versicherungen/krankenversicherung

e per le pubbliche http://www.gesetzlichekrankenkassen.de/kassensuche/.

Riassumendo: le principali variabili che incidono sul costo di un’assicurazione sanitaria privata sono l’età, lo stato di salute e le Leistungen, ovvero le prestazioni, che l’assicurazione dovrà garantire. Più alta l’età, peggiori le condizioni di salute e migliori i servizi che si richiedono, maggiore sarà l’importo, tra l’altro destinato ad aumentare di anno in anno proprio perché legato al fattore anagrafico.

Il passaggio dal sistema privato a quello pubblico non è cosa facile, tanto più dopo i cinquanta anni di età, passati i quali la Krankenkasse probabilmente non vi accetterà e dai cinquantacinque in poi certamente no.

La rubrica B come Berlin intende dare ai nuovi berlinesi le informazioni sui dodici distretti e vari quartieri che formano la città metropolitana di Berlino.
Una lettura attuale, storica, culturale, senza pretese di esaustività, di analisi socio-antropologiche, ma anche senza tabù. Con immagini originali e sopralluoghi. E talvolta anche raccontini divertenti.
Note sull’autrice: Gabriella Di Cagno (Bari 1961) si è trasferita a Berlino nel 2007. È autrice con Simone Buttazzi del manuale Tutti a Berlino. Guida pratica per italiani in fuga, 2.a ed. 2014 ed è co-fondatrice della associazione Apulier in Berlin.

Collabora dal 2014 con Il Mitte, dove ha pubblicato alcuni contributi di utilità per l’orientamento dei neo-berlinesi.

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