Chi si rivede: Wulff torna in città

7 May 2012

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A volte ritornano, anche in modi inaspettati. Così ha fatto Christian Wulff, l’ex presidente tedesco dimessosi il 17 febbraio scorso dopo essere stato accusato di aver beneficiato di un finanziamento a tassi di interesse agevolati. Dal 15 aprile, quello che un tempo era il collega-rivale di Angela Merkel nella CDU, è ritornato a Berlino. L’ha fatto nel silenzio più assoluto, senza squilli di tromba. A rivelarlo è stata la rivista Focus, attraverso il proprio sito internet. Sono bastati pochi minuti perché la notizia venisse ripresa da tutte le principali testate locali e nazionali, dalla Bild allo Spiegel.

A far discutere, più che i tempi, sono stati i modi del ritorno in città di Wulff. Il membro della CDU si è infatti sistemato in un ufficio a pochi passi dalla sua vecchia residenza presidenziale, lo Schloss Bellevue. Alle mura decorate del Castello edificato nel 1786 per il principe di Prussia, si sono sostituite le facciate meno eleganti di un moderno situato in Whilelmstr. 60. Ma la nuova base operativa dell’ex presidente, oggi 52enne, è solo apparentemente meno regale della precedente: Wulff ha infatti a sua disposizione tre grandi sale, un office manager, una segretaria e un autista personale, per un costo annuale totale stimato sui 280,000 euro.

Gli spazi, secondo quanto riportato da Focus, appartenevano già alla CDU ed erano liberi da un po’. Da metà aprile, momento in cui in sordina si è insediato nel nuovo ufficio – a pochi passi dal Tiergarten e dalla Porta di Brandeburgo –, Wulff pare aver già ricevuto alcune visite “ufficiali”. “Lo spostamento è stato fatto in totale accordo con l’amministrazione federale”, ha dichiarato un portavoce del partito di cui fa parte anche Angela Merkel. La soluzione, secondo quanto si è appreso, dovrebbe comunque essere temporanea: alla fine del 2012 Wulff dovrà cercarsi un nuovo centro operativo in città, a meno che  – ma la cosa sembra alquanto improbabile – la CDU decida di mantenere a bilancio una spesa così ingente per il “grande decaduto”.

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