Vietato bere alcol per le strade di Berlino: la proposta della senatrice

14 April 2016

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beer photo

di Giulia Carobene

Creativi o impiegati, proletari o accademici, giovani o anziani: il minimo comune denominatore tra le categorie sociali più variegate, a Berlino, si chiama Weg-Bier, tradotto con “birra da asporto” o “beer to go”.

In metropolitana, per strada, sulla riva del fiume mentre il sole tramonta, la Weg-Bier fa ormai parte delle abitudini quotidiane della popolazione berlinese. Se in altre città bere una birra mentre si cammina può esser considerata abitudine dei senzatetto o di chi ha seri problemi di alcolismo, a Berlino la bottiglia si sfoggia con la stessa naturalezza con cui, quando piove, si apre un ombrello.
È una sorta di simbolo di democrazia, espressione di quel particolare miscuglio di tolleranza, indifferenza, apertura mentale e libertà che (ancora) caratterizza la capitale tedesca. Ancora. Sì, perché vicino ai residenti che dopo il lavoro sorseggiano una birra sulla via di casa, si aggiungono milioni di turisti che, esenti per qualche giorno dagli obblighi lavorativi, sono piuttosto inclini a dedicarsi alla bevanda dorata con particolare entusiasmo.

Cornelia Yzer, senatrice responsabile dell’economia del senato di Berlino, starebbe quindi considerando l’introduzione di una legge che vieti il consumo di birra in particolari zone della città. La Yzer lamenta troppi eccessi, soprattutto tra Kreuzberg e Friedrichshain, in particolare nell’area che si estende da Kottbusser Tor al ponte di Warschauerstrasse, passando per il Görlitzer Park.

Stando a quanto riporta il quotidiano berlinese “Der Tagesspiegel”, inoltre, secondo la senatrice, ci sarebbero turisti e turisti. Da una parte quelli che arrivano nella capitale per partecipare, per esempio, a congressi. Queste persone, oltre ad essere le benvenute, dormirebbero in hotel e spenderebbero il loro tempo (e denaro) in locali costosi. Dall’altra tutti coloro che troverebbero dove dormire attraverso il couchsurfing, si accontenterebbero di mangiare un hamburger o un kebab per pochi euro e infine, respirando quell’aria di libertà e trasgressione tipica della capitale tedesca, si riempirebbero d’alcol e non si farebbero problemi a urinare di fronte all’ingresso di qualche palazzo.
Da qui, a parere della Yzer, la necessità di prendere provvedimenti, e, se necessario, di introdurre un “divieto di alcol” per le strade.
Ora, considerando la reticenza da parte della città a seguire determinate regole (il divieto di fumo nei locali, introdotto nel 2009, fu rispettato solo da un’esigua minoranza), non si può che sorridere di fronte alla proposta della senatrice.

Se da un lato la “coolness” a cui tanto si fa riferimento quando si parla di Berlino non può giustificare chi decide di improvvisare orinatoi a cielo aperto o di trasformare le strade in installazioni di frammenti di vetro, infatti, dall’altro è anche vero che la Weg-Bier appartiene ormai ad un determinato “Berlin flair”, lo stesso sentimento che rende così difficile allontanarsi da questa città.

Perché, sì, potrà essere anche sporca o rumorosa, ma alla fine, “scheiß drauf!”: “chi se ne frega!”.

Featured image by Jon Richter

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