[Video]: Berlino, la S-Bahn dopo la caduta del Muro

20 November 2015

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© Berlin graffiti / screenshot

di Mirea Cartabbia

La sera del 9 novembre 1989, dopo che Günter Schabowski dichiarò per errore che i cittadini della DDR potevano entrare senza problemi nella Germania dell’Ovest, i berlinesi dell’Est cominciarono ad accalcarsi nei punti di confine per il passaggio dei civili. Il primo di questi posti di blocco ad aprirsi, consentendo alla folla di andare ad Ovest, fu quello di Bornholmer Straße.

E proprio da qui inizia il documentario (lo trovate per intero in fondo all’articolo) scovato dal sito web Berlin Graffiti dal titolo Berliner S-Bahn (1990), realizzato nel 1992, che permette allo spettatore di fare un tuffo nel passato e di scoprire la Berlino degli anni ’90 con gli occhi di un passeggero della compagnia di trasporti tedesca.

Dicevamo, il punto di partenza del film è Bornholmer Straße. Oltre ad essere un punto di confine celebre, la strada ospitava anche una stazione della S-Bahn, che per ben 29 anni restò chiusa al pubblico e vide innumerevoli treni transitare senza mai fermarsi. Fino a quando, nel 1990, fu ri-aperta con una struttura provvisoria.

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Entrata provvisoria della stazione di Bornholmer Stasse nel 1990. / screenshot

Questa stazione faceva parte delle cosiddette Geisterbahnhöfe, letteralmente le stazioni fantasma, ossia quelle stazioni che durante gli anni del muro furono chiuse alla popolazione perchè si trovavano in zone di confine. Qui i treni passavano senza fermarsi e vi erano costantemente delle guardie appostate per assicurarsi che nessuno cercasse di fuggire ad Ovest. Molte delle entrate e delle uscite di queste stazioni furono letteralmente murate.

Uscita vista dall'interno della Nordbahnhof durante la Guerra Fredda.

Uscita vista dall’interno della Nordbahnhof durante la Guerra Fredda / screenshot

Il documentario ci mostra poi in successione le immagini spettrali pre-caduta del muro della Nordbahnhof (fino al 1950 conosciuta come Stettiner Bahnhof), di Oranienburger Straße, di Unten den Linden (dal 2009 il nome è stato cambiato in Brandenburger Tor S-Bahn) ed infine di Potsdamer Platz.

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Segnale della Nordbahnhof durante la Guerra Fredda / screenshot

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Resti di un cartellone pubblicitario nella stazione di Potsdamer Platz durante la Guerra Fredda /screenshot

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Interno della stazione di Potsdamer Platz durante la Guerra Fredda /screenshot

Durante la corsa del treno parallela al muro iniziata a Bornholmer Straße, viene toccata anche la stazione di Friedrichstraße, forse il punto di confine più famoso di Berlino, dove cittadini dell’Est e dell’Ovest erano costretti a dirsi addio e dove gli occidentali potevano cambiare treno seguendo le indicazioni per la U-Bahn. Durante la Guerra Fredda, la stazione venne divisa in due e fu introdotta la frontiera per il controllo dei passaporti.

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Segnale che indica il confine tra GDR e DDR nella stazione di Friedrichstraße /screenshot

Il film parla anche di stazioni che oggi hanno un’importanza secondaria ma che per la DDR erano punti centrali per il transito dei treni, come ad esempio la stazione di Schöneweide. Si trattava di uno dei nodi principali della Germania dell’Est perchè la maggior parte dei treni che coprivano tratte extra-berlinesi partivano da qui.

Nel documentario non si tratta però solo dell’apertura o la ri-apertura di nuove linee della S-Bahn, ma anche delle innovazioni tecniche operate sui treni del 1990, concernenti principalmente l’elettrificazione sempre maggiore, i lavori concreti di manutenzione delle rotaie e delle stazioni e la modernizzazione dei vagoni.

L’utilizzo di elettricità per il funzionamento della S-Bahn non è una novità degli anni ’90. Infatti, i primi lavori in questa direzione erano stati fatti nel 1901 e portati avanti intensamente già a partire dal 1961, ma dopo la ri-unificazione della città si intensificarono ancora di più.

Oltre all’elettrificazione, iniziarono ad essere introdotte alcune delle innovazioni tecnologiche che oggi caratterizzano la S-Bahn che tutti conosciamo: ad esempio il gradino mobile che collega treno e banchina o la nuova disposizione dei posti a sedere.

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Interni di un treno della S-Bahn a partire dal 1990 /screenshot

Il film in chiusura sottolinea che molte delle vecchie linee in funzione prima della II Guerra Mondiale, o anche precedentemente, non hanno potuto essere ri-aperte a causa di condizioni esterne, come per esempio per la fragilità del terreno o per la mancanza di infrastrutture (moltissimi ponti richiedevano lavori di manutenzione o erano addirittura crollati). Ad esempio, nel 1990 il collegamento tra Oranienburg e Berlino, che oggi è perfettamente funzionante, non era ancora stato ripristinato; la stessa Ringbahn fu ri-aperta solo a tratti (gli ultimi lavori su questa linea si conclusero solo nel 2002 con l’unione del tratto Wedding-Gesundbrunnen); ed il tragitto finale della S2 da Blankefelde a Rangsdorf  non è ancora oggi stato ri-aperto e forse non lo sarà mai.

Insomma un documentario che ci permette di fare un salto indietro nel tempo, agli albori della Berlino unita, quella che tutti noi crediamo di conoscere cosí bene.

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