Tre anni, una cartolina da Moabit

14 September 2015

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È alto quanto un gatto che si rizzi sulle zampe per acchiappare una mosca e, a lasciarlo solo, si reggerebbe a malapena in piedi, con l’andatura ancora incerta e titubante di chi ha da poco finito di gattonare.
Curioso, vuole vedere come si fa la pizza.
Il padre allora lo prende in braccio, lo solleva e lo sistema seduto su un alto sgabello di fronte al bancone e al pizzaiolo che, oltre il bancone, maneggia la pasta e gli ingredienti, farcendoli di bestemmie perché è già il quinto giorno consecutivo che lavora.
Il bambino osserva, gorgoglia, ride.
Con la piccola mano cerca di afferrare un bicchiere, s’infila la cannuccia in bocca, succhia. Vuole toccare ogni cosa e guarda con occhi grandi, come se dentro quell’anima ancora balbettante potesse entrarci tutto: i pomodorini, la pasta molle e pure le bestemmie, senza che niente faccia la differenza.
E come potrebbe essere diversamente?
Ha tre anni appena.
Proprio oggi che quei tre anni pesano come un macigno, come una tarantola che abbia dato un morso da qualche parte là nel fondo.
Sul bancone c’è una copia del Die Süddeutsche Zeitung che parla di un piccolo corpo abbandonato come uno straccio alla deriva.
Gh, gh, fa intanto il bambino e ride, di nuovo.
Il pizzaiolo gli ha dato una porzione di pasta da modellare a suo piacimento e lui ora va schiacciandola e appallottolandola, quella roba bianca e informe, lasciando che si copra di polvere, che assuma chissà quale forma e chissà quale fantasia da ficcare nel forno.
Un pastrocchio che lievita piano mentre intorno qualcosa amaramente tace.

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*Questo post è stato pubblicato originariamente su Povera Ma Sexy – Postkarten aus Berlin, un progetto di Nora Cavaccini. Segui il progetto su Facebook.

Povera Ma Sexy – Postkarten aus Berlin è un “viaggio” fisico e letterario a Berlino. Un percorso che nasce dall’esperienza personale di chi scrive ma che, al tempo stesso, può rappresentare una via alternativa per scoprire la città. Per tutti coloro che, in un modo o nell’altro, ne subiscono il fascino. Berlinesi e non.

Ogni post è costituito da un breve un racconto. A ogni racconto è associata una mappa. Qui, cliccando sugli indicatori, comparirà una descrizione. Si tratta di informazioni “turistiche” che non mirano ad essere esaustive ma a collocare meglio il racconto nei luoghi che lo hanno ispirato.

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