Fraport: si farà il Terminal 3

17 April 2015

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Foto © ArcCan/ Wikimedia Commons / CC BY-SA 3.0 / remixed by Il Mitte

Foto © Cristian Bortes / Flickr / CC BY 2.0

Bannerino_FrancoforteFrancoforte – E’ ufficiale, mercoledì il consiglio di sorveglianza di Fraport, la celeberrima azienda dell’aeroporto di Francoforte, ha votato e approvato la costruzione del tanto discusso Terminal 3.

I lavori inizieranno quest’anno e dureranno fino al 2022 per un investimento compreso tra i 2,5 e i 3 miliardi di euro. Numeri da capogiro che dovrebbero rendere sostenibile una ipotetica crescita dei passeggeri annui dagli attuali circa sessanta milioni fino a circa settanta milioni.

La conferma della costruzione ha ovviamente sollevato le polemiche che tutti si aspettavano, ma non è certo una notizia inaspettata. Dell’allargamento Fraport parlava già da diversi anni, tant’è che già le amministrazioni precedenti avevano lasciato che l’azienda cominciasse a lavorare al progetto. Il sostegno politico infatti non è da sottovalutare visto che Fraport appartiene in maggioranza al pubblico – città e Land insieme ne possiedono più del 50 per cento – ma la CDU che governa tutt’ora e che ha governato nelle amministrazioni precedenti si è sempre detta favorevole.

Così Francoforte, dopo il fallimento del progetto del nuovo aeroporto di Berlino, la cui costruzione si prolungata di anni e i costi sono lievitati all’inverosimile, rilancia. Fraport non ha dubbi, a Francoforte i lavori non serberanno sorprese, tutto andrà liscio, come una macchina da guerra inarrestabile le ruspe faranno il loro dovere nei tempi previsti. La verità ai posteri.

I partiti di sinistra, SPD e Verdi che governano in coalizione, e Linke che è all’opposizione, hanno espresso le loro critiche. Certo non è mancato chi ha rinfacciato, soprattutto ai Verdi, di non aver esercitato abbastanza il loro potere, dato che Tarek Al-Wazir è l’importante ministro riegionale dell’economia.

Le critiche in genere si dirigono sull’inutilità del progetto. Secondo molti i numeri e le previsioni infatti non dimostrano alcun bisogno e soprattutto alcun interesse per la città di un’opera mastodontica di questo tipo.

L’unica cosa certa è che un altro pezzo di foresta cittadina se ne andrà in favore dell’aeroporto, ma questa volta a differenza di tren’anni fa, non sembra che la città abbia particolare coscienza dei meccanismi economici di cui è vittima.

[ale.gra]

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