TechnoViking, un documentario per raccontare la sua storia

23 October 2015

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© Techno Viking / Screenshot

di Ercole Gentile

Correva l’anno 2000 quando per le strade di Berlino la Love Parade faceva registrare 1.300.000 presenze. Un vero e proprio fiume umano che scorreva a suon di techno. Ma già dal 1998 qualcuno iniziò a pensare che la manifestazione fosse diventata troppo commerciale, dando vita ad una contro-manifestazione dalle sonorità più ruvide ed underground, chiamata Fuckparade, che ancora oggi anima, in agosto, le strade della capitale tedesca.

L’otto luglio del 2000, il regista Matthias Fritsch si recò munito di camera proprio alla Fuckparade per documentare l’evento, inconsapevole che avrebbe girato uno dei video più popolari di sempre sul web. Quel giorno nacque il mito del TechnoViking, un gigante tutto muscoli dalle sembianze di un vichingo (con un pendaglio del martello di Thor al collo) che Fritsch riprese mentre ballava e sfilava per le vie di Berlino con aria cupa e decisa.

Il video venne caricato su internet nel 2001, ma solo nel 2006 venne caricato su Youtube e nel 2007 divenne virale, facendo nascere il mito del Technoviking. Da allora centinaia di video remix, meme e oltre 20 milioni di visualizzazioni. Il regista ha sempre cercato di mettersi in contatto con il protagonista del video, ma senza successo. Anzi, dal 2009 gli avvocati del ‘vichingo’ hanno fatto causa a Fritsch, ottenendo la rimozione di diversi video e impedendogli di ricavare introiti dalle pubblicità relative al suo canale YouTube. 

Tutta questa storia viene ora raccontata in un documentario intitolato “The story of technoviking”, girato dallo stesso Matthias Fritsch, che racconta la nascita e l’esplosione del fenomeno ed i problemi che ancora oggi sta attraversando a causa del video. Lo si può trovare, in versione webe e per intero, a fine articolo.

La domanda che sorge guardando il filmato e che viene trattata spesso all’interno del documentario è: “E’ legittimo che una persona ripresa in una manifestazione pubblica neghi il consenso per l’uso della sua immagine?”

Probabilmente le leggi andrebbero attualizzate alle nuove tecnologie ed ai nuovi media, compito indubbiamente non facile per i legislatori di tutto il mondo.

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