Storie della Berlino sotterranea: il bunker di Hitler

6 April 2017

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Photo by Danny Jarvis

Photo by Danny Jarvis

di Sara Bolognini

Tutti i grandi personaggi della storia lasciano in eredità misteri e miti dopo la loro morte. Adolf Hitler non fa eccezione, anzi, sono moltissime le leggende o le teorie semi-serie legate alla sua morte e grande è la curiosità sui dettagli della sua vita che non sono stati scoperti o messi sufficientemente in rilievo dalla storia.
Molte sono le domande che le persone si fanno. Che fine ha fatto Hitler? È fuggito da Berlino dopo la guerra? Dov’è il suo bunker? Si può visitare? Le risposte a queste domande deluderanno coloro che hanno un’immaginazione piú fervida o amano fantasticare sull’argomento, perché la realtá è che di misterioso, in questa faccenda, c’è assai poco.

Numerosi sono i turisti che, ignari, si recano nell’area della ex Neue Kanzlei (tra la Porta di Brandenburgo e Leipziger Platz), alla ricerca del bunker in cui il famigerato cancelliere tedesco passò gli ultimi giorni della sua vita, magari sbirciando nei tombini per cercare di trovare un’entrata segreta. Ma non c’è proprio niente da trovare: il bunker di Hitler è stato, infatti, distrutto a più riprese, tra il ’45 e il ’59.
Dopo la fine della battaglia di Berlino il complesso sotterraneo di 250 metri quadri era infatti diventato un’attrazione turistica per soldati e politici, incluso Chruchill, che in quella cornice si fece persino fotografare .
Gli alleati e i russi si resero presto conto che mantenerlo aperto al pubblico sarebbe stata una decisione poco saggia: il pericolo che potesse diventare un luogo di culto per i neo_nazisti era alto.
Iniziò allora il processo di demolizione, che incluse più tappe. Fatto detonare piú volte, il bunker è stato definitivamente distrutto negli anni ’80 e riempito di detriti, anche se ulteriori parti del complesso sono state scoperte anche negli anni novanta. Accedervi è quindi impossibile.
L’area è stata trasformata in un anonimo parcheggio, probabilmente il parcheggio più fotografato al mondo, e niente segnala la presenza di quel sotterraneo pezzo di storia. Niente, a parte un pannello informativo voluto dall’associazione Berliner Unterwelten, allo scopo di sfatare i miti e impedire la circolazione di leggende.

E Hitler? È morto in quel bunker? Testimoni hanno giurato di averlo visto in Argentina e in alcuni documentari su youtube si parla dell’esitenza di un tunnel segreto che avrebbe collegato il bunker all’aeroporto di Tempelhof e che avrebbe quindi permesso a Hitler di scappare e sfuggire alla morte.
Per quanto tali documentari sembrino realistici, queste teorie sono alquanto improbabili.
In primo luogo suona strano che i nazisti abbiano scavato un tunnel così lungo, quando avrebbero potuto utilizzare la molto più vicina Straße des 17. Juni come pista di decollo per eventuali fughe.
E, congetture a parte, negli anni ’60 sono stati trovati documenti della Stasi in cui si parlava del ritrovamento del corpo di Hitler da parte dei russi. In realtà, dopo essersi suicidato, il dittatore si fece cremare e il suo cadavere fu identificato dal suo dentista, che ne riconobbe la forma peculiare della mascella.
Per quanto il dentista avesse potuto mentire, questa versione dei fatti sembra, in ultima istanza, molto più plausibile della testimonianza di una cameriera in Argentina o di altre fantasiose ricostruzioni.
In ogni caso, anche se gli storici si sbagliassero, a quest’ora Hitler sarebbe troppo vecchio per essere ancora vivo, avrebbe 128 anni.
I tempi delle feste con Jim Morrison, Elvis Presley e Michael Jackson sono finiti anche per lui.

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