La solidarietà tedesca spiegata dalla forza della sua economia

24 February 2016

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huGO-BildID: 35521189 ARCHIV - Kunstinstallation vor dem Schriftzug Deutsche Bundesbank an der Willy-Brandt-Straße, aufgenommen am 06.07.2008 in Hamburg. Die Bundesregierung verhandelt darüber, wen sie an die Spitze der Bundesbank schickt. Foto: Soeren Stache/dpa (zu dpa «Schwarz-roter Poker um Bundesbank-Vizeposten» vom 22.02.2014) +++(c) dpa - Bildfunk+++

© dpa – Bildfunk

di Pavel Chute

La Bundesbank prevede per il primo trimestre 2016 un miglioramento dell’economia tedesca rispetto alla fine dell’anno passato. Ciò malgrado la debolezza della congiuntura mondiale e le recenti turbolenze di borsa e grazie, soprattutto, al basso prezzo del petrolio e alle prospettive di un aumento dei consumi, determinate da una situazione del mercato del lavoro molto favorevole che favorisce l’aumento del potere di acquisto delle famiglie private. Anche il boom registrato nell’edilizia, dovuto sia all’intervento pubblico che agli investimenti delle aziende private, dovrebbe continuare per tutto l’anno.

Nel corso del 2016, inoltre, la disponibilità delle imprese tedesche (che producono oramai ai limiti delle proprie capacità) ad investire in attrezzature probabilmente crescerà; tali investimenti, tuttavia, saranno in parte determinati anche dall’andamento della domanda proveniente dall’estero, in relazione alla quale non sono però previsti aumenti.

Le esportazioni rappresentano infatti un aspetto negativo dell’economia del paese. In calo alla fine del 2015, le prospettive non sono particolarmente favorevoli anche per l’anno in corso, e ciò soprattutto a causa delle debolezze riscontrate nei paesi cosiddetti emergenti: l’economia cinese (la seconda più grande al mondo dopo gli USA) ha registrato lo scorso anno una crescita particolarmente debole (la peggiore degli ultimi 25 anni). La generale debolezza della crescita dei paesi emergenti e l’elevata offerta di greggio sono state peraltro fra le principali cause della riduzione del prezzo del petrolio.

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Quest’ultima è causa dell’abbassamento delle previsioni relative all’inflazione per il 2016 e anche per il prossimo anno (0,25% per il 2016 e 1,75% per il 2017). La riduzione dell’inflazione attesa sarà probabilmente annunciata nella seduta di marzo anche dalla BCE, che anche per questo motivo potrebbe effettuare ulteriori interventi di politica monetaria. La bassa inflazione e la relativa diminuzione dei prezzi, infatti, se prolungate determinano una riduzione dei salari e l’arresto degli investimenti con conseguenti pericoli di deflazione.

La florida situazione economica del paese consente alla Germania di potere sostenere le spese per l’alloggio e l’integrazione dei rifugiati senza particolari problemi finanziari; lo scorso anno lo Stato ha realizzato un’eccedenza di bilancio pari a 12 miliardi di euro ed è intenzione del ministro delle finanze Schäuble affrontare le enormi spese correlate all’immigrazione senza creare nuovi debiti.

Peraltro la stessa Bundesbank ritiene che i margini finanziari del bilancio tedesco per affrontare la forte ondata migratoria sono certamente sufficienti per l’anno in corso, mentre per il lungo periodo la situazione è più difficilmente prevedibile. Per questo consiglia al governo tedesco di creare  riserve finanziarie che, irrobustendo il bilancio, possano consentire di affrontare meglio eventuali crisi che potrebbero derivare anche dalla stessa immigrazione: le spese ad essa relative varieranno infatti in funzione delle decisioni politiche prese in merito ai provvedimenti relativi all’integrazione, alla suddivisione dei rifugiati tra i paesi europei e alla lotta alle cause che determinano l’ondata migratoria e, pertanto, sono difficilmente prevedibili.
Questa, ad oggi, è la situazione della Germania, che può permettersi di solidarizzare in modo “razionale” con i disperati del mondo grazie alla propria floridezza economica e finanziaria. Malgrado le critiche che iniziano ad arrivare anche dall’interno del proprio partito, la cancelliera Merkel sta riuscendo a imporre la propria linea “solidarista” all’interno del paese, diversamente da quello che avviene in Europa, dove la “generosità” tedesca non riesce a trovare spazio tra gli egoismi nazionali di molti paesi, specie i nuovi entrati provenienti dall’Est. E questo ci ricorda che purtroppo la storia, spesso, ci insegna che la solidarietà tra poveri è molto più difficile da realizzare di quanto le anime benpensanti si immaginano.

*Questo articolo è stato originariamente pubblicato sul blog di pavel chute.

PAVEL CHUTE è nato a Milano nel 1970. È laureato in Scienze Politiche e in Lingue e Letterature Straniere e ha vissuto a lungo in Inghilterra e in Germania (Berlino, Costanza, Colonia) dove ha studiato Africanologia. Lavora come traduttore e ha iniziato recentemente a scrivere racconti e brevi romanzi.

UNA FINESTRA SULLA GERMANIA è una rubrica rivolta agli italiani che vivono in Germania e a coloro che sono interessati a questo paese, raccontato in modo oggettivo, senza schieramenti, riconoscendone per quanto possibile pregi e difetti. Il tutto con un linguaggio semplice, ma diretto.

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