REALITY BITES – Settembre. Marion non abita più qui.

 

Un odore stantio di morte, un odore di burocrazia mi assale quando varco la porta del vecchio unto, ex ragioniere, sulla via Aurelia. Tutti i giorni dalle 11 alle 15 circa sono la sua segretaria, balia, telefono amico, il suo immediato motivo per sentirsi migliore. L’annuncio sul giornale era invitante e sorprendentemente cristallino per cui ho accettato il colloquio senza esitazione e superato il casting. Nei 40 mq dell’appartamento al terzo piano si affastellano sui muri e sui mobili protettori lucani ed arcangeli di gesso, saturando scrivanie gonfie di documenti e vecchie bollette. Il ragioner Potta (non ribadite “ex” in sua presenza) è piccolo e semicalvo. La mattina, dopo essersi accertato che non sono una zingara o una neofita di Geova, mi accoglie con un pigiama di Gatto Silvestro e la lista della spesa già pronta. La moglie è una obesa redenta, ha unghie finte da porco e divora chili di mele Smith (quelle verdissime): io credo che si vergogni del suo stato oppure che mi odi profondamente senza motivo perché si nasconde appena torna a casa (ore 13 circa) e mi tende la mano con disagio. Una fase del mio arduo lavoro consiste nell’archiviare fatture e bollette dei vari appartamenti che il Potta affitta in nero ai vari disgraziati in giro per Roma. Mentre eseguo il compito Potta mi affetta lo scroto raccontandomi del figlio, fallito cantautore, ex stellina dei pianobar, e di come l’abbiano messo in un angolo nonostante le numerose comparsate a Rai Due. Potta parla e io mi arrampico per gli scaffali polverosi alla ricerca di QUELLA cartellina semidistrutta.

-Eh Marion, come vedi anche io ho un debole per l’arte!- esulta Potta.

Poco prima di voltarmi spero che stia parlando di una copia, pure brutta, del Tintoretto, invece mi ritrovo davanti le tette burrose di Anna Falchi con una dedica sui capezzoli. Lui è serio, io pure. Comunque taccio per l’imbarazzo. Oltre all’arte Potta ama collaborare con lo Stato e grazie a lui vengo a sapere quanto siano pericolosi i dentifrici venduti dai cinesi e quanti pacchi ne sequestra con i suoi amici giustizieri nel cuore della notte. Nel quadro più grande sul muro, anche più grande della statua di San Michele, patrono di una frazione lucana di nove abitanti, è ritratto in posa durante una processione, accanto ad altri giustizieri della notte. Potta è piccolo e defilato, con un completo orrendo color ocra sbiadito e un borsello che perfino mia nonna definirebbe fuori moda. In fondo Potta è un buono, un generoso. Generoso affinché gli altri lo ribadiscano e lo invitino alle cene di ex colleghi.

-Sai fare il caffè?-  mi chiede una mattina

-No- rispondo

-Bene!- dice e si illumina in volto

-Ora ti faccio vedere: prendi la cialda, la inserisci, pigi e dopo lo inzuccheri!-.

E’ bello imparare cose nuove mentre si lavora. Occhi e orecchie. E Potta decisamente me li nutre entrambi. Sembra tutto perfetto: la spesa accurata, il caffè, le cialde, le fatture, la forfora su Gatto Silvestro. Eppure qualcosa va storto. Un pomeriggio di fine mese siamo davanti al suo pc per scrivere una lettera delicata alla direzione della Tim. La compagnia telefonica lo ha privato di un tot numero di punti e messaggi gratis: è giunto il momento di indignarsi. L’ex ragioniere, che per la toilette gradisce solo una precisa fragranza di deodorante (il mughetto), si ribella al sistema reclamando i suoi omaggi. Scrivo la lettera in tre ore. Una frase è subito censurata dal Potta alle mie spalle per un’altra più efficace. L’interlinea è troppo intimista: un po’ di distacco emotivo e che diamine! Inoltre l’intestazione è storta; le intenzioni poco d’impatto. Alla fine la lettera è pronta e filo via dopo aver firmato un foglio a righe su cui dichiaro ogni giorno la mia paga e relativi servizi. Non so su cosa Potta riflette la notte e se la moglie ha un ruolo. Fatto sta che alle 03.15 mi arriva un sms agghiacciante: Dopo la settimana di prova ci spiace comunicarle che è risultata non idonea. Cordiali Saluti. Fam. Potta.

Uno come Potta non ama il confronto, tranne quello in cui le sue idee spiccano per efficacia. Ferita nell’orgoglio, nell’animo e nel portafoglio, corro verso l’appartamento e dopo un patetico rifiuto di farmi salire urlo il mio altrettanto patetico je accuse al citofono. Potta ribadisce le sue ragioni: è inaccettabile la lentezza nel comprare otto chili di mele Smith, portarle al terzo piano senza ascensore e nello stilare semplici ma efficaci lettere di protesta. Il cuore è spezzato, la burocrazia sicura delle firme quotidiane ha preso il sopravvento sulla nostra speciale complicità. Torno a casa triste e sgolata. Nessuno saprà prendere il posto di Potta nel mio libretto di lavoro.

SITO WEB: Reality Bites su Taxi Drivers

3 comments on “REALITY BITES – Settembre. Marion non abita più qui.

  1. Francesco Rossi on said:

    Lo stracchino in effetti ha la sua avvenenza.

  2. paolo on said:

    NAt sei davvero brava! mi hai colpito.

  3. natasha on said:

    Grazie mille :)

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

15.595 Commenti di spam bloccati finora da Spam Free Wordpress

I tag HTML non sono ammessi

La tua pubblicità sulle nostre pagine

Dai spazio alla tua impresa su ilMitte.com

Per informazioni dettagliate sulle offerte si prega di scrivere a:

pubblicita@ilmitte.com

E se il tuo è un piccolo business senza le competenze per creare banner e grafiche, a quello ci pensiamo noi!