A Berlino arriva “Genesis”, la natura del mondo fotografata da Sebastião Salgado

7 April 2015

Share Button
Jnzl's Public Domain Photos / CC BY-NC-SA 2.0

Jnzl’s Public Domain Photos / CC BY-NC-SA 2.0

di Mirea Cartabbia

Un iceberg che assomiglia ad un castello scozzese, un elefante seminascosto dai rami ed illuminato dalla luce del sole, dei pinguini che si lanciano uno dopo l’altro nell’Oceano Atlantico, l’imponente coda di una balena: questi sono solo alcuni scatti del celebre fotografo Sebastião Salgado che si potranno ammirare presso la galleria C/O Berlin dal 18 aprile al 16 agosto 2015.

L’idea che sta alla base dell’ultimo lavoro di Salgado parte dal presupposto che il 46% della superficie del nostro pianeta è incontaminata, uguale (o quasi) a 3 miliardi di anni fa, prima che l’uomo vi si insediasse.

Salgado ha intrapreso 32 avventurosi viaggi, in un periodo compreso tra il 2004 e il 2012, muovendosi a piedi, in kajak, in barca attraverso regioni impervie e quasi completamente inesplorate. Ha poi scelto, con la preziosa collaborazione della moglie Lélia Wanick Salgado, 250 scatti in bianco e nero che sono andati a costituire la sua ultima grande opera che prende il nome di Genesis.

Le foto che compongono l’esibizione sono caratterizzare da un forte gioco di luce, dove il bianco ed il nero e delicate tinte grigie si contrappongono accompagnando i soggetti ed i paesaggi.

Genesis si compone di cinque parti: Planet South, che propone scatti di animali come pinguini, leoni marini e balene, immortalati nelle isole Galapagos e nell’Oceano Atlantico e Sud Atlantico; i Sanctuaries, zone isolate ma ricche di una grande varietà di specie come ad esempio il Madagascar e Sumatra; Africa, dove le protagonisti sono le dune, la lava, il fiume Okavango e le popolazioni nomadi del Sudan; Northen Spaces, che ritrae il circolo Artico e le popolazioni dell’Alaska; Amazônia, oltre al Rio delle Amazzoni, si possono osservare scatti di animali come giaguari e alligatori e delle popolazioni indigene.

Salgado però non vuole solo omaggiare il pianeta blu; vuole anche sottolineare l’importanza di preservare ciò che abbiamo e di cercare di limitare i danni causati dall’inquinamento e dal surriscaldamento globale. La sensibilità del fotografo per il tema dell’attenzione ambientale si evince anche dal fatto che insieme alla moglie ha fondato l’Istituto Terra, in Brasile, che sta contribuendo alla ripopolazione della foresta Amazonica in Brasile.

L’inaugurazione della mostra si terrà venerdì 17 aprile alle ore 19.00 e l’entrata sarà libera. Per chi volesse dare un’occhiata in anteprima ad alcuni degli scatti che troverà all’esposizione, può visitare il sito Amazonas Images. Infine per chi fosse interessato a conoscere un po’ di più il lavoro e la vita di questo grande fotografo, consigliamo la visione del film “Il Sale della Terra” realizzato Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado, figlio del regista, vincitore a Cannes e nominato agli Oscar, che racconta proprio la vita di questo grande maestro della fotografia.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=iXASAVMdENg]

Share Button