La storia dell’ex bunker antiaereo di Berlino diventato galleria d’arte

30 novembre 2012

[© Sprklg / Flickr / CC BY 2.0]

Sprklg / Flickr / CC BY 2.0]

In Reinhardtstraße 20, nel cuore di Mitte, sorge un edificio possente e incredibilmente inusuale, con il suo cemento armato e i suoi piccoli pertugi, in un quartiere dove i palazzi si ergono eleganti.

Si chiama Sammlung Boros, si estende su una superficie di 3.000m² (più un attico residenziale di 450m² di nuova realizzazione) e fu costruito nel 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale per le ferrovie tedesche: veniva utilizzato per proteggere i viaggiatori in arrivo alla stazione di Friedrichstraße dagli attacchi aerei. La struttura interna ha una disposizione spaziale assialmente simmetrica, le pareti esterne di cemento sono spesse 1,8 metri e il soffitto è spesso 3 metri.

© NOSHE (free use for press)

© NOSHE (free use for press)

Nel corso dei decenni, il bunker fu utilizzato nei modi più svariati: nel 1949 divenne un magazzino tessile, nel 1957 fu convertito in magazzino per l’importazione di frutta tropicale da Cuba dall’azienda “Fruit Vegetables Potatoes”, e in città divenne conosciuto come il “banana bunker”. Prima di arrivare ai giorni nostri, la strada è stata lunga e tutt’altro che noiosa: nel 1990, dopo la Riunificazione, l’edificio divenne proprietà del governo federale, ma due anni dopo si trasformò nuovamente, e tra musica techno e party fetish assunse la reputazione di club più hard del mondo. Il passo verso “Sexperimenta” fu breve: nel 1995 diviene una gigantesca fiera del commercio erotico. Da allora, fino al 2003, il bunker passò dall’ospitare spettacoli teatrali a esporre mostre, la sua ultima e attuale vita.

Nel 2003, infatti, l’intero edificio fu acquistato dal collezionista Christian Boros, che in pochi anni lo convertì in spazio espositivo per la sua collezione d’arte contemporanea, con opere dal 1990 ad oggi, alternata a mostre temporanee, in collaborazione con altrettanti artisti. Nel 2008 fu inaugurata la prima grande esposizione, con lavori provenienti dalla collezione privata Boros. “Sammlung Boros #1″, tra il 2008 e il 2012, ha attratto 120.000 visitatori in 7.500 tour per le 80 stanze che formano il bunker.

Christian e Karen Boros, © Wolfgang Stahr (free use for press)

Christian e Karen Boros, © Wolfgang Stahr (free use for press)

Oggi è in corso la seconda grande esibizione, la “Sammlung Boros #2″: scultura, installazioni, disegni, pittura, video e fotografia sono disposti sui cinque piani del bunker, opere queste sia dei primi anni Novanta, sia facenti parte delle acquisizioni più recenti di Boros. Gli artisti esposti sono 21, tra i quali Ai Weiwei, Olafur Eliasson, Dirk Bell, e sono stati loro stessi ad installare le proprie opere all’interno dello spazio espositivo.

Per visitare il Sammlung Boros è necessario prenotare un tour guidato, poiché per questioni di sicurezza il bunker può essere visitato in gruppi di massimo dodici persone. Aperto il giovedì e la domenica: info

© NOSHE (free use for press)

© NOSHE (free use for press)