Rixdorf nel corso del tempo – REPORTAGE

18 June 2016

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Questo articolo è stato realizzato nell’ambito del Laboratorio di Reportage organizzato da Le Balene Possono Volare, in collaborazione con Il Mitte.

di Cecilia Callegari e Alessia Del Vigo

Un negozio di telefonini usati, uno di abiti di seconda mano, un fioraio, un venditore di kebab: Karl Marx Platz somiglia a tutte le altre piazze che si affacciano sulla Sonnenallee e sull’omonima Karl Marx Straße, a Neukölln, quartiere a sud-est di Berlino a maggioranza turca. Eppure è molto più di questo. Stretta tra le due più grandi vie del quartiere, si nasconde un’oasi di calma apparente. Qui, a qualsiasi ora e in qualsiasi stagione, si viene trasportati in una sorta di universo parallelo, immerso in un’architettura senza tempo, miracolosamente racchiuso nel cuore di uno dei quartieri più controversi di Berlino. Ci si perde intorno alle strade Jan Hus Weg e Herrnhuter Weg, porte del borgo boemo di Rixdorf, il vecchio nome, sino al 1912, del quartiere che oggi tutti conoscono come Neukölln, nato dalla deformazione dei termini Richardsdorf e Richardsdorp, le cui menzioni si ritrovano in documenti di epoca medievale.
La fondazione del quartiere si lega addirittura all’ordine dei Templari, che intorno al 1200 stabilirono qui una cosiddetta commenda, una struttura amministrativa periferica rispetto alla sede in Terrasanta. La nuova area comprese i territori di Tempelhof (la cui traduzione significa infatti “corte dei Templari”), Marienfelde, Mariendorf e Rixdorf.
Fino al XVIII secolo la storia di Rixdorf non si differenzia poi molto da quella di tanti altri piccoli villaggi: nel 1312 papa Clemente V sciolse l’ordine cavalleresco dei Templari e ne trasferì le proprietà all’ordine di San Giovanni; un secolo più tardi, nel 1435, anno a cui risalgono le prime attestazioni della chiesa locale, il borgo fu venduto alle città di Berlin e Cölln. Da allora Rixdorf condivide con l’odierna capitale tedesca la storia e il destino, da sede dell’elettore di Brandeburgo a capitale del Regno di Prussia, fino a città-stato e sede del governo della moderna Repubblica Federale di Germania.

GLI EPISODI CHIAVE
Nel 1737 Federico Guglielmo I, secondo re della neonata Prussia, si trovò a dover ripopolare uno stato privo di forza lavoro dopo la guerra dei Trent’anni. Quella stessa guerra che aveva causato la persecuzione della minoranza protestante evangelica nell’impero asburgico, provocandone l’esodo nei territori sassoni adiacenti. Un secolo di migrazioni senza sosta portò Augusto III di Polonia, principe elettore della Sassonia, a recarsi in visita a Königs Wusterhausen, residenza estiva di Federico Guglielmo, per proporgli di accogliere gli ultimi fratelli boemi nel suo territorio. Federico Guglielmo concesse così nove case sul lato settentrionale della Richardstrasse: nacque così il borgo boemo di Rixdorf, Böhmisches Dorf, separato dalla parte tedesca dalla fonderia che ancora oggi è situata al centro della Richardplatz, perfettamente conservata nella sua struttura originaria in legno e del tutto funzionante.
I lunghi spostamenti necessari per raggiungere l’allora chiesa di Tempelhof e poter esercitare il proprio culto aveva fatto comprendere agli abitanti del borgo tedesco di Rixdorf l’importanza della condivisione degli spazi religiosi. La Betlehemskirche di Richardplatz, costruita appena nel 1300, poco dopo la fondazione del Richarddorp, dopo essere stata una chiesa cattolica ed essersi poi aperta al culto protestante nel 1539, quando il principe elettore Joachim II decise di convertire la marca del Brandeburgo al luteranesimo, si preparava adesso ad ospitare un terzo culto e concedeva infatti ai profughi boemi di celebrare i loro sermoni nella Betlehemskirche, una volta terminate le funzioni tedesche.
Altre prove di questo spirito di convivenza furono la costruzione di un cimitero boemo nel 1751, quella della scuola boema, a distanza di due anni, oggi sede del Museum im Böhmischen Dorf e ancora, nel 1761, l’edificazione di una sala di preghiera nella Kirchgasse.

Questo borgo dal fascino antico non rimase però immune all’industrializzazione e alla conseguente urbanizzazione delle aree periferiche di Berlino. Rixdorf si ingrandì infatti fino a raggiungere i confini dell’odierna Neukölln. L’amministrazione cittadina pensò così che per iniziare un nuovo corso un cambio di nome fosse un passaggio obbligato. Per richiamarsi alle origini medievali del villaggio, la scelta cadde su “nuova Kölln” con la K anziché con la C, in osservanza della riforma ortografica di poco precedente. Dell’antica divisione tra i due borghi boemo e tedesco oggi rimangono tracce solo architettoniche: nelle basse case dalla facciata a capanna, nelle chiese cupolate a pianta rettangolare, nelle tortuose stradine.
Un giorno del 2008 un’impiegata del municipio di Neukölln si trovò tra le mani la pratica di Ummeldung del signor Reinhold Steinle, berlinese di adozione, ma originario della Bavaria e residente a Neukölln sino a poco tempo prima. All’entusiasmo dell’uomo, innamorato del quartiere, l’impiegata rispose con un secco “In Neukölln gibt es nichts zu sehen!“”, a Neukölln non c’è niente da vedere. Fu così che Steinle ebbe l’idea. Seguendo l’onda di alcuni commercianti, di pochi abitanti e di piccoli investitori del quartiere, trasformò la sua passione per Rixdorf in un lavoro a tempo pieno, impegnandosi nella promozione di quello che è oggi uno dei Kiez più affascinanti della città. Da allora Reinhold racconta la storia del quartiere attraverso tour tematici ad alto tasso di intrattenimento, alla riscoperta di Neukölln e del suo mistero senza tempo.

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