Crisi diplomatica tra Germania e Turchia: il Bundestag riconosce il genocidio degli armeni

3 June 2016

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Il Bundestag ha ufficialmente approvato a grandissima maggioranza una risoluzione che definisce genocidio la strage di 1.5 milioni di armeni compiuta dai turchi ottomani tra il 1915 e il 1916. La mozione, presentata da Cdu, Spd e dai Verdi tedeschi, aveva già suscitato il risentimento di Ankara. Alla vigilia del voto, infatti, il primo ministro Binali Yildrim aveva fatto pressioni sul parlamento tedesco parlando di un eventuale voto favorevole come di un rischio diplomatico che avrebbe messo messo “a dura prova” l’amicizia tra Germania e Turchia. Aveva inoltre definito la questione “assurda e ridicola”. Dal canto suo il presidente armeno Serz Sargsyan, in un’intervista pubblicata su Bild, aveva invece esortato i deputati a non farsi intimidire dal presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. “La Germania è uno Stato potente e la voce del Bundestag tedesco è ascoltata in tutto il mondo. Ma, proprio per questo, la Germania ha una responsabilità speciale e non può cedere su ciò che riguarda questioni morali e difesa di valori”, aveva precisato.

In seguito all’approvatione della mozione, l’ambasciatore turco in Germania è stato richiamato in patria. Il governo turco ha definito l’approvazione della risoluzione come “un errore storico” ed Erdogan ha dichiarato che questa scelta comprometterà seriamente i rapporti tra i due Paesi. La decisione tedesca si allinea invece alla posizione dei ventidue Paesi, tra i quali l’Italia, la Francia e la Russia, che qualificano quello armeno come un genocidio (per papa Francesco il primo del XX secolo), mentre altri, come gli Stati Uniti, preferiscono non usare questo termine.

Angela Merkel ha sostenuto pubblicamente la mozione, ma ha anche sottolineato il fatto che tra la Germania e la Turchia ci siano profonde relazioni e di essere certa che non verranno intaccate da questa frizione, normale espressione della dialettica democratica. Questo tentativo conciliante ha però ricevuto la risposta sprezzante del vicepremier turco Numan Kurtulmus, che ha definito l’esito della votazione “indegno” delle relazioni di amicizia tra i due Paesi. Contrario alla risoluzione si era sempre mostrato il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, della Spd.

Non dovrebbero comunque cambiare gli accordi tra Ue e Turchia sui migranti, che prevedono una regolamentazione in senso restrittivo del flusso da parte della Turchia in cambio dell’abolizione del visto per i cittadini turchi nei Paesi dell’Unione.

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