TEUTONICHE SCHEGGE – Prost!

6 giugno 2013

bloggeramt_teutonicheschegge
bier
Della Germania piacciono le bionde. E il consenso più trasversale lo riscuotono quelle in boccale, cosicché si impara subito che una das Bier è neutro, ma non necessariamente i suoi effetti.
Se non ci si fa solo un bicchierino (einen Kippen), ma si beve da par teutone (bechern, zechen), alzarsi il giorno dopo può risultare impresa ben ardua. Si è difatti betrunken, o besoffen. E per non scadere in dozzinali ripetizioni, la lingua teutone offre una serie di variazioni a tema. Per chi non osasse troppa creatività, basta aggiungere “stink” o “stock” davanti agli aggettivi base.  I più vezzosi possano optare per il cromatico “Ich bin blau” (sono blu), che pare indicare il colorito che si assume dopo una notte brava. Ancor più aulico l’aver guardato troppo a fondo nel bicchiere (zu tief ins Glas schauen). Per chi preferisce sottolineare la pienezza, “voll wie ein Eimer” (pieno come un secchio) o “wie eine Haubitze” (come un obice) oppure i più enigmatici “rabenvoll” e “sternhagelvoll” (pieno come un corvo e pieno di grandine?). Chi alza il gomito ma non rinuncia allo stile, probabilmente sarà “voll bis zum Stehkragen” (pieno fino al colletto).
Tra uno schnapps e l’altro, sempre attenti a guardarsi negli occhi mentre si brinda, altrimenti è come rompere uno specchio da noi, ma la iella è selettiva e si intrufola solo fra le lenzuola – uno poi deve fare i conti coi postumi.
La sbornia (Rausch) lascia in eredità felini frignanti: è una delle origini accreditate per “ich habe einen Kater” (ho un gatto), perché chi ha un cerchio alla testa si lamenterebbe come un felino a pancia vuota o in cerca di compagnia. Un’altra versione fa risalire il “Kater” a “Katarrh”, termine medico che ad un italiano suona subito chiaro. Pare che gli studenti usassero il male di stagione come scusa per bigiare le lezioni, eventualmente coadiuvati dal clima che permette di accusare reumatismi vari anche in piena estate.
Il pragmatismo teutone prevede anche un rimedio nella forma del Katerfrühstück, ovvero la colazione del giorno dopo. La strategia è semplice: ingollare cibi il più possibile salati per stimolare la sete – di acqua, stavolta. Ognuno ha la sua ricetta di fiducia, ma la tradizione suggerisce i Rollmops: aringhe marinate per oltre un mese arrotolate attorno a cipolla e cetrioli. Chi volesse compeltare in bellezza non ha che sorseggiare una Konterbier, una birra di contrattacco.
Prost!
bloggeramt_miriamfranchina