I volti dei profughi sulle facciate di Berlino

12 February 2014

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Perché, nel dibattito tedesco che riguarda i profughi e l’asilo politico, gli ultimi a prendere la parola sono i primi interessati, ovvero i rifugiati stessi?

È questo l’interrogativo alla base di Familiar Facades, un progetto con cui il fotografo berlinese Harald Geil vorrebbe riportare i volti e le voci delle persone richiedenti asilo al centro della discussione.

Il concetto è semplice: apporre gigantografie dei migranti sulle facciate di Berlino, fornendo la possibilità ai passanti di approfondire le loro storie online attraverso un QR Code fotografabile con lo smartphone.

L’idea è quella di fornire una «via alternativa ai media tradizionali» per veicolare le storie direttamente dal rifugiato al cittadino, senza i filtri del sistema informativo tedesco.

Per realizzare il suo progetto, Harald Geil ha avviato una campagna di crowdfunding che punta a raccogliere 5000 euro entro pochi mesi.

I soldi serviranno a realizzare interviste video ai rifugiati, alla costruzione di un sito internet, all’allestimento di una mostra e alla realizzazione dei grandi manifesti che rappresentano il fulcro dell’intera campagna.

Più informazioni su bildergeil.de.

Familiar Facades Crowd-funding from Harald Geil on Vimeo.

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