Povera ma Sexy: “In Neukölln”

13 October 2014

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di Nora Cavaccini*

In una vetrina ci stavano bomboniere kitsch, di sposi alquanto goffi, e confetti colorati e poi, poco più là, cibo per cani e canarini, trecce di capelli finti, paccottiglia alla rinfusa e un cane che aspettava davanti a una vecchia macchina da cucito. All’angolo preparano il tè nero e la shisha e intanto un tocco di manzo trasuda sullo spiedo mentre qualcuno ripete zwei euro, zwei euro. La giovane donna allestisce la sua vetrina con vestiti appariscenti: veli, pizzi e paillettes colorate da sfoggiare magari a un matrimonio, in qualche scantinato, quando ci sarà forse anche un fotografo, di quelli come questo qui, che poi confezionano cuscini improbabili con le foto degli sposi sotto un enorme cuore rosso, proprio sullo sfondo delle facce paonazze, imbevute di Raki. Intanto una macchina è stata parcheggiata male, i clacson rimbombano, l’M29 deve passare sulla Sonnenallee. I piccioni si sono appollaiati sul tetto plumbeo di Karstadt e da lì vedono la gente venire, uscire, passare.
Una vecchia suona un violino scassato chiedendo l’elemosina, un tizio si fuma l’ennesima sigaretta della giornata.
Così, distrattamente, confusamente, come una città nella città, giostra della fantasia, trascorre anche oggi Neukölln.

Naviga la mappa per foto e informazioni sui luoghi che hanno ispirato il racconto.

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*Questo post è stato pubblicato originariamente su Povera Ma Sexy – Postkarten aus Berlin, un progetto di Nora Cavaccini. Segui il progetto su Facebook.

Povera Ma Sexy – Postkarten aus Berlin è un “viaggio” fisico e letterario a Berlino. Un percorso che nasce dall’esperienza personale di chi scrive ma che, al tempo stesso, può rappresentare una via alternativa per scoprire la città. Per tutti coloro che, in un modo o nell’altro, ne subiscono il fascino. Berlinesi e non.

Ogni post è costituito da un breve un racconto. A ogni racconto è associata una mappa. Qui, cliccando sugli indicatori, comparirà una descrizione. Si tratta di informazioni “turistiche” che non mirano ad essere esaustive ma a collocare meglio il racconto nei luoghi che lo hanno ispirato.

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