Stanchi e deconcentrati? “Un pomodoro vi aiuterà”

14 maggio 2012

© il Mitte

Cosa ci fanno venticinque persone sedute in un caffè con un timer a forma di pomodoro in mano? No, non è un indovinello né una barzelletta. La risposta c’è ed è più seria di quanto possiate immaginare: stanno partecipando al primo meet up berlinese della Pomodoro Technique, tecnica di gestione del tempo nell’attività lavorativa ideata dall’italiano Francesco Cirillo.

É successo venerdì scorso, al Cafè St. Oberholtz di Rosenthaler Platz, luogo storico per la scena web berlinese che Francesco e il team di FcGarage – l’azienda che conduce qui in città – hanno scelto per incontrare di persona un gruppo di appassionati della Pomodoro Technique. La serata, inserita nel calendario ufficiale della Berlin Web Week, è servita per scambiarsi opinioni, pareri e per approfondire la conoscenza del pomodoro. Anche il Mitte c’era, per parlare con Francesco Cirillo della sua esperienza da startupper berlinese.

Partiamo dalla Pomodoro Technique. Ci spieghi di che cosa si tratta?
La Pomodoro Technique è una tecnica di time management. Si tratta di riuscire a fare in modo che il tempo diventi un amico, un alleato. Tutto si svolge attraverso un timer, fondamentalmente si tratta di utilizzare di blocchetti di tempo di 25 minuti e lavorare sulla base di questi intervalli cercando di raggiungere un obiettivo prefissato.

Come è nata l’idea di una tecnica per gestire la produttività?
Da un’esigenza personale. Ero un giovane studente universitario che attraversava un momento di insuccesso, non riuscivo più a studiare né a produrre, sono arrivato al punto in cui dovetti fare una scommessa piuttosto umiliante con me stesso: ce la farò a studiare e rimanere concentrato senza interruzioni per almeno due minuti? Per la scommessa presi un timer da cucina, lo caricai su due minuti e mi misi a studiare. Non fu facile restare concentrati senza interruzioni per quel lasso di tempo, ma quando ci riuscii cominciai a puntare il timer sempre più in là: prima cinque minuti, poi dieci, quindi addirittura sessanta. Poi ho iniziato a farmi delle domande del tipo: sessanta minuti è un buon periodo di tempo? O è troppo? Che cosa ci spinge ad interrompere il nostro lavoro? Da qui è nata l’esigenza di affinare il metodo. Negli ultimi anni l’abbiamo applicato a diversi team e persone: la buona notizia è che sembra che in poco tempo si riesca ad apprendere il succo e metterlo in pratica, aumentando davvero la produttività.

Quali sono le principali cause della mancanza di concentrazione?
Ognuno ha le sue. Io le distinguo fondamentalmente in due categorie: interne, quando uno sta nel mezzo di un capitolo e sente pressante necessità di interrompersi per comprare una pizza o per mandare un messaggio, ed esterne, quelle che invece dipendono dal contesto, come una telefonata in arrivo o un collega che ti interrompe. Per quanto mi riguarda, quelle più rilevanti sono quelle interne: quando si verificano è il segnale che devo fermarmi, fare una passeggiata e staccare per almeno mezz’ora. L’obiettivo della nostra tecnica non è quello di lavorare più pomodori possibili ma quello di lavorare meglio pochi pomodori. Cioè, riuscire a fare quello che si deve fare in meno pomodori possibili e poi andarsi a godere la vita, farsi un giro in qualche museo o una bella passeggiata al parco, in modo tale da ricaricare le batterie ed essere il più produttivi possibile l’indomani.

Cominciare la Pomdoro Technique non costa nulla, basta un timer qualsiasi (anche se è consigliato quello ufficiale) e il manuale di istruzioni che si trova in free download sul sito. Perché avete scelto di mantenere il metodo gratuito?
Vogliamo fare in modo che chi soffre di improduttività e deconcentrazione possa accedere a questo metodo senza pagare nulla, e piuttosto spenda gli stessi soldi in un’uscita con gli amici. Comunque noi stiamo seguendo un modello di business, speriamo che il progetto cresca e si estenda, ma l’idea che il materiale resti gratuito è centrale nella tecnica del pomodoro.

Da cosa è derivata la decisione di aprire FcGarage a Berlino?
Berlino è una città internazionale, forse la più internazionale d’Europa. Non è facile spiegare il perché, ma chi viene qua lo “sente” immediatamente. Le persone sono inaspettatamente aperte verso le novità e molto creative. E la parte creativa ci interessa parecchio, visto che come si può intuire dal nome, il nostro obiettivo è quello di creare motori di produttività. Berlino in questo senso è il contesto ideale. Inoltre è una città estremamente giovane, e anche questa è una caratteristica molto interessante. Infine, sto scrivendo un libro che spiega come prendere decisioni efficaci in contesti di incertezza. Per testarne l’efficacia non c’è città migliore di Berlino, dove nella scena delle start-up il contesto è davvero incerto e richiede decisioni giuste e prese in breve tempo.

Concludendo, perché avete scelto proprio un pomodoro?
Beh sai, uno si aspetta ragionamenti molto complessi… invece, molto semplicemente, il primo timer che trovai in cucina quando ero alle prese con la mia scommessa da studente aveva la forma di un pomodoro. É quindi probabile che se avessi trovato un timer a forma di pera, la nostra ora si chiamerebbe Pera Technique o qualcosa del genere… Però devo dire che quella del pomodoro è una forma molto simpatica. Anche adesso quando qualcuno ci scherza su e mi dice “Ma con un ananas non funzionerebbe? E con un peperone?”, io gli rispondo: “Funziona meno. Col pomodoro funziona meglio…”.