“Pericolo nazismo nei Pirati”

23 April 2012

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Pirati sotto attacco. Dopo le dichiarazioni rilasciate dal membro del partito Bodo Thiesen, che ha negato l’olocausto appoggiando le teorie negazioniste di German Rudolf, un vero e proprio maremoto politico si è abbattuto sul quarto partito nazionale. La decisione presa dal movimento di sanzionare ma di non allontanare Thiesen ha creato più di una perplessità all’interno delle principali forze politiche.

“Siamo rimasti basiti”, ha spiegato Heinz Bierbaum, il vicepresidente della Linke. “Chiunque mostri comprensione per coloro che negano l’olocausto e rifiuta di riconoscere le colpe della Germania per la Seconda Guerra Mondiale, non agisce nel campo della libertà di espressione, ma sprofonda piuttosto in una palude oscura e pericolosa”.

Secondo Renate Künast, il segretario dei Verdi, “i Pirati non possono permettersi di cedere all’ala più estremista della società”. Il partito di Künast è stato quello più deluso dall’atteggiamento dei Pirati. Solo una settimana fa, i Verdi avevano aperto alla possibilità di una coalizione politica con il partito guidato da Sebastian Nerz, che gli ultimi sondaggi danno al 13%. L’atteggiamento attendista del partito nei confronti dei suoi membri schierati più a destra, però, sembra avere già spezzato l’idillio. “I Pirati non possono dare voce proprio a tutti”, ha riflettuto ironicamente Künast.

Il capo dei Pirati, Nerz, ha riconosciuto di non avere preso le distanze abbastanza in fretta dalle dichiarazioni di Thiesen.  L’ingegnere informatico ex-Cdu ha comunque difeso la posizione del partito in un’intervista rilasciata al Bild am Sontag: “Nello statuto del partito c’è un riferimento chiaro ed esplicito contro l’estremismo di destra ed il razzismo”, ha spiegato.

Anche da altre voci eccellenti interne al partito sono arrivate delle prese di posizione forti. “Mi aspetto che i Pirati rendano impossibile la permanenza nel partito al signor Thiesen”, ha spiegato il capogruppo del Partito nel parlamento berlinese, Martin Delius, al Berliner Zeitung. Ma non finisce qui: “Ci sono altri pazzi nelle fila del partito”, ha ammesso Delius, riferendosi all’esistenza di sentimenti estremisti in altri suoi membri.

“Lo riconosco: abbiamo un problema estremista”, ha spiegato il capo Berlinese del partito, Hartmut Semken, criticatissimo per aver difeso, in un primo momento, le dichiarazioni di Thiesen. “Un partito che accetta membri senza prima effettuarne un’analisi attrae personaggi ambigui, che dietro alla maschera della libertà di espressione cercano di veicolare posizioni scomode”.

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