REALITY BITES – Ottobre. Una Centrifuga 44 Per Marion.

 

 

- È pratico, facile e veloce. Basta premere il pulsante verde. Poi togli tutto e asciughi bene. Sono tre ore al giorno, preferibilmente a pranzo, per asciugare tazzine e cucchiaini. Eventualmente preparare il caffè, le birre, e altre bevande. Dove abiti?- mi chiede il proprietario calvo di Nino’s, ristorante dietro p.zza Augusto Imperatore, nel suo ufficio tugurio.

- Qua dietro, a Cipro- (bugia clamorosa) rispondo

-Bene! Sarai la nostra “ragazza in più!”-.

Evviva.

- E…riguardo il compenso?-

-Poi vediamo!-

Doppio Evviva.

Mi sento protetta dietro al bancone. Al sicuro dai tavoli infestati dai turisti, segretarie mollate all’altare, avvocati rampanti sottopagati e muratori a dieta. Da qui posso osservare tutti con raro disprezzo e concentrarmi sul mio compito: tazzine luride nella centrifuga. Pigio pulsante. 10 minuti. Estraggo, asciugo. Infine formo delle graziose pile armoniche sopra la macchina del caffè. Aspetto. Poi ricomincio da capo. L’homo calvus in Hogan sabbia mi scruta passo passo mentre finge di leggere i programmi in tv. Ho rotto un bicchiere da vino quando è arrivato all’oroscopo del mese, ma era troppo concentrato sugli umori di Saturno per accorgersi della sua distratta ragazza in più.

Meno male.

La centrifuga è perfetta: sbianca e disinfesta dagli impiegati. Ho acquisito velocità anche nel fare il caffè, ovvero mentre poggio sotto l’erogatore la tazzina, prendo il piattino e i cucchiaini. Mi allaccio le scarpe e afferro lo zucchero di canna. Nino, il calvo, mi guarda soddisfatto. Sbatto il braccio della macchina sul bastone incastonato in un cassetto per togliere via la posa …e il legno si rompe. Un tonfo sordo echeggia in una sala e cucina deserte perché sono tutti in ufficio a discutere le innovazioni sul menù. Decido di non assumermi le mie responsabilità e di scaricarla serenamente su Marisol, la cameriera brasiliana che, ne sono certa, tenta di farmi le scarpe soffiandomi il mio ambito ruolo e mi tormenta con le richieste:

- Marion, por favor, limpa as tabelas[1]-

-Marion, por favor me ajude a trazer os pratos[2]- e ancora, di continuo, senza tregua, come se io capissi alla lettera quello che la squinzia dice.

Ma io, accidenti, non posso allontanarmi dalla centrifuga, per due seri motivi:

1-È il mio lavoro. Sono stata assunta per questo dopo un intenso colloquio di 8 minuti.

2- La centrifuga ha bisogno di cure continue.

Invece, la “ragazza in più”, come scopro più tardi da Consiglia, la direttrice di sala (in soldoni: una cameriera coi tacchi), si occupa anche di ciò che le altre (lei e Marisol) non fanno in tempo ad eseguire. Consiglia elenca tutte le mansioni che le vengono in mente, non preoccupandosi di andare fuori tema e di parlare di altro, volteggiando con i piedoni soffocati nelle zeppe in mezzo alla sala di Nino’s, un ristorante con pretese, tra la taverna raffinata e il più banale dei pub irlandesi.

-Marion, por favor…

-No-. L’ho fulminata con altrettanto ardore carioca e, giustamente, ora gira al largo il suo culetto tornito.

In fondo è simpatica. Mi racconta che a Porto Alegre lavorava nel settore marketing della tv di stato, Rete Globo.

- E perché non cerchi anche qui di fare quel lavoro?- chiedo, sfiorata per un attimo dalla tenerezza

- Eu traduzo o currículo, mas não têm tempo. Eu estou aqui o dia todo, merda![3]- mi risponde Marisol quasi isterica.

Credo di essermi innamorata. Non di Marisol, che è abbastanza anonima, ma di questa incredibile centrifuga. Me ne separo solo per i richiami etnici di Marisol e per pranzare.

Figo. Posso ordinare a scelta tutto quello che leggo sul menù. Vabbè, massimo due portate.

Mangiamo tutti assieme: Io, Consiglia, Marisol e Pina la segretaria.

A tavola Marisol e Consiglia si lamentano accanitamente della gestione del ristorante, e dalle loro parole pare quasi che Nino’s sia in continuo rischio di bancarotta fraudolenta.

- Nino, nu sap fa manc o cazz! Pur ogg, pe miezzjourn a fatt o ris co radicchio. Ma che menù economic è chist?![4] – cigola Consiglia in partenopeo annacquato.

Io lo so quello che pensa, ma non ho le prove. In cuor suo vorrebbe avvelenare Nino con una scamorza letale e prenderne il potere, almeno darebbe un senso ai tacchi da sciantosa da sfoggiare con uno dei tanti attori falliti che si abbuffano da Nino’s.

Tra una chiacchera e una tazzina, un giorno vengo chiamata da Pina in ufficio.

- Marion, sai, noi stiamo cercando una ragazza  fulle time, non so se tu sei adatta.. per adesso eccoti 80 euro per la settimana!-.

No..la centrifuga..

Sto già tornando a Torrevecchia, altro che Cipro, ma il vocione mi arriva nitido e tetro:

-Chi cazzo ha rotto sto bastoneeeeee??…Marisoooooollllll….-.

Il mio post it ha avuto effetto:

Sinto muito Nino, eu não fiz de propósito[5].

…………

[1] Marion, per favore, sparecchia i tavoli.
[2] Marion, per favore, aiutami a portare i piatti.
[3] Dovrei tradurre il curriculum ma non ho tempo. Sto qua dentro dalla mattina alla sera, merda!.
[4] Nino non sa badare agli affari! Pure oggi ha inserito per pranzo il risotto al radicchio. Ma che menù economico è questo?.
[5] Scusami Nino, non l’ho fatto apposta.

 

SITO WEB: Reality Bites su Taxi Drivers

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