A caccia dei nazisti sopravvissuti: la “taglia” vale 25.000 euro

29 luglio 2013

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spaet

“È tardi, ma non troppo”. Continua in Germania la caccia ai nazisti sopravvissuti, e la fa percorrendo strade insolite: un gran numero di manifesti che invitano i cittadini a segnalare gli ex criminali di guerra del Terzo Reich è apparso in questi giorni per le vie di Berlino, Colonia e Amburgo.

L’idea porta la firma del Centro Simon Wiesenthal di Gerusalemme, che vorrebbe rintracciare tutti i superstiti che non sono mai stati sottoposti ad un reale processo: chiunque disponga di informazioni può raccontarle direttamente agli addetti del Centro, tramite un numero verde appositamente creato.

Secondo il direttore Efraim Zuroff, il centralino ha registrato tra le 30 e le 40 telefonate al giorno, alcune ricche di piste interessanti. Ad incentivare la caccia all’ultimo nazista, anche la “taglia” messa in palio dal Wiesenthal: le informazioni rilevanti possono infatti valere fino a 25mila euro.

“Milioni di persone innocenti furono uccise dai criminali di guerra nazisti; alcuni di loro non sono mai stati giudicati e sono ancora vivi: aiutateci a portarli in tribunale“, è l’incitamento di Zuroff al Der Spiegel. Gli obiettivi della campagna sono soprattutto le guardie dei campi di concentramento e i membri degli Einsatzgruppen, unità speciali composte da membri delle SS e della polizia.

Questi ultimi, secondo quanto stimato dal Centro Wiesenthal, sarebbero stati circa seimila. Il 98 per cento di loro è quasi sicuramente già morto, un altro 1 per cento è già stato sottoposto a processo: rimangono circa 60 persone ancora vive e in libertà. Sono questi gli uomini che Zuroff e il suo staff sperano di rintracciare attraverso la campagna.

La quale, come preventivabile, ha suscitato aspre critiche. Lo storico tedesco israeliano Michael Wolffsohn l’ha definita “priva di gusto e dannosa, perché è più probabile che susciti simpatia nei confronti dei criminali”. Sotto accusa la taglia da 25mila euro, con l’ex docente di politica internazionale Joachim Perels che, invece, ha contestato la sovrapposizione tra le azioni del centro e la normale attività giudiziaria.

 

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