Naked Boys Reading: il corpo nudo della letteratura

24 April 2016

Share Button

di Lucia Conti

Naked Boys Reading ha luogo a Brighton e a Londra con cadenza bimensile e a Berlino con cadenza trimestrale. Ideato nel 2012 e prodotto da Haus of Husbands, è di fatto un reading in cui uomini di ogni età e aspetto leggono nudi testi di vario tipo.
Incuriosita, ho partecipato a uno dei loro eventi, al “Monster Ronson” di Berlino.

Il pubblico, come mi ha confermato prima dello spettacolo Dr.Sharon, presentatore della serata, è estremamente variegato e normalmente molto rispettoso. “Detto questo abbiamo avuto ogni tipo di reazione ai nostri spettacoli”, ha aggiunto quello che è un po’ l’uomo-simbolo del progetto, “abbiamo avuto risate, lacrime, una volta un uomo e una donna hanno cominciato a fare sesso durante il reading e il lettore è andato avanti imperturbabile. È stato molto professionale”. Alla domanda “perché leggere nudi?” ha risposto “perché no?”. Si è dichiarato molto interessato sia alla parola scritta che al suono della parola in un contesto performativo e ritiene che l’elemento della nudità renda il tutto più interessante. Mi ha detto anche che nel corso dei loro eventi è stato letto di tutto, classici della letteratura, articoli di giornale, ricette, recensioni di Amazon, per un massimo di otto, dieci minuti a testo, non di più. “Cerchiamo di tenerci corti… ma non necessariamente dal punto di vista dei peni!” è stata la sintesi.
Insieme alla drag queen Pansy ha quindi introdotto i singoli lettori e la filosofia di “Naked boys reading”, il tutto con il ritmo incalzante e l’ironia provocatoria della commedia queer.
Titolo della serata, “Feminism”. Pansy ci ha scherzato un po’ sopra. “Quando lo avete letto vi siete un po’ spaventati, eh?”, ha commentato dal palco, per poi aggiungere “in ogni caso non riesco a immaginare niente di più femminista di un gruppo di uomini nudi che leggono testi di donne agguerrite. E ai ragazzi va il mio rispetto, perché ci vuole coraggio, insomma… ci vuole un bel po’ di vagina, per affrontare una prova del genere!”. Dr. Sharon ha aggiunto che femminismo e cultura queer dovrebbero decisamente mescolarsi, perché riguardano gli stessi valori e gli stessi diritti.

Subito prima che cominciasse lo spettacolo sono state enunciate delle regole fondamentali. In primis il divieto di fare foto. “Siamo qui per godere del cazzo crudo della letteratura”, hanno precisato entrambi “e una cosa del genere va vissuta, assaporata e annusata, non instagrammata”. Ineccepibile, direi.
La seconda regola era “bevete pesantemente”.
La terza era “non commentate ad alta voce e non disturbate i ragazzi durante il reading”.
“Prendete in giro noi, siamo qui per questo” ha aggiunto Pansy “ma non fatelo con loro, perché potrebbero restarci male”.

I lettori se la sono cavata egregiamente, lasciando trapelare solo a tratti una certa emozione. Non deve essere facile sentirsi nudi e vulnerabili su un palco, di fronte a una pleatea molto più che assorta.
Ha aperto il reading Chris, che ha presentato un passo tratto da “This sex, which is not one”, della filosofa e linguista femminista Lucy Irigary. Lo avevo già incontrato nel backstage prima dell’esibizione e avevamo parlato del fatto che il suo scrittore preferito fosse Melville, di James Joyce e della lettura dell'”Ulisse” come impresa titanica.
È stata quindi la volta di Joachim, che ha letto “The Master’s Tools Will Never Dismantle the Master’s House” della scrittrice statunitense Audre Lorde e in particolare un passaggio che affermava la necessità che la discussione femminista non prescindesse dalle lesbiche, dalle donne di colore e da quelle del terzo mondo. Il lettore ha quindi recitato l’intero testo di “Pank” di Nina Hagen, una raffica di invettive all’indirizzo di un ipotetico fedifrago che la cantante tedesca “vomitava” nella sua fase punk e il lettore ha invece declamato con contenuta eleganza. Lo scrittore preferito di Joachim, almeno al momento, è invece Jasper Fforde, “che ha scritto cose davvero divertenti proprio sui libri e sulla lettura”. Abbiamo avuto modo di parlarne nel corso della serata e ho scoperto di aver molta voglia di leggere “The Eyre Affair”, che parla di una detective letteraria e di un mondo ucronico in cui i libri sono fondamentali.

by Manuel Moncayo

by Manuel Moncayo

Si è quindi esibito Nico. Nel backstage mi aveva parlato del suo amore per Michael Ende e mi aveva colpito per il suo costante buonumore. Sul palco ha declamato con serenità la raggelante “Lady Lazarus” di Sylvia Plath, ricordandomi quanto fosse malata, cupa e interessante da leggere.

L’ultimo a esibirsi è stato un ragazzo che si fa chiamare Bishop, che ha letto un brano di Virginia Wolf, “The death of the moth”. L’agonia di una falena come simbolo dell’umanità ha chiuso il reading in modo sontuosamente dark.
Ho intercettato Bishop poco dopo che era sceso dal palco e siamo andati a parlare in un’altra sala. Davanti a un ritratto di Jimi Hendrix abbiamo parlato della rivolta di Stonewall, di Marsha P. Johnson e di molto altro. Bishop, che viene da Londra, mi ha detto che Berlino è il posto migliore per chi vuole fare qualcosa di nuovo, perché più incline a recepire subito nuove tendenze e a farle diventare mainstream. Ha sottolineato anche il fatto che in Germania ci sia una cultura del nudismo piuttosto radicata e che questo renda eventi come “Naked Boys Reading” non necessariamente erotici, mentre a Londra la nudità è più strettamente legata al sesso e quindi circoscritta a circuiti più inclini a recepirla in questo modo.

Sul palco non sono mancati riferimenti radicali al femminismo contemporaneo vero o presunto, come quando la questione del seno nudo “politico” di Kim Kardashian è stata sintetizzata riportando un commento comparso sui social: “Kim, dovresti leggere Sylvia Plath, una grande poetessa. Si è suicidata. Dovresti provare”.
Non sono mancati neanche momenti di simpatica dialettica, come quando Pansy, intenta a promuovere in modo serio un programma di incontri sul tema del sesso sicuro e delle dipendenze, ha redarguito alcune ragazze che parlavano ad alta voce in fondo alla sala come solo una drag queen è in grado di fare. “Voi non siete molto interessate, a quanto pare, e mi auguro vivamente che non abbiate lo stesso atteggiamento con i lettori!” le ha fulminate al microfono “e comunque, quando una drag queen parla, dovete stare zitte!”.

C’è anche il momento dello sponsor, in cui delle persone a caso prese dal pubblico hanno acconsentito a spogliarsi nude e per premio hanno vinto dei libri e fumetti d’autore.

Ha infine chiuso il reading FAUXNIQUE, una drag queen nata donna, vale a dire “una donna che si sente un uomo che ama travestirsi da donna”. Pensateci bene. Una volta superata la labirintite è una cosa simpatica. Ha esordito sulle note di “Rebel girl” delle Bikini Kill e in generale la serata, dj-set incluso, ha regalato momenti musicali particolarmente raffinati. Per questo l’arrivo di “I’ve Never Been to Me” di Charlene, presente anche nella colonna sonora di “Priscilla, la regina del deserto”, mi è sembrato all’inizio una flessione dello standard dell’esibizione. Anche se ascolto sempre con piacere gli evergreen del repertorio delle drag di tutti i tempi, infatti, in quel contesto e da quella donna così radicalmente originale mi aspettavo una scelta più anarchica. Non avevo fatto i conti, però, con l’effettiva “diversità” di Fauxnique, che ha interrotto l’esecuzione a metà e mi ha spiazzata dicendo “ok, ragazzi, ci ho provato. Ho provato a regalarvi un brano drag tradizionale, ma non ce la faccio! Ma avete sentito il testo? Sono arrivata a piangere per i bambini mai nati che mi avrebbero resa completa. Vi rendete conto?!”.
Questo piccolo colpo di scena sintetizza tutto quello che mi è piaciuto della serata: l’inaspettato. Vedere qualcosa di assolutamente queer uscire tuttavia dal binario classico delle battute obbligate e delle scelte di stile e di vita che ci aspetteremmo in altri casi. Parlare di Heinrich Böll e di letteratura tedesca con uomini pronti a denudarsi con somma classe subito dopo. Vedere una drag queen donna demolire i classici della cultura camp. E libri. Libri che rendono le persone più affascinanti, l’atmosfera più interessante, la notte più bella.
Naked Boys Reading: è ufficiale, mi hanno conquistata.

Share Button