Deceduto Günter Grass, Premio Nobel alla Letteratura

13 April 2015

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“Si può star seduti su di una panchina di parco, fino a diventare di legno e bisognosi di comunicazione”

E’ morto questa mattina a Lubecca all’età di 87 anni Günter Grass, da sempre voce complicata della Germania letteraria, sociale e politica. Con lui se ne vanno le critiche, le diffamazioni, le colpe e le confessioni legate ad un personaggio duro e sincero, che riesce ad ammettere, soltanto nel 2006, il suo lungo silenzio legato alla militanza volontaria nella 10. SS-Panzer-Division Frundsberg delle Waffen-SS.
Ciò che resta però, sono i suoi libri, meravigliose opere di livello inabbordabile, capaci di reinventare le basi della letteratura tedesca. Un uomo di cultura che ha raccontato, soprattutto attraverso i suoi scritti, le contraddizioni della Germania democratica postbellica.

Una carriera rigogliosa che lo porta a vincere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1999, quella stessa riconoscenza che in molti, dopo il 2006, hanno chiesto venisse riconsegnata a causa del suo presunto crimine di giovinezza durante la guerra. Ricordiamo, quindi, Il Tamburo di Latta, esordio alla narrativa di Grass nel 1959, libro che fa parte della Trilogia di Danzica – insieme alle opere  Gatto e Topo e Anni di Cani – un volume ricco di simbologia e fonte d’ispirazione per il film omonimo girato da Volker Schlöndorff nel ‘79.

Oppure Sbucciando la Cipolla, memorie legate alla prima metà della sua vita, dai giorni di Danzica – sua città natale – allo scoppio della guerra, le pagine della confessione incriminata e la prigionia sotto l’esercito americano.

Günter Grass non è stato solo uno scrittore di prosa, poesia e saggistica, la sua carriera lo ha visto abbracciare anche la scultura e la pittura. Un uomo eclettico, dunque, che andandosene semina, abbandonando inevitabilmente, dubbi e stima verso un personaggio talvolta difficile da decifrare eppure tanto limpido nelle sue scelte e nei suoi proclami.

 

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