Michael Nast: il fenomeno letterario nato dai social

27 May 2016

Share Button

di Alessia Del Vigo

Michael Nast è un quarantenne berlinese e un fenomeno letterario nato dai social. Nel 2007 scrive su “Großstadtkolumnen”, il suo blog di Myspace. Neanche un anno dopo è MySpace stesso a sostenere la pubblicazione di “Berliner Schule”, tratto dalle sue rubriche. Seguono altri due successi letterari e le rubriche sul portale “Im Gegenteil” e sul magazine “Freundin”. L’ultimo libro e fenomeno mediatico è “Generation Beziehungsunfähig” del 2015.

Sabato pomeriggio, sono le 18.00 e la U1 è piena solo a metà, qualche corpo che si trascina stanco e accaldato dal sole primaverile fino a qualche angolo dell’ovest della città, tra la Kurfurstenstraße e Kurfurstendamm. I turisti sono ancora in giro, riempiranno la metro tra poco, magari sbagliando fermata o direzione, come spesso accade. Alle 18.30 il sole batte ancora alto sulla Budapesterstraße, mancano 400 metri alla meta, Hardenbergstraße 32, la Konzertsaal della Udk (Universität der Kunst). Per tredici euro molte persone hanno acquistato un biglietto per la lettura di alcuni spezzoni di “Generation Beziehungsunfähig”, libro diventato in pochi mesi bestseller e caso mediatico. La mano è quella dello scrittore Michael Nast, spirito libero berlinese che, dopo una carriera nelle agenzie pubblicitarie, ha deciso di seguire la propria vocazione, la scrittura, ed è pure diventato famoso. Nast ha tenuto altri due reading a Berlino, uno a febbraio e uno a marzo, entrambi sold out. Questo terzo è stata ideato a posteriori, per cercare di accontentare altri lettori o semplicemente altri eterni single. Alle 18.40 le porte d’ingresso sono ancora chiuse. L’inizio è previsto per le 19.00 e fuori c’è una folla piuttosto contenuta, ma si sa, Berlino non è la capitale della puntualità.

Alle 19 e 15 circa si aprono le porte. C’è un fiume di persone: la folla contenuta si è triplicata, nel frattempo, e tutti cercano di entrare prima degli altri. La parola chiave è freie Platzwahl, che tradotto sta per “chi prima arriva meglio alloggia”, o perlomeno può scegliersi il posto che preferisce. Nel corridoio di fronte alle entrate della sala conferenze la fila attende quasi un’ora e se quindici minuti di ritardo si lasciano passare senza battere ciglio, oltre questa soglia anche a Berlino scatta la tipica insofferenza tedesca ed è un concerto di battute e frecciatine, soprattutto quando finalmente arriva un dipendente ad aprire le porte. Il fatto che parta da quelle delle ultime file per arrivare solo da ultimo ad aprire l’ingresso alle prime quindici non passa inosservato, altri mormorii di stizza. Le persone si riversano subito nelle file migliori, non senza qualche piccola incomprensione tra gruppi numerosi, che tengono qualche posto per gli amici andati al bar o al guardaroba, e persone venute da sole, che anelano a una poltrona con una visuale decente. Nella sala si attende ancora, molti digitano sui cellulari messaggi facili da indovinare: avevano sicuramente preventivato di andare a cena verso le 21.00 e già si trovano stretti con i tempi, es ist immer eine Frage der Zeit.

Alle 20.00 finalmente entra, presentato brevemente da un organizzatore, Michael Nast. Dalle foto che girano sul web sembra abbastanza attraente e dal vivo non si smentisce. Leggermente arrossato dal sole di queste giornate primaverili e con la barba incolta e sbiondita, indossa una camicia nera con maniche rimboccate e jeans scuri. Ai piedi sneakers, Adidas, a prima vista. È decisamente molto simpatico, siede al piccolo tavolo allestito sul palco, fa sentire la sua presenza, si versa spesso dell’acqua e inizia a scaldare l’atmosfera con qualche battuta. L’attesa è già stata ripagata. Si aggiudica subito un ulteriore bonus offrendo la lettura di un testo inedito, “Tinder für Hässliche”, ed è subito standing ovation. Prosegue con un’altra novità per poi addentrarsi in alcuni capitoli del libro. Le risate non si contano più quando racconta la sua avventura, finita male, con l’abbonamento in palestra. Applausi e sorrisi aumentano in un climax inarrestabile quando si arriva alla sua storia, in realtà una specie di amore platonico ai tempi del clubbing berlinese degli anni ´90, con Josephine, “da Lichtenberg con furore”. Nast prosegue con un brano simpatico e uno serio, ma prima chiede al pubblico di esprimere una preferenza, specificando che comunque li leggerà entrambi. Es ist immer eine Frage der Zeit. La serata sfora i canonici sessanta minuti previsti e nessuno si ricorda più di aver atteso così a lungo, prima di entrare. L’autore si concede il tempo di una sigaretta e prima di tornare in sala a farsi fotografare e a firmare libri si mette spalle al pubblico, seduto in precario equilibrio sul tavolino, per qualche foto insieme alla platea gremita. Il pubblico posa rigorosamente con i palmi alzati, secondo sua indicazione.

Una serata davvero molto piacevole e fonte di ispirazione per chi ama la scrittura.

Share Button