«Il Memoriale? Inadeguato» Parola del New Yorker

16 July 2012

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A sette anni dalla sua inaugurazione, avvenuta nel 2005, il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa realizzato da Peter Eisenman continua a destare polemiche. L’ultima critica, particolarmente feroce, è stata sferrata da Richard Brody, sul suo blog “Front Row” ospitato dal New Yorker. A partire dal titolo del post, che non lascia adito a dubbi: «L’inadeguatezza del Memoriale di Berlino».

L’attacco di Brody, produttore ed esperto di cinema, tocca in primo luogo il nome dell’installazione, considerato “troppo vago”: «Senza le parole Olocausto o Shoah, è impossibile capire che cosa la struttura dovrebbe commemorare», scrive il blogger del New Yorker. «Ebrei assassinati da chi e perché? Quando? Dove?»

«Certo, queste informazioni dovrebbero essere familiari ai visitatori, ma il fatto stesso di darle per scontato crea una sorta di “muro” tra vittima e carnefice e separa l’elemento morale dall’evento storico, che viene ridotto quasi alla categoria di “catastrofe naturale”. La riduzione della responsabilità ad un fatto tacito che “tutti sanno” è il primo passo nella via della dimenticanza».

Brody rivela anche i suoi dubbi riguardo la struttura in sé: «Se non ci fosse quel titolo, non si capirebbe nemmeno che cosa la struttura commemori. Non c’è nessun elemento che richiami concretamente lo sterminio degli ebrei. Sono rimasto profondamente sorpreso, inoltre», scrive Brody, «dal non trovare i nomi dei sei milioni di ebrei uccisi bene in evidenza sulle lapidi. Magari, alcuni volontari tedeschi si sarebbero potuti offrire per inciderli».

Il blogger paragona il Memoriale alla casa di Anna Frank, ad Amsterdam. «Quella è una mostra imperfetta, troppo enciclopedica: ma lì, almeno la persecuzione è incarnata», con nomi e cognomi degli assassini. «La struttura berlinese, invece, non fa il suo dovere, non adempie alla funzione per cui è stato costruito», conclude Brody. Siete d’accordo?

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