Gli italiani di Berlino “in fuga verso il futuro” raccontati da Leopoldo Innocenti

25 March 2014

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Berlino è una costellazione d’occhi italiani. Che siano quelli di un chimico, di un attore, di un poeta, di un musicista, sono proprio gli sguardi a mediare la nostra conoscenza di un luogo e, contemporaneamente, a rivelare agli altri la nostra vera essenza.

Leopoldo Innocenti, giornalista e corrispondente dall’estero per la RAI, ha cercato di raccontare la “fuga verso il futuro” di 16 italiani, emigrati in Germania nel tentativo di realizzare le proprie ambizioni. Da questi incontri ne ha tratto un libro, Auf Wiedersehen Italia (Armando Editore) che incrocia esperienze differenti di uomini e donne italiane che hanno deciso di reinventarsi nella «capitale d’Europa»: Berlino.

aufwiedersehen_italiaTra le numerose storie raccontate da Innocenti c’è ad esempio quella di Simone, videomaker itinerante che, prima di approdare nella capitale tedesca, ha vissuto in Francia, in Spagna, nella Repubblica Dominicana. «Sono arrivato a Berlino il 15 novembre e ho vissuto in un appartamentino di 5×3 metri a Kreuzberg», racconta Simone nell’intervista.

«Era tanto piccolo che i fornelli si trovavano al posto del comodino, ma per me era come fosse un castello, tanta era stata la fatica per trovarlo. I primi momenti in un posto nuovo sono i migliori, forse per questo non vorrei mai fermarmi. C’è una sorta di spaesamento che accompagna l’inizio di una nuova coscienza. Come un sottile fremito, una leggera paura che mobilita le gambe e ti spinge fuori cercando contrasti e collegamenti con il tuo passato».

Alla ricerca di queste connessioni tra passato e futuro, ma anche tra paese di origine e di destinazione, Innocenti ha affrescato un interessante ritratto degli italiani a Berlino, cercando di approfondire non solo la conoscenza dei protagonisti di questo esodo ma anche, di riflesso, l’Italia e la Germania.

«Ripenso alle persone che ho incontrato», scrive il giornalista nella conclusione di Auf Wiedersehen Italia. «Le colloco all’interno di stazioni che si trovano su una immaginaria linea ferroviaria e riascolto ciò che mi hanno raccontato. È come se cercassi di rivivere l’arricchimento che mi hanno trasmesso raccontandomi le loro confidenze durante le varie fermate».

Durante le tappe del suo viaggio, Innocenti ha capito che cosa differenzia veramente Berlino da una qualsiasi città italiana. «Non abbiamo nulla da invidiare alla Germania, sia come popolo che come territorio, ma quello che da noi è un potenziale latente e dimenticato, qui viene continuamente espresso. Gli obiettivi qui vengono inseguiti e spesso raggiunti», come testimoniano alcuni dei protagonisti del libro.

Lo sguardo dell’autore su Berlino è incantato e disincantato allo stesso tempo. «Non è vero che qui tutto funziona, ma c’è la precisa consapevolezza di muoversi verso l’efficienza». Un concetto veicolato anche dal book trailer che trovate all’inizio dell’articolo, dove si viaggia alla scoperta del legame – più solido di quanto si creda – tra italiani e tedeschi e di tutte quelle simmetrie che avvicinano i due popoli.

[val.bas]

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