“Le scuole di Berlino discriminano gli studenti non tedeschi”

29 October 2012

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[© ronny on Flickr / CC BY 2.0]

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“Le scuole elementari e medie di Berlino discriminano i bambini non tedeschi”. L’accusa arriva, a bruciapelo, dai banchi dell’organizzazione non governativa Open Society Justice Initiative, durante un incontro sul tema dei diritti umani organizzato dalle Nazioni Unite a Ginevra.

Secondo il rapporto presentato dalla OSJI, infatti, le scuole berlinesi separerebbero i bambini tedeschi dai figli dei migranti, utilizzando “come scusa” la differente conoscenza del linguaggio e, così facendo, creerebbero delle sorta di aule-ghetto in cui il livello di istruzione è decisamente inferiore.

Il tutto, prosegue la ONG, con una finalità ben precisa: attirare gli studenti tedeschi. “Una discriminazione vera e propria”, spiegano dall’OSJI, “che viola i diritti degli studenti migranti, sottovaluta il loro potenziale di integrazione e gli impedisce di integrarsi completamente nella società tedesca”.

Eppure, prosegue l’organizzazione, questa segregazione non si basa su presupposti reali. “Nella maggior parte dei casi, questi ragazzini parlano il tedesco in modo adeguato per partecipare alle classi normali; la discriminazione avviene a seconda dell’etnia, non dell’effettiva capacità di apprendimento“.

Una tendenza, spiega il The Local, che si è sviluppata negli ultimi anni. Partendo da Kreuzberg, dove sorgono alcune delle scuole accusate di discriminare i propri studenti. Da un lato i figli dei migranti, dall’altro i figli dei tedeschi, inseriti in aule con professori migliori ed una offerta formativa più ampia.

I responsabili? Direttori degli istituti e professori, in combutta. Tutti d’accordo per creare un sistema di segregazione sistematica. Questo, almeno, è quanto sostiene l’OSJI, la cui denuncia ha sollevato un vero e proprio polverone sulla questione. Al punto che, probabilmente, sarà l’ONU stessa ad effettuare ispezioni negli istituti considerati a rischio.

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