“La Trilogia del Ritorno” e “Labirinti”, la danza Butoh tra l’Italia e Berlino

13 December 2015

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© Annalisa Maggiani / Screenshot

Domani, Lunedí 14 Dicembre ore 19.30 allo Spazio MA di Annalisa Maggiani, Crellestrasse 22, verrà presentato il video dei progetti/performance “La Trilogia del Ritorno” e “Labirinti” organizzati in Italia dal gruppo Gest/Azione (con la direzione artistica della stessa Maggiani) che dagli anni ’90 è stato attivo in Liguria in performance e spettacoli in strada, scuole, rave-party, teatri e festival in collaborazione con musicisti jazz, artisti di arti visive, danzatori e coreografi di altri paesi e che ha trovato nella danza Butoh ed espressionista un riferimento per il proprio lavoro artistico.

Le performance, ideate e attuate nei castelli della provincia di la Spezia e Massa-Carrara, sono state rituali contemporanei di appartenenza: il castello, simbolo del suo territorio è diventato contenitore di creazione partendo dalla storia del luogo, dalle persone del posto e dai performer.

L’arte intesa come ricerca di significato, che può aiutare la comunità a vivere momenti di appartenenza ad una identità culturale collettiva. La danza Butoh si basa sulla ricettivitá di tutti i sensi, percepire ed abitare i luoghi  è stato l´approccio per sentire, vivere nel luogo, essere nel presente e da lí procedere alla creazione.” Dice Annalisa

Annalisa Maggiani a Berlino ha sviluppato questo approccio  nella serie “abitare i luoghi” “Orte bewohnen” con Performance-Happening in stazioni di metropolitana, parchi, piazze e luoghi in transizione.

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© Body Screening by Mario Morleo

L’incontro a Berlino tra la maestra Butoh Yumiko Yoshioka e Annalisa Maggiani, allora residente in Italia, ha portato alla realizzazione di cinque grosse produzioni nei castelli della provincia di La Spezia e Massa-Carrara (Festival di Lunatica) tra il 1995 e 2000, coinvolgendo Tatoeba Theatre Danse Grotesque (Berlin), Ten Pen Chii Art labor (Schloß Bröllin) e Gest/Azione (La Spezia), le quali hanno visto la partecipazione di musicisti, scultori, artisti di arti visive, danzatori di diversi paesi. Un work in progress che ha portato di volta in volta alla realizzazione di una performance in cui è stata data vita alle energie, ispirazioni che il luogo e la sua memoria hanno saputo trasmettere.

Nella Trilogia del ritorno (Castello di Lerici-1995, Castello di Portovenere 1996, Castello di Malgrate 1997), il castello, luogo denso di memoria, è contenitore del tema del ritorno, della ripetizione nel tempo di luoghi dell’anima, del ritorno di luoghi interiori unito alle impressioni, che gli artisti hanno ricevuto di volta in volta dai luoghi di produzione e performance.

Il Labirinto (Castello di Aulla 1999 e Fosdinovo 2000) è inteso come un percorso nell’immaginario, in cui labirinti di miti e leggende presi dal luogo si intersecano ai labirinti che sono dentro di noi, il pubblico e i danzatori nelle vesti di Teseo o il Minotauro: ricercatori attivi o vittime del labirinto.

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© Stefano Lanzardo

Le Installazioni di Jaochim Manger (Ten Pen Chii Art Labor) ideate e costruite sul luogo, hanno accompagnato tutte le performance. Zam Johnson, musicista attivo a Berlino, ha collaborato assieme a musicisti del posto. Le fotografie di Stefano Lanzardo toccano  tutte le  performance dal 1995 al 2000. Stefano è un fotografo itinerante, da decenni segue il teatro di ricerca e chiama “teatro dell’infinito” il suo lavoro, in cui il teatro e la danza sono metafora della vita. Un lavoro incentrato sull’energia dell’attore. Il video curato da Mario Morleo è un libero excursus degli spettacoli, un viaggio da una performance all’altra, da un castello all’altro, da una storia ad un’altra.

Mario Morleo è cameraman e video artista berlinese, dagli anni ’90 ha lavorato con Ten Pen Chii Art Labor e vari gruppi di teatro d’avanguardia tedeschi.

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