Intervista con Franco Montini: Verso Sud, un successo per il Filmmuseum

2 December 2013

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La sala del Fimmuseum. Foto dal sito internet.

La sala del Fimmuseum. © Deutsche Filmmuseum, Frankfurt am Main dal sito internet.

Francoforte

di Alessandro Grassi

Francoforte – Abbiamo già scritto di “Verso Sud”,  il festival di cinema italiano al Filmmuseum, cominciato venerdì scorso. Giunto ormai alla sua diciannovesima edizione, è uno degli eventi più rilevanti della programmazione del museo del cinema. Sabato abbiamo incontrato Franco Montini, uno dei soci fondatori dell’associazione Made in Italy, ideatrice e organizzatrice della rassegna patrocinata anche dall’Istituto Italiano di Cultura di Francoforte.

Ci puoi dire come è nata la rassegna “Verso Sud” e qual è il ruolo dell’associazione Made in Italy?

È un’idea che risale ormai a quasi vent’anni fa, questa è la 19esima edizione ed è sempre stata organizzata da Made in Italy. La cosa è nata dalla constatazione che il cinema italiano in Germania si vedeva pochissimo e quindi pensammo di organizzare un’iniziativa che fosse promozionale alla diffusione e alla conoscenza del cinema nostrano. Come tutto, è nata un po’ casualmente, nel senso che avevamo una conoscenza qui a Francoforte e parlando è semplicemente venuta fuori l’idea di fare una rassegna di cinema. Avevamo selezionato sette o otto film da proporre al Filmmuseum che ha accettato. Poi con gli anni è cresciuta, abbiamo aumentato i film che vengono proiettati e dal 1998 abbiamo arricchito la manifestazione con un omaggio, una personale, ad un regista ad un attore più noto invitato di persona per fargli incontrare il pubblico. Nel corso degli anni sono venuti da Gillo Pontecorvo a Gabriele Salvatores, da Gianni Amelio ai fratelli Taviani, da Giuliano Montaldo a Paolo Virzì e dovrei aggiungere anche tanti altri nomi.

Chi compone l’associazione Made in Italy?

L’associazione è nata più di venti anni fa a Roma ed è nata dal rapporto tra giornalisti e critici cinematografici studiosi. In realtà io faccio il critico cinematografico, l’altro socio fondatore, Piero Spila, è anche lui un critico cinematografico e per tanti anni è stato il presidente del sindacato critici cinematografici e infine, il terzo fondatore, Francesco Bono, è un docente universitario di cinema.

È l’unica iniziativa che fate in Germania?

No, la cosa è cresciuta progressivamente e a questa iniziativa di Francoforte si è poi aggiunta una seconda iniziativa che si chiama Cinematalia. Una tournée che copre circa 25 città tedesche. Tutte le più importanti, fino a Berlino dove quest’anno si concluderà il 14 dicembre. Ogni anno presentiamo sei film italiani di recentissima produzione che sottotitoliamo appositamente in diversi cinema d’essay. È legata ad una sorta di premio. Al pubblico viene consegnata una scheda in cui è possibile il proprio gradimento sul film proiettato. Al termine della tournée inviteremo il regista del film che ha ottenuto il maggior gradimento per un premio. La cosa interessante è che questi risultati vengono messi a disposizione dei distributori tedeschi e possono essere una spinta in più per acquistare il film e distribuirlo direttamente in sala. E nel corso degli anni sono stati acquistati una quindicina di film che abbiamo portato. Di quelli dell’anno scorso, ed è notizia di questi giorni, è stato acquistato Scialla, che era piaciuto molto.

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A Francoforte invece organizzate solo il festival, giusto?

Francoforte è una cosa a parte, più grande. Quest’anno portiamo dodici film nuovi più la personale dedicata a Giuseppe Piccioni.

Il Filmmuseum dà solo lo spazio?

Sì, come anche gli altri esercenti con cui organizziamo la tournée. L’accordo è che noi offriamo questo pacchetto di film, loro lo mettono in programmazione secondo i criteri che loro ritengono più opportuni. L’esercente che conosce le caratteristiche del suo pubblico e sa meglio è giusto che valuti da solo come organizzare la proiezione. Non affittiamo. L’esercente condivide il rischio di presentare questo lavoro. Evidentemente la cosa funziona perché di anno in anno le richieste di partecipazione alla tournée sono aumentate. Qui a Francoforte mi dicono che secondo i rendiconti del Filmmuseum il festival di cinema italiano è di gran lunga l’evento che funziona meglio.

E, fuori dall’Italia, siete attivi solo qui in Germania?

Con il contributo che riceviamo dal ministero per queste iniziative noi provvediamo a far sottotitolare questi film in tedesco. Avendo quindi a disposizione questo piccolo patrimonio di cineteca di film sottotitolati in tedesco abbiamo esteso la nostra attività alle altre aree di lingua tedesca. I film che quest’anno partecipano alla tournée in Germania verranno portati in primavera sia in Svizzera che in Austria.

E oltre ai paesi di lingua tedesca?

Abbiamo fatto per molti anni anche questa iniziativa nei paesi scandinavi. Quando il ministero aveva più soldi e ci dava un contributo maggiore. Adesso hanno ridotto i fondi e noi abbiamo detto che non avremmo potuto con meno soldi fare la stessa attività e così il ministero ha detto di essere più interessato a che noi continuassimo l’attività nei paesi di lingua tedesca. Non avendo più abbastanza soldi non è stata una nostra scelta e così ci siamo trovati costretti ad abbandonare territori del nord. Una delle spese maggiori è proprio la sottotitolatura dei film. Mentre una copia dei film italiani con sottotitoli in inglese si trova, coi sottotitoli tedeschi, tranne rare e fortunate eccezioni, magari per un film selezionato al festival di Berlino, non si trovano e quindi dobbiamo provvedere noi.

Precisazione di Franco Montini: nell’intervista con Alessandro Grassi a proposito dell’iniziativa “Verso Sud”, per una colpevole dimenticanza, di cui mi assumo interamente la paternità, ho omesso di aggiungere che la manifestazione è nata con il fattivo e determinante  intervento dell’Associazione Casa di Cultura di Francoforte, di cui all’epoca Stefano Scarlatti, il nostro primo contatto a Francoforte, era direttore dei progetti culturali. Negli anni l’intervento della Casa di Cultura, anche grazie al generoso impegno del presidente Mary Condotta, è proseguito ed è sempre stato prezioso e importante per il successo della manifestazione.

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