Intervista con Irina, una ragazza asessuale

10 March 2016

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di Lucia Conti

Gli asessuali sono persone che dichiarano di non provare attrazione sessuale.

L’asessualità si distingue sia dall’astinenza e dal celibato, che sono scelte, sia dall’impotenza o dall’incapacità di fare sesso, che è legata a problemi fisici o psicologici. Gli asessuali sostengono di essere nati così e definiscono la loro condizione come naturale e non traumatica.
Irina, asessuale, vive a Berlino. Traduttrice dall’italiano e dal francese, è membro del comitato direttivo dell’associazione AktivistA, che lavora per dare visibilità al movimento asessuale.

Quando abbiamo parlato della possibilità di fare un’intervista all’inizio eri titubante. Perché?

Perché mi hanno intervistata già diverse volte e dopo un po’ finisco per annoiarmi perché mi fanno sempre le stesse domande, identiche a quelle che vengono poste ad altri asessuali in circostanze analoghe. E poi trovo che la mia vita non sia così interessante. Preferisco parlare della mia associazione e del lavoro che facciamo, piuttosto che parlare di me.

Come si chiama l’associazione? Di che si tratta?

L’associazione si chiama AktivistA ed è stata fondata nel 2012 a Karlsruhe, nel Baden-Württemberg, da un gruppo di persone che volevano far diventare l’asessualità un po’ più visibile. In realtà anche prima che nascesse l’associazione si organizzava qualcosa. A Berlino abbiamo cominicato a partecipare al Motzstraßenfest, con degli stand, già intorno al 2006 e alla sfilata del Pride, il Christopher Street Day, dal 2012 in poi, dopo la nascita di AktivistA.
Da quando c’è l’associazione, però, possiamo fare indubbiamente molto di più, è più facile mettersi d’accordo e ogni membro paga una quota annuale, per finanziare le nostre attività.
L’anno scorso abbiamo organizzato la prima conferenza sull’asessualità, a Stoccarda, e quest’anno, a settembre, ci sarà la seconda edizione.

Chi è un asessuale?

Un asessuale è una persona che non si sente sessualmente attratta da nessuno. Molte persone che pensano di essere asessuali spesso non sanno neanche dare una definizione precisa dell’attrazione sessuale. Diciamo che chi ha avuto modo di provarla, la conosce.

Quando e come si capisce di essere asessuali? È come scoprire di essere gay, cosa che può capitare molto presto?

In realtà è più complicato, perché l’asessualità si caratterizza per qualcosa che non c’è ed è un po’ difficile accorgersi di qualcosa che manca. Quando sei omosessuale lo sai perché ti innamori o sei attratto da qualcuno dello stesso sesso. Scoprire l’asessualità può essere più difficile. Una volta che gli asessuali si rendono conto del loro orientamento, comunque, dicono però di aver sempre saputo di essere diversi dagli altri, solo che non sapevano perché.
Alcuni lo scoprono a quaranta o cinquant’anni. Prima pensavano di avere gravi problemi e di essere gli unici al mondo ed è per questo che le associazioni lavorano per la visibilità asessuale.
La vita è più facile se realizzi di essere asessuale fin dalla gioventù. Le persone che non sanno di essere asessuali ne soffrono moltissimo, specie se stanno con un non asessuale. Sono cose che capitano molto spesso.

Qual è la differenza tra una storia d’amore asessuale e un’amicizia?

Per la maggior parte degli asessuali c’è una grandissima differenza. Alcuni asessuali si innamorano e possono avere ogni orientamento, etero, omo, bi e pan, solo che è un orientamento romantico e non sessuale. Questo non significa che non siano fisicamente capaci di fare sesso o provare piacere. Solo che non sono interessati. E poi ci sono gli asessuali aromantici, che non si innamorano nemmeno.

È più facile che gli asessuali abbiano relazioni tra loro?

Ho sentito tantissime storie di asessuali che stavano con persone non asessuali, a volte funziona, a volte è un casino. Sui forum degli asessuali si legge di tutto. In tedesco diciamo “ci sono tante cose tra il cielo e la terra”. Alcuni asessuali, quando si innamorano di un non asessuale, sono disposti a fare sesso. Altri mai, in nessun caso. E ci sono persone non asessuali che a volte rinunciano al sesso, quando iniziano una relazione con una persona asessuale. Esiste tutto.

Gli asessuali sono sempre completamente disinteressati al sesso?

L’asessualità non è solo bianco o nero, c’è anche una zona grigia, in cui si collocano persone che provano raramente l’attrazione sessuale o la provano solo in circostanze specifiche. Non sono totalmente asessuali, ma per le loro caratteristiche e le loro esperienze si sentono più vicini alla comunità asessuale che alle persone che non lo sono.

Ci si bacia, tra asessuali, o dà fastidio?

Dipende. Io per esempio bacio con le labbra chiuse, ma questo non vale per tutti. Ci sono asessuali che baciano con la lingua perché non lo considerano un atto erotico, altri invece pensano che lo sia e non lo fanno. Ci sono già state diverse discussioni su questo tema. Secondo me una persona può essere asessuale e amare i baci con la lingua. Che male c’è?

Come si manifesta la gelosia, in una relazione asessuale?

Il tradimento asessuale è fare con un altro quello che fai solo con il tuo partner. Io per esempio sarei gelosa se chi sta con me passasse la notte abbracciato a un’altra persona sotto la stessa coperta o la abbracciasse come abbraccia me o confidasse un segreto prima ad altri e poi a me.

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Siete molto schivi, ho notato.

Questo accade perché abbiamo paura di non essere presi sul serio. Succede spesso.

Per questo è stato difficile trovarvi!

Basta notare l’anello nero, è facile, è un segno! Molti asessuali lo portano al medio della mano destra. È una cosa che è nata nella comunità asessuale inglese e poi è passata alle altre comunità europee.

Ci sono altri segni identificativi?

Abbiamo una bandiera. Ha quattro strisce orizzontali e quattro colori: nero, grigio, bianco e viola.

Quando siete nati, come movimento?

Il primo forum asessuale in lingua inglese è nato nel 2001 ed è stato fondato da un americano che all’epoca aveva solo diciannove anni. Il forum tedesco è nato nel 2005 e così quello italiano.

Siete molti?

L’asessualità finora non è stata molto studiata. Ci ha provato un canadese, Anthony Bogaert. Secondo lui gli asessuali sono l’un per cento della popolazione mondiale e probabilmente sono sempre esistiti, ma siccome sono pochi e il loro orientamento è difficile da identificare, non sono riusciti a comunicare tra loro prima di internet. La comunità asessuale è nata di fatto online.

Perché cercate di essere più visibili?

Perché il nostro è un orientamento molto frainteso. C’è chi lo confonde con il celibato, con l’astinenza o con patologie di ogni tipo, come l’impotenza, ma non c’entra assolutamente nulla.
Ogni tanto mi hanno detto “tutto questo non è naturale, devi avere qualche problema grave!”. Ma io non ho problemi. È questo che vogliamo far capire a chi non ci conosce e in questo senso abbiamo molte cose in comune con la comunità lgbt.
Al Pride qualche volta ci capita che qualcuno ci chieda “che ci fate qui?”, ma comunque sono tutti gentili con noi, ci fanno delle domande, ci chiedono chi siamo, è per questo che torniamo sempre.

Siete mai discriminati in ambito lgbt?

Dipende. Ho sentito dire che negli USA a volte i gruppi asessuali non sono ben accetti dai movimenti lgbt, per esempio all’interno dei college.

In Germania abbiamo invece avuto esperienze molto positive. Nel Baden-Württemberg la nostra associazione fa parte della rete LSBTTIQ, un’associazione di diversi gruppi lgbt a livello regionale, e da un po’ di tempo facciamo parte del Landesverband AndersARTIG nella regione Brandenburg. L’intermediaria sono io, perché vivo a Berlino.

E quello degli asessuali è un movimento compatto o ci sono delle divisioni?

Nella nostra associazione no, ma in generale sì, gli asessuali non sono sempre d’accordo. C’è chi dice che non facciamo bene a partecipare ai Pride perché troppo incentrati sul sesso, che in fondo non ci riguarda. Ma io trovo questa posizione abbastanza assurda. Anche transessuali e omosessuali sono diversi tra loro, eppure marciano insieme. E secondo me non c’è ragione per cui non dovremmo partecipare. In fondo siamo tutti GSM, che significa “gender and sexual minorities”. Ala fine è una sigla che ci rappresenta tutti. Ci sono poi asessuali che sostengono che chi ha avuto esperienze sessuali nella vita non dovrebbe dirsi asessuale. Per fortuna però queste posizioni sono minoritarie, in generale la comunità asessuale è molto aperta.
Anche noi vogliamo essere accettati per quello che siamo e per questo accettiamo tutti.

Quali pregiudizi sugli asessuali vi feriscono di più?

Ci sono sia pregiudizi negativi che positivi, sugli asessuali. Quelli negativi sono che siamo malati, traumatizzati o in ogni caso anormali e questo, ovviamente, ci ferisce.
Ci feriscono però anche i pregiudizi positivi. Per esempio alcuni pensano che gli asessuali siano in qualche modo più puri oppure meno violenti oppure più capaci degli altri di controllarsi. Tutto questo non è vero. Gli asessuali sono come tutti, né peggiori, né migliori degli altri. E sono nati così.

Il sito della comunità asex tedesca

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