Intervista con il Console Canfora: “La cultura italiana a Francoforte è dinamica e attiva come in pochi altri posti all’estero”

16 August 2017

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La homepage del sito del Consolato di Francoforte.

Dopo la pausa estiva – tra qualche settimana infatti riprenderanno gli eventi culturali del Consolato – abbiamo incontrato questa volta il Console Generale Maurizio Canfora, a Francoforte dal giugno 2015. Abbiamo parlato non solo delle attività consolari, ma soprattutto per mettere a fuoco l’importanza della diplomazia culturale come strumento di presenza e promozione dell nostro paese.

Console Generale possiamo iniziare? Che cosa fa in primis un Console Generale a Francoforte per rappresentare l’Italia in una circoscrizione così ampia che comprende tre regioni nonché la bassa Franconia e quasi 160.000 connazionali?

E’ un lavoro stimolante e difficile, bisogna avere molta passione. Dal punto di vista del Console Generale, due sono le sfide principali: la prima sfida è costituita dalle grandi differenze che esistono fra i diversi Länder che ricadono sotto la circoscrizione di Francoforte.

Partiamo dal Saarland, regione di confine con una forte tradizione industriale, in cui il sostrato tedesco si è arricchito nei secoli dell’influenza francese e, nel corso del Novecento – grazie ai nostri connazionali – anche italiana. Le autorità di Saarbrücken vanno molto fiere di quest’anima multiculturale del loro piccolo Land, tanto da averci permesso – con l’apertura del Consolato Onorario, di issare la bandiera italiana (accanto a quella del Consolato Generale francese) davanti alle bandiere tedesca e del Saarland, sulla Ludwigsplatz, dove ha sede la Staatskanzlei. Torniamo più vicino, in Renania Palatinato, un territorio molto esteso che va da Coblenza a Ludwigshafen, in cui la cultura del vino si saffianca alla presenza di grandi gruppi industriali come BASF. La Bassa Franconia (da voi ricordata) è entrata da poco, con il suo bagaglio di circa 10.000 connazionali, a far parte della “famiglia consolare” di Francoforte. Ne sono molto contento, data l’importanza di centri come Würzburg e Lohr am Main per l’immaginario culturale romantico dei Tedeschi. Infine l’Assia, che ovviamente non si esaurisce nella città di Francoforte, e dove gli Italiani vivono anche in altri grandi centri urbani (Wiesbaden, Darmstadt, Kassel), sede di importanti organismi internazionali – la BCE a Francoforte, l’Agenzia Spaziale Europea a Darmstadt, dove prestano servizio molti funzionari italiani.

Al di là delle singole caratteristiche di ogni territorio, va tenuto presente che i Länder – nel rispetto del principio di sussidiarietà e tenuto conto della natura federale dello Stato tedesco – hanno ciascuno una cultura amministrativa propria, e diversa. Il Consolato Generale dialoga e si confronta giornalmente con interlocutori diversi e con procedure non sempre omogenee.

Tutte queste differenze hanno ovviamente ricadute importanti sul livello di integrazione e sui bisogni effettivi dei cittadini italiani che vivono qui. Il nostro pubblico, al di là del comune sostrato culturale e della similitudine nelle storie personali che hanno condotto all’emigrazione in Germania, è molto variegato, e con bisogni diversi anche nel relazionarsi con l’amministrazione. I miei collaboratori si sforzano ogni giorno di interpretare questi bisogni, cercando di fornire un servizio “tagliato su misura”, ma questo non è sempre possibile – specie quando la distanza da Francoforte impedisce un contatto frequente e diretto.

La seconda sfida è invece il prodotto della crisi economica che ha colpito l’Europa (e l’Italia) nel 2007/2008, che ha spinto un numero importante di giovani italiani e di famiglie a cercare la via dell’emigrazione in Germania per sfuggire alle difficoltà in Italia. Molti hanno visto in questa nuova ondata di arrivi un riproporsi del fenomeno migratorio degli anni Cinquanta e Sessanta. Ma non è così. Si tratta di un fenomeno nuovo e più complesso da gestire, che va letto nel quadro della nuova cornice istituzionale dell’Unione Europea (il concetto di cittadinanza europea legato al principio della libertà di circolazione delle persone e dei lavoratori). Inoltre, mentre negli anni Cinquanta e Sessanta il grosso dell’emigrazione italiana in Germania passava per un sistema organizzato, con la presenza di centri per la selezione e l’impiego dei lavoratori nel quadro di un sistema organizzato in cui consolati e altri enti (sindacati, missioni cattoliche, etc.) giocavano un ruolo coordinato e finalizzato, la nuova ondata degli ultimi anni è stato un movimento quasi “spontaneo”, dettato dall’emergenza. Allora chi si spostava in Germania possedeva almeno la garanzia di un contratto di lavoro (seppure in condizioni molto dure), mentre adesso chi decide di venire lo fa in buona parte con “spirito di avventura”. Sebbene in Germania non vi sia un problema di disoccupazione comparabile a quello esistente in altre zone d’Europa, è però ovvio che un lavoro non possa essere “regalato”, specie su un mercato molto competitivo come quello tedesco e che occorre disporre perlomeno di una formazione o esperienza adeguata e riconosciuta o certificata, e come requisito essenziale una conoscenza, anche di base, della lingua tedesca.

A conclusione di questa disamina, voglio ovviamente ringraziare il personale del Consolato Generale, che ogni giorno profonde il massimo impegno nel soddisfare la domanda di servizi consolari da parte della vasta collettività. Abbiamo un rapporto di 1 impiegato consolare ogni 4500 abitanti nella circoscrizione. Cerchiamo nonostante tutto di essere all’altezza del nostro ruolo e di venire incontro con flessibilità (ma nel rispetto delle leggi) alle varie esigenze. Abbiamo lavorato molto per rendere il sito internet di più immediato accesso, così da annullare le distanze e offrire un servizio aperto H24. Mi rendo conto che per il segmento più anziano della collettività il sito internet spesso non è immediatamente fruibile, ma cerchiamo – in collaborazione con COMITES e patronati o tramite i corrispondenti consolari – di raggiungere anche loro, e non vi dimentichiamo.

Dopo la chiusura dell’Istituto Italiano a Francoforte, ormai tre anni fa, abbiamo notato con piacere le innumerevoli proposte culturali che il Consolato Generale di Francoforte, attraverso il suo ufficio culturale, ha messo a disposizione degli amici dell’Italia: secondo lei che importanza ha la cultura per la comunità italiana e per gli amici tedeschi ed europei qui nelle regioni di competenza del Consolato?

La chiusura dell’IIC non poteva ovviamente significare (tanto più alla luce dell’incremento della collettività dovuto ai nuovi arrivi dall’Italia) una diminuzione della domanda di cultura e lingua italiana da parte degli abitanti della circoscrizione consolare, che è costante e tende anzi a crescere.

Dopo la chiusura dell’Istituto abbiamo assistito a Francoforte e altrove alla nascita di nuovi soggetti e associazioni impegnati in promuovere attività di carattere culturale e ricreativo. Altre associazioni già presenti da anni in città hanno inoltre trovato un nuovo slancio e nuove motivazioni.  Non sempre tuttavia tali eccellenti iniziative erano sufficientemente coordinate nel quadro di una regia e strategia di promozione culturale condivisa.

Avendo notato, subito dopo il mio arrivo, l’esistenza di uno scenario così dinamico e la presenza di persone che – a titolo volontario – si impegnavano nel tempo libero per la causa della cultura italiana (scenario che in questa ampiezza e con queste capacità) non esiste in altre realtà all’estero di cui ho avuto esperienza diretta), ho deciso di approfittarne per rilanciare un’offerta culturale coordinata e coerente con le indicazioni che ci vengono da Roma, mettendo a disposizione i fondi del Consolato Generale e utilizzando al meglio le risorse interne (il nostro piccolo ma efficace ufficio culturale) e i rapporti di eccellente collaborazione instauratisi con l’Istituto Italiano di Cultura di Colonia.

Credo molto nella cultura quale strumento di dialogo e conoscenza reciproca. Ho detto prima che i nostri Italiani vengono da esperienze diverse e sono molto diversi l’uno dall’altro. I nostri eventi cercano di incontrare i gusti di un pubblico trasversale. Non è detto che ci riusciamo sempre al 100%, ma quel che è importante è aprirsi a nuove idee ed esperienze, e conoscersi. Gli eventi sono innanzitutto momenti di incontro fra Italiani di diversi ambiti, fra loro e con gli amici tedeschi innamorati dell’Italia.

Quali sono stati gli eventi che più l’hanno colpita in questi due anni e che hanno dato un’immagine diversa e più attuale del paese Italia? La comunicazione, nelle su e varie forme e collaborazioni, che importanza e quale valore hanno per l’istituzione che rappresenta?

Sono molto soddisfatto del positivo riscontro che hanno trovato i nostri incontri dedicati alle tematiche scientifiche, i cosiddetti “martedì della scienza”. Un successo che qui in Consolato Generale ci ha anche colti di sorpresa. Questi incontri ci permettono non solo di affrontare – con un linguaggio semplice e non per specialisti – tematiche che esulano dalla quotidianità, ma anche di presentare alla collettività e ai Tedeschi alcune importanti figure di scienziati, professori e ricercatori che vivono e lavorano nella circoscrizione in settori di eccellenza e che contribuiscono a fare onore al Paese in ambiti strategici.

Mi ha inoltre fatto molto piacere essere riuscito a reperire risorse per spostare anche fuori Francoforte, a Würzburg e Saarbrücken, alcune manifestazioni culturali. Non sempre sarà possibile, ma ci stiamo provando con un certo impegno.

L’autunno è alle porte, strano dirlo ma in Germania a metà agosto si sente già la fine dell’estate, che programmi ci sono per la stagione culturale dell’ultimo quadrimestre 2017?

Il nostro ufficio culturale ha lavorato ad un programma di eventi molto ricco per l’autunno 2017.  Per avere notizie in tempo reale, potete seguirci su twitter (@ItalyinFFM) o iscrivervi alla mailing list culturale del Consolato Generale (mandateci una richiesta via mail a [email protected]). Oppure potete leggere la sezione francofortese de “ilMitte”, che ringrazio per la pronta e gentile collaborazione.

Partiremo il 19 settembre nuovamente con un “martedì della scienza” dedicato all’opera di Guglielmo Marconi, il 19 settembre. Il ciclo tornerà a Francoforte il 26 ottobre, con una presentazione sul programma Rosetta del Capo Dipartimento Operazioni di ESA, Paolo Ferri.

Il 21 settembre presenteremo il film “Io speriamo che me la cavo” di Lina Wertmüller, nel quadro di un evento in cui celebreremo il grande Paolo Villaggio, che purtroppo ci ha lasciato quest’estate.

Il 5 ottobre celebriamo luigi Pirandello (nel 150° anniversario dalla nascita) con una lettura scenica della novella “La Patente”.

Il 18 ottobre, in occasione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, che quest’anno ha per tema “L’italiano del cinema”, proietteremo il film “Scialla” di Francesco Bruni, che ci darà uno spaccato del gergo parlato dei ragazzi italiani nelle nostre grandi città.

Ma, oltre al consueto programma italiano nell’ambito della Buchmesse (11-15 ottobre), curato dall’IIC di Colonia, l’altro evento clou della stagione sarà la presentazione a Francoforte della II Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, in collaborazione con ENIT, IITKAM, ARMIG, Goethe Uni, Deutsche-Italienische Vereinigung e Accademia Italiana della Cucina (sezione di Francoforte). Si tratterà di una settimana intera (dal 17 al 25 novembre) con eventi di presentazione e degustazione gastronomica, a Francoforte e Offenbach, su cui il Consolato Generale fornirà indicazioni più avanti.
A conclusione della serie di manifestazioni che abbiamo dedicato, quest’anno, al 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma, si svolgerà i 25 e 26 ottobre presso il Consolato Generale e il Liceo Freiherr vom Stein di Francoforte un ciclo di Lezioni sull’Europa, tenuto dal Presidente del Movimento Federalista Europeo, Prof. Giorgio Anselmi. Il 26 settembre vi sarà inoltre la presentazione del libro del Prof. Maurizio Ferrera su “Euro e Welfare”.

Il 7 novembre inaugureremo la mostra dedicata all’artista Ele D’Artagnan, organizzata da Italiani in Deutschland, cui il Consolato Generale ha dato il patrocinio.

Voglio infine ricordare il tradizionale appuntamento con il Festival del Film Italiano “Verso Sud”), dal 1 al 10 dicembre, presso il Deutsches Filmmuseum di Francoforte, organizzato dall’IIC di Colonia.

Dal 14 al 17 dicembre, in collaborazione con la città di Francoforte, vi sarà un ciclo di proiezioni cinematografiche dedicato alla regista italiana del cinema muto Elvira Notari.

Ci può già svelare qualche nome di personalità del mondo della cultura italiana che verranno prossimamente a Francoforte?

Oltre al già citato Maurizio Ferrera, in occasione del programma italiano per la Fiera del Libro saranno sicuramente a Francoforte Giuseppe Lanza Tomasi (scrittore e figlio di Tomasi di Lampedusa, l’autore del Gattopardo), il disegnatore Zerocalcare, Leopoldo Innocenti e Luca Bianchini.

F. M.

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