Internet a Berlino: tra quartieri mal forniti e il dibattito per la fibra ottica

28 March 2016

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(di Lucia Conti)

Berlino potrebbe dotarsi di una propria fibra ottica da offrire a privati e aziende per le sfide digitali del futuro.

Con questa proposta Nicolas Zimmer, responsabile del TSB (Technologiestiftung Berlin), ha aperto un dibattito sulle infrastrutture informatiche della capitale e offerto un’analisi dell’attuale situazione della rete a banda larga, allo scopo di mostrare i limiti del sistema attuale e indicare delle alternative.

In particolare Zimmer ritiene non abbastanza efficiente la tecnologia dei cavi di rame e in questo senso si è espressa anche l’IHK, Industrie und Handelskammer di Berlino, che ha più volte espresso la necessità di risolvere il problema per assicurare la competitività delle aziende che operano nella capitale.

Sul sito www.breitband-berlin.de è possibile controllare la rapidità di connessione di ogni singola casa.

Charlottenburg è il quartiere in cui internet è più veloce (96%), con un trasferimento di 50 MBit al secondo. La situazione peggiore è a Pankow (71% circa). Ci sono grandi differenze per quanto riguarda la distribuzione della banda larga: nella frazione di Karow neanche una casa su due ha 50Mbit, mentre a Prenzlauer Berg si ha il 95%, quasi quanto il risultato di Charlottenburg.

Il rilevamento del TSB mostra anche in quale momento della giornata le persone usano maggiormente internet e quello che emerge è il fatto che di sera l’attività si incrementi notevolmente per via dello streaming, utilizzato come un tempo si utilizzava la tv dopo cena.
Questa analisi è più o meno equivalente a quella pubblicata dal Bund qualche tempo fa, semplicemente quella del TSB è molto più dettagliata. Sulla rete DSL sarebbero circa il 75%-90% delle abitazioni domestiche ad avere una banda larga di più di 50 Mbit al secondo.

Brain, acronimo di Berlin Research Area Information Network, ha proposto invece una rete in fibra ottica ad alta velocità per le istituzioni scientifiche, capace di connettere 150 locations di più di 40 istituzioni scientifiche e culturali, con possibilità di trasmissione dei dati fino a 10 Gigabit al secondo. Tutte le università, numerosi istituti di ricerca, l’ospedale universitario della Charité, il centro cardiologico, la biblioteca centrale e quelle locali si appoggiano a questa rete veloce che, d’altra parte, è connessa con il resto del mondo attraverso BCIX (Berlin Commercial Internet Exchange).

Che una rete di questo tipo sia commercializzabile, è mostrato dalla cooperazione tra BRAIN e la DFN (Deutsches Forschungsnetz), rete di comunicazione per la scienza e la ricerca in Germania. La DFN sta infatti affittando cavi a fibre ottiche da Brain e gli scienziati hanno la possibilità di connettersi attraverso l’università tecnica di Berlino con Amburgo e Francoforte e attraverso l’università di Potsdam con Magdeburg e Greifswald.

Sempre secondo Nicolas Zimmer, questo modello non sarebbe solo interessante per creare una rete locale indipendente, ma potrebbe anche diventare una fonte di guadagno. Si potrebbe per esempio affittare la rete locale a fibre ottiche agli internet providers, cosa già tentata sia all’estero che nella stessa Germania con buoni risultati. “Bisogna semplicemente osare in futuro come abbiamo osato in passato”, ha concluso il responsabile del TSB riferendosi in particolare ad Adlershof, dove una rete ad alta velocità è stata creata già da diverso tempo.

Per le città in cui si prevede la circolazione di auto senza guidatore, una rete ad alta velocità che sia facilmente disponibile si rende infine assolutamente necessaria. Sarà inoltre disponibile la connessione 5G per i cellulari, che consentirà una velocità di trasmissione fino a 10Gbite al secondo, ovviamente ove ogni utente 5G sia connesso alla fibra ottica.

Queste e diverse altre sono le ragioni che fanno auspicare una rete locale capace di raggiungere anche le più remote celle della rete della capitale tedesca.

Featured image by jcrakow

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