CYBERlin – L’Insulter, il nuovo antieroe del Web (Seconda Parte)

19 October 2012

Share Button

Milian e Bombolo, di Bruno Corbucci

Rieccoci. Abbiamo tessuto le lodi dell’Insulter, nuovo (anti)eroe del web, lo abbiamo fatto qui su CYBERlin, nella prima parte di questo post. Abbiamo definito insulter colui o colei che insulta con gioiosa rabbia sul web, spesso nei commenti agli articoli di chi sul web scrive, ma anche negli status dei social networks. Abbiamo conosciuto l’insulter più diffuso, l’Insulter occasionale, quello che insulta sul web perché è capitato sull’articolo giusto nella giornata sbagliata. Abbiamo capito con una certa facilità come si possa diventare un insulter in poche mosse, anche per una volta sola.

Abbiamo, anzi, io ho reso evidente di essere un potenziale insulter, un ammiratore di insulter, un insulter in incognito. Poi ho cercato di buttarla sull’onore, meditando su quelli che sono validi motivi per non diventare o non essere un insulter.

Eravamo così arrivati alla figura dell’insulter aficionado, evoluzione più o meno naturale dell’insulter occasionale. Ma non c’è solo l’aficionado, ce ne sono anche altri di insulter DOC e ne potrò elencare solo alcuni che vengono in mente. In questo elenco trovate personaggi che non sono proprio gradevoli, ma anche altri insulter specializzati di cui non riuscirò, nemmeno questa volta, a nascondere il genio artistico.

Insulter aficionado

Roba tosta, a volte. Un insulter aficionado è uno che si sceglie un blogger e decide di rompergli le scatole per tutta la vita. Una specie di matrimonio, quindi. Il fenomeno dell’insulter aficionado tradisce il persistere di una mentalità da fan o antifan in un mondo che, invece, è cambiato. L’insulter aficionado tratta un blogger qualsiasi come un divo del cinema, non smette di seguirlo perché crede che quel blogger sia più importante di quello che è, perché vive ancora nell’era pre-internet, dove solo pochi potevano scrivere ed esprimersi. Questo insulter vive in un tempo che sta passando, in cui scrittura ed espressione erano direttamente emanati da precise e riconoscibili strutture di potere, un potere immobile e duraturo. Come potrebbe dare troppa importanza ad un blogger, così l’insulter aficionado gli dedica anche un odio reverenziale che esclama ancora “ti insulto perché io sto sotto e tu stai sopra. Ed è qualcosa che non può cambiare. Tu spettacolo, io spettatore”. Se invece si prende atto di un mondo, quello digitale, dove ognuno può provare a dire la sua in situazioni abbastanza mutabili, allora si capisce perché la furia dell’insulter aficionado non ha più molto senso. Certo anche online ci sono enormi differenze di valore, ma è difficile che l’autorevolezza sia fatta solo di autorità, e, allora, non ci sono più molti motivi per insultare (per l’invidia, invece, vedi più sotto). L’insulter aficionado parla a “il Mitte” come se parlasse a “la Repubblica”, interagisce con la pagina social di una startup come se stesso parlando con l’ufficio stampa della Fiat, critica un blogger che scrive i suoi appunti da freelance come se stesse parlando al direttore di una grande rivista sostenuta da soldi pubblici. E’ un insulter che sta un passo indietro e che dovrebbe smettere di guardare la televisione. E’ un insulter che dovrebbe capire che i buoni e i cattivi esistono, ma non vanno in giro con una scritta sulla fronte.

Insulter-direttore editoriale

Personaggio pregiatissimo, che va sempre ascoltato. Non ce l’ha con quello che è stato scritto. E’ che, in quanto direttore editoriale, ci tiene a ricordare che si sarebbe dovuto scrivere di altro: cose più importanti, più attinenti. Cose decisamente prioritarie. Il suo sogno è essere il burbero direttore del giornale in cui lavora Peter Parker-Spiderman. Spesso ha pure ragione, l’insulter direttore, si potrebbe sempre scrivere di altro. L’era dell’informazione pare sia piena di notizie di cui si potrebbe parlare. Ma, a dire il vero, l’era dell’informazione è anche piena di altre fonti da leggere se non si trova quello che si cerca… L’insulter-direttore ci vede comunque lungo, questo è certo. Ma l’insulter-direttore dimentica un dettaglio: non è il direttore editoriale del sito che sta leggendo. E chi su quel sito scrive può rispondere: “Tu c’hai pure ragione. Però… vuoi essere il mio direttore editoriale? Allora pagami, almeno.”

Insulter scemo

E’ chiamato così solo per una sua caratteristica fondamentale, una qualità non troppo difficile da intuire. L’insulter scemo è quello che non ha capito la battuta. L’insulter scemo insulta perché non ha il dono divino dell’ironia. O forse non ha proprio capito quello che ha letto, ammesso che lo abbia letto. E più è scemo, più insulta. In questo caso non c’è molto da fare… tutti lo lasciano insultare nel (cyber)vuoto. Gli scemi, del resto, sono un patrimonio dell’umanità.

Psycho-Insulter 1: doppia personalità

E’ un insulter 100%, ma ha una caratteristica che ne fa un eroe dell’assurdo che nemmeno Camus avrebbe potuto immaginarsi. Questo Psycho-Insulter inizia il suo insulting post o il suo commento con un poetico “Senza offesa…” Per poi sfoderare l’indicibile o, comunque, dedicarsi ad una collaudata tecnica di insulting. Se leggete qualcosa che inizia con un “senza offesa”, iniziate a contare fino a 27. Poi godetevi il pamphlet.

Insulter Linciatore

Un po’ un vigliacco e tanto paraculo. E’ difficile da individuare, perché si confonde tra chi ha ragione da vendere. Soprattutto sul web. Capita spesso che ci siano proteste digitali attorno ad un argomento. Capita che uno specifico personaggio o una specifica istituzione/impresa vengano bombardati di commenti online perché l’hanno fatta o detta grossa. Spesso le ragioni di chi si getta a criticare, anche con rabbia, sono nobilissime, altre volte si cerca solo un capro espiatorio e la cosa è totalmente fine a se stessa. In entrambi i casi, ad un certo punto, arrivano online anche vagonate di insulter linciatori. Spesso hanno ben poco legame con l’indignazione da cui era partita una protesta online, più che altro amano visceralmente l’occasione di insultare in branco. L’insulter linciatore è quello che trasforma una potenziale indignazione popolare in una caccia all’untore di stampo manzoniano (un personaggio simile è stato individuato nell’ultimo post nel commento di Federico, che ringrazio). La cosa peggiore dell’insulter linciatore è che, una volta detto “cacca e pipì” online, molla tutto e lascia devastato il campo della critica, vanificando ogni prospettiva. L’insulter linciatore è comunque ineliminabile in democrazia. Dobbiamo tenercelo stretto come la nostra libertà.

Insulter Invidioso

Facile da capire. Nulla da spiegare. Quindi? L’invidia è un motore propulsore, se non la ingoi e non la sputi sotto forma di insulti. Un tizio, che ringrazierò sempre, mi ha detto nel 2008: “alla tua invidia devi volerle bene, devi accoglierla, ascoltarla, non devi nasconderla dalla vergogna. L’invidia è uno dei pilastri della società. Usala per avere voglia di fare qualcosa che valga, vedrai che si trasformerà presto in materiale meno inutile.” Almeno fino al 2009 ho invidiato questo tizio capace di spiegare così facilmente cose del genere.

Insulter talk-show

Il solo insulter che davvero detesto. Specialista delle conversazioni sui social media. Soffre della sindrome da talk-show televisivo: è soprattutto un replicante degli show dove antagonisti fasulli mettono in scena discussioni più o meno concordate nella loro strenua contrapposizione. Dove uno viene chiamato per dire fortissimamente che il quadrato è tondo e l’altro che il tondo è quadrato, avete presente? L’insulter talk-show è simile, non ha una sua vera e propria opinione, ha preso quella che era rimasta libera sullo scaffale del supermercato delle opinioni confezionate. Se in una discussione online è già stato detto che l’altro lato della luna è viola, gialla e blu, allora lui farà la parte di quello che dice che è verde. Se è già stato detto che è verde, gialla e blu, allora farà la parte di quello che crede assolutamente che l’altra parte della luna sia viola. L’insulter talk-show difende brutalmente l’opinione che ha scelto e la forza della sua ostinazione e intolleranza è dovuta al fatto che ancora deve convincersi da solo di quello che sostiene. Una conversazione online infestata di insulter talk-show finisce con un enorme palazzo di nulla costruito da metri cubi di insopportabili frasi fatte. Al termine del festival del luogo comune, tutti tornano a postare su Facebook quelle foto dementi con una poesia del povero Neruda scritta in rosso fuoco sulla foto di due gabbiani che volano.

Psycho-Insulter 2: il tuo inconscio

Caso clinico. O forse trattasi di mistico visionario. Comunque uno degli insulter più preziosi che ci siano. E’ quello che sa meglio di te quello che volevi dire. Non lo trovi solo in fondo agli articoli, ma anche sui social. Tu sei proprio convinto che intendevi dell’altro, ma lui ti spiega che in verità volevi dire qualcosa di tremendo, di ancestralmente aggressivo o immorale. E non c’è niente da fare, lui attinge dal tuo inconscio, roba che tu non controlli. E’ inutile che provi a negare, neghi proprio perché è roba del tuo inconscio (ed è così che funziona, almeno secondo Mastro Freud). Ecco perché questo tipo di insulter è davvero fondamentale per chiunque abbia a cuore la conoscenza di se stesso, dico sul serio.

l’Insulter-blogger che scrive articoli sugli insulter

Il peggiore di tutti. E’ un insulter che vorrebbe insultare talmente tanto il mondo intero da spacciare i suoi insulti generalizzati per una specie di analisi meta-antro-cyber-epistemologica sullo stesso fenomeno degli insulti online. Roba da carcere a vita. Tra l’altro l’insulter blogger lo fa su un quotidiano locale non dicendo niente di geolocalizzabile e pretendendo di far credere che tutti questi ragionamenti potevano essere frutto solo di una città postcyberpunk come Berlino e che, quindi, quello che scrive è profondamente (cy)berlinese. L’insulter blogger è chiaramente un tipo poco raccomandabile, poco più di un contrabbandiere di parole… sicuramente a scuola aveva 7 in condotta. Proprio per questo il presente viaggio tra gli insulter del web può anche fermarsi, per evitare di incontrare personaggi del genere. Anche perché c’è solo un elemento peggiore dell’insulter–blogger, ancora più da evitare, è l’insulter-blogger che cita scrittori molto bravi per darsi un tono. Che non se ne parli più………quindi… come diceva Céline… . … ….. .

Segui Lorenzo su twitter

(profilo autore)

 

Share Button