Instant Theatre Berlin e l’arte di essere creativi a Berlino

21 May 2016

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Eclettica e sempre in movimento, Berlino è da decenni una delle mete preferite per i creativi di tutto il mondo. L’attrazione che la città esercita su, attori, musicisti e artisti in generale, va di pari passo con la moltitudine di iniziative e progetti, mainstream e indipendenti, che fioriscono in ogni quartiere della città. Ma “fare l’artista” o creare iniziative culturali a Berlino è davvero “più facile” che altrove? Ne abbiamo parlato con Alessandro Casadio, di Bologna, fondatore di Instant Theatre Berlin, progetto di educazione teatrale indipendente a Berlino, attivo dal dal 2013.

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Photo by Instant Theatre

Ciao Alessandro, per cominciare puoi dirci perché hai scelto di vivere a Berlino e come sei arrivato a creare il progetto Instant Theatre?

Sono venuto a Berlino alla fine del 2010. Venendo da un background di teatro come attore e assistente alla regia in Italia, in gran parte per il teatro amatoriale, avevo in testa di spostarmi in una metropoli europea e ampliare i miei orizzonti artistici, trovando nuovi spazi per la mia passione per la recitazione. Parlavo bene inglese e pensavo che il salto in una grande capitale sarebbe stato piuttosto agevole. Arrivato qui, mi sono poi “scontrato” con la realtà: almeno l’80% delle attività teatrali stabili a Berlino sono ovviamente in tedesco. Ho quindi dovuto cambiare i miei piani: ho imparato la lingua e lavorato in diverse aziende qui, rendendo il mio trasferimento a Berlino “stabile”, e pian piano mi sono inserito nella scena teatrale in inglese della città. La creazione di Instant Theatre è di qualche anno dopo, quando mi sono reso conto che la mia idea di teatro come “educazione per adulti” avrebbe potuto portare grandi benefici e integrarsi nell’enorme comunità internazionale di Berlino.

I dati parlano chiaro: la comunità internazionale di Berlino è in continua crescita. Come ti spieghi allora la limitata offerta di attività teatrali create da e per estimatori internazionali?

Questo è un punto che mi ha fatto molto pensare, anche perché a livello di spettacoli e intrattenimento Berlino è davvero il centro del mondo. Ogni anno passano tutti i gruppi internazionali più noti, basti pensare al grande successo di show come Stomp, Cirque du Soleil o Rocky Horror, fino a tutte le produzioni indipendenti, i festival etc.. È come se la comunità internazionale di Berlino fosse costantemente immersa nella cultura, ma allo stesso tempo faticasse a “programmare” per se stessa, creando iniziative stabili per i residenti in città al di fuori degli eventi. Ci possono anche essere difficoltà logistiche, che anch’io ho incontrato all’inizio: dove organizzare corsi, spettacoli e iniziative? Con quale formula regolarizzare le attività culturali? Come pubblicizzarle? La scena internazionale è comunque in costante crescita, grazie anche al numero sempre più alto di attori e performer europei che decidono di vivere a Berlino stabilmente. Ne sono esempio le attività di Tatwerk ad Hermannplatz e di molte altre scuole indipendenti, che ospitano nei loro spazi professionisti internazionali sempre più prestigiosi. Io con Instant Theatre Berlin ho voluto creare una piattaforma indipendente per esplorare se stessi e le proprie potenzialità grazie al training di teatro in inglese, adatto a partecipanti di tutto il mondo che hanno scelto di vivere a Berlino. Il risultato finale del lavoro collettivo è sempre una performance teatrale, spesso presentata al pubblico nell’ambito di eventi e serate internazionali.

Quali sono secondo te gli aspetti più importanti da tenere a mente per un artista o attore italiano che ha intenzione di venire a Berlino?

Per gli artisti che lavorano necessariamente in uno spazio fisico (es. pittori, scultori, visual artist) trovare il luogo adatto è sicuramente la prima cosa. Nella mia esperienza tantissime gallerie, collettivi artistici e spazi di co-working sono ben visibili su Google, quindi in questo senso può essere sufficiente all’inizio farsi un’idea della geografia dei principali luoghi di riferimento a Berlino e scoprire il resto esplorando la città. Per attori, musicisti e tutti gli altri performers, il consiglio che mi sento di dare è di non aspettarsi che qualcuno venga a offrire loro un lavoro nel senso convenzionale del termine. Berlino offre spazi e visibilità a chiunque sappia promuoversi con efficacia. Ottenere visibilità richiede tempo, perseveranza e visione. Io stesso ho cominciato poco più di tre anni fa dando lezioni di teatro ad amici e conoscenti ed ora, grazie alle mie idee e ai miei collaboratori, riesco ad avere decine di allievi che seguono i nostri corsi ogni mese. Conosco musicisti che sono arrivati a Berlino senza conoscere nessuno e ora hanno concerti organizzati in media 4-5 sere a settimana. Se vi spostate a Berlino, pensate al vostro trasferimento come a un ulteriore passo nella vostra carriera e non come a un’ “ultima spiaggia”. Questo approccio vi aiuterà molto, specie nel primo anno e mezzo qui, che è davvero di ambientamento vista la grandezza e la varietà di Berlino.

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Photo by Rene Jaschke

Quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato nel creare Instant Theatre Berlin? Cosa hai imparato in questi anni che pensi possa essere utile per chi sta iniziando il suo progetto ora?

Ogni attività artistica ha le sue peculiarità. Nel mio caso ho dovuto fare i conti da subito con gli aspetti “logistici”: dove organizzare i miei corsi? Dove gli spettacoli finali? Come finanziare il mio progetto? In tutte le attività si impara strada facendo, come creare contatti, cosa funziona, cosa invece va cambiato. L’importante per me è stato soprattutto decidermi a fondare questo progetto di teatro indipendente. I dettagli e i miglioramenti li perfezioni man mano che procedi. Oggi Instant Theatre lavora in collaborazione con due spazi di co-working qui a Berlino, ma per il prossimo futuro stiamo studiando una soluzione che ci permetta di creare e mantenere una “sede” nostra. Il consiglio che mi sento di dare a tutti gli artisti è in linea di massima di non lavorare da soli, ma di associarsi a un gruppo o creare un collettivo o un piccolo team il più presto possibile. Spesso si sottovaluta quanto maggiori siano il potere e la portata di un piccolo gruppo di persone che collaborano rispetto a un individuo solo. All’inizio avevo anche una certa diffidenza nell’affidare a qualcun altro aspetti importanti del “mio” progetto. Personalmente però sto imparando ogni giorno di più che man mano che rendi il progetto meno “tuo” e lavori invece per espanderlo e renderlo visibile come il risultato di un lavoro di gruppo, più grande è poi l’impatto sul pubblico e sull’ambiente teatrale.

Qual è l’aspetto di Instant Theatre Berlin che ti rende più orgoglioso? Quali i tuoi progetti per il futuro?

Quello che stiamo organizzando in questi giorni è probabilmente il nostro traguardo più grande, per ora. Pochi mesi fa mi ha contattato una direttrice di casting di New York che ha lavorato per anni con cineasti del calibro di Francis Ford Coppola, Eddie Murphy, Wim Wenders e tantissimi altri. Avendo interesse ad organizzare un workshop di recitazione per il cinema a Berlino, mi ha chiesto di aiutarla a rendere possibile l’iniziativa. Dopo averla incontrata di persona alla Berlinale di quest’anno, insieme ai miei collaboratori mi sono messa al lavoro per strutturare e pubblicizzare l’evento. Non solo il workshop si farà ed è già esaurito in anticipo, ma organizzeremo anche un evento aperto al pubblico venerdì 13 Maggio . Per il futuro vorrei continuare a fare quello che sto facendo, ma più in grande, come ho detto, il prossimo passo sarà certamente l’acquisizione di uno spazio nostro (un vero e proprio teatro sarebbe un sogno!). Dopo l’estate, poi, vorrei portare le performance originali dei nostri gruppi a qualche festival qui a Berlino, dato che ormai abbiamo raggiunto un buon livello e abbiamo nei nostri gruppi tanti bravi attori di tutto il mondo.

Per finire: tre consigli per gli artisti italiani che vogliono lavorare a Berlino

Il primo aspetto che consiglierei è assolutamente quello di imparare la lingua. È vero che spesso nella scena artistica si parla inglese, ma se andate a vedere chi gestisce gli spazi più grandi e quindi le opportunità maggiori troverete che molto spesso si tratta di tedeschi. Saper parlare la lingua vi darà molta più credibilità, oltre a rendervi la vita a Berlino enormemente più semplice nel quotidiano. Il secondo consiglio è collegato al primo: imparate a gestire la burocrazia della vostra attività. Trovate le formule migliori per regolarizzare i vostri progetti, cercate delle vie per ottenere supporto e finanziamenti e imparate tutto sulla vita da freelance a Berlino. Questo vi aprirà nuove porte e vi darà nuove idee per sviluppare la vostra carriera, oltre a rendervi molto popolari tra i vostri amici freelance che vi chiederanno consigli ad ogni occasione! L’ultimo consiglio è di considerare la vostra carriera a Berlino nel lungo periodo: non aspettatevi che le cose cambino dall’oggi al domani o che funzionino necessariamente nel giro di sei mesi. Ma state certi che se insistete nei vostri progetti e rendete visibile il vostro talento, includendo gli altri e creando eventi e partecipazione attorno alla vostra attività, nel giro di 2-3 anni potrete togliervi grandi soddisfazioni.

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