Il sindaco di Berlino condanna razzismo e xenofobia

9 May 2016

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A 71 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, il sindaco di Berlino condanna razzismo e xenofobia. Tali parole vengono espresse in un contesto di sincera preoccupazione per l’avanzata delle nuove destre populiste.

Nella giornata di venerdì Michael Müller (SPD), il capo dell’esecutivo che governa la capitale tedesca, ha ribadito il fatto che la libertà e la democrazia siano valori imprescindibili, da difendere attivamente e senza mai abbassare la guardia. Il discorso acquista un particolare significato, considerando i recenti risultati elettorali che a marzo hanno registrato nei tre Länder Renania-Palatinato, Baden-Württemberg e Sassonia-Anhalt un incredibile incremento del successodi Afd, partito anti-migranti, anti-islam e anti-euro.

In una società pacifica non c’è posto per l’intolleranza, il razzismo e la xenofobia” ha detto testualmente Müller, preparandosi a deporre una ghirlanda a Varsavia in occasione dell’anniversario dell’insurrezione del ghetto. L’intenzione del primo cittadino è quella di ricordare tutte le vittime del secondo conflitto mondiale e stimolare la riflessione su quanto sia necessario mantenere un atteggiamento lucido di fronte a crisi sociali e politiche connesse al rischio reale di un’inversione antidemocratica.

Müller ha inoltre sottolineato la necessità che Berlino e Varsavia si uniscano, per mantenere l’idea dell’Europa in un momento storico particolarmente delicato e denso di problemi da gestire.

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