“Neukölln Wind”: il ritratto del cambiamento

20 April 2016

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di Marta Colasanti

Gentrificazione è forse la parola che descrive meglio la Berlino di oggi: prezzi delle case alle stelle e un’inevitabile metamorfosi sociale che porta con sé un via vai di storie che s’intrecciano. Storie di chi va e chi viene, di chi resta e si trova ad affrontare il cambiamento, un “melting pot” in continua espansione. Questo è il volto in continuo divenire, la trasformazione in atto, il movimento che il regista israeliano Arsenny Rapoport ha voluto immortalare con il suo film, “Neukölln Wind”. 

Innamoratosi di Berlino Rapoport ha deciso di ispirarsi in particolare al quartiere di Neukölln, iniziando a girare nel 2012 per fare un ritratto autentico di quest’angolo della capitale tedesca.

Il film racconta la storia di Kalle, un agente immobiliare cresciuto a Neukölln, che decide di tornare nel suo quartiere natale molti anni dopo essere stato sfrattato dal suo appartamento a causa della presenza di amianto nel palazzo. Una volta tornato decide di riacquistare la sua vecchia casa e altri edifici. Andando a ritroso con la memoria tra realtà e immaginazione il protagonista incontra diversi personaggi e rimane coinvolto nelle loro vicende personali, come quella della ragazza tossicodipendente, del turista olandese e del senzatetto Schmitti. Quest’ultimo contribuisce in maniera particolare a dare autenticità al film che, infatti, risulta molto fedele alla realtà. Schmitti ha vissuto per 27 anni per le strade di Neukölln ed è venuto a mancare proprio lo scorso agosto. Rapoport gli ha dedicato uno spazio nel suo film, un dialogo in cui Schmitti si racconta in tutta spontaneità.

Con “Neukölln Wind” Rapoport ha creato una sorta di monumento estemporaneo, ha descritto com’era Neukölln e com’è oggi e come è diverso, rispetto a un tempo, camminare per le strade di questo quartiere.

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