“Il Mitte” e il mondo musulmano: le commemorazioni dell’Ashura in Iran

27 August 2016

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Donne di religione musulmana sciita raccolte in preghiera nell'Hosseiniyeh Sadat Akhavi. Le Hosseinye, nate in epoca Safavide (1501 – 1736) durante la quale particolare attenzione è stata data al lutto per l'Imam Hossein, sono edifici dedicati specificatamente alla commemorazione dell'Imam Hossein, martire dell'Ashura, e degli altri martiri sciiti.

Photo by Claudia Borgia. Donne di religione musulmana sciita raccolte in preghiera nell’Hosseiniyeh Sadat Akhavi

di Lucia Conti

Il Mitte si sta occupando da qualche tempo di femminismo islamico e di temi legati all’integrazione in Europa. Se ne sta occupando perché una riflessione sulla libertá religiosa, i diritti civili e il confronto culturale è diventata, oltre che importante, inevitabile.
L’intera operazione ci sta portando a scoprire tradizioni che non conoscevamo e a comprendere meglio l’origine di dinamiche che incidono, positivamente o negativamente, come tutti i fenomeni umani, sulla vita di interi popoli e sull’interazione di persone appartenenti a culture diverse.
Nell’ambito di questo lavoro di ricerca ci stiamo confrontando con professionisti di vario tipo, attivisti per i diritti umani, artisti, accademici, ma anche persone comuni interessate a contribuire con quanto abbiano vissuto o imparato.
Claudia Borgia, romana, si è laureata in scienze politiche con una tesi sul diritto di asilo e ha sviluppato un interesse per la fotografia che si lega alla sua passione per la storia contemporanea e per il foto-giornalismo.  Oggi é una freelance, più volte premiata per la sua competenza e il suo impegno. Predilige le storie di donne e i progetti a lungo termine, che le consentano di realizzare reportage complessi e dettagliati. Ha iniziato a interessarsi di femminismo islamico frequentando un ciclo di seminari alla Casa Internazionale delle donne, a Roma, dal titolo “il protagonismo delle donne in terra d’Islam”. Ha quindi curato un progetto fotografico sulla devozione della donna musulmana sciita all’Imam Hossein, martire dell’Ashura.

Photo by Claudia Borgia. Il giorno dell'Ashura una donna di religione musulmana sciita cammina nel cimitero dei martiri della guerra Iran-Iraq. Per i soldati, difensori della patria Iran, il martire Imam Hossein è stato fonte di ispirazione.

Photo by Claudia Borgia. Il giorno dell’Ashura una donna di religione musulmana sciita cammina nel cimitero dei martiri della guerra Iran-Iraq. Per i soldati, difensori della patria Iran, il martire Imam Hossein è stato fonte di ispirazione.

Il materiale di cui vi proponiamo una selezione riguarda appunto le commemorazioni dell’Ashura in Iran. Questo evento ha luogo in nazioni diverse e con significati diversi. Per la comunitá sciita ha carattere prettamente commemorativo. Si ricorda in particolare il martirio dell’Imam Hossein, nipote del profeta Maometto, e di 72 compagni, che sacrificarono la vita per difendere la loro fede e combattere la tirannia del califfo omayyade Yazid. La strage avvenne il 10 del mese lunare Muharram, nell’anno 61 dell’Egira (10 ottobre 680 d.C.).
Ogni anno, durante questo periodo di lutto e specialmente durante i primi 10 giorni del mese di Muharram, che culminano nell’Ashura, milioni di shiiti ricordano questo evento luttuoso. Lo fanno con riti che si tramandano da centinaia di anni e che vedono alternarsi momenti di raccoglimento privato e familiare a commemorazioni collettive, nell’ambito delle quali donne e uomini pregano all’aperto oppure, separatamente, nelle Hosseinieyeh (edifici temporanei o permanenti costruiti a questo scopo). Su tutte le porte, i tetti delle case, i ponti e in generale ovunque siano visibili, sventolano bandiere verdi, nere e rosse. I colori simboleggiano, nell’ordine, la discendenza dalla famiglia dell’Imam Hossein, il lutto e il sangue.

Zohre, una donna musulmana sciita sta recitando la quarta preghiera della sera, mentre il resto della famiglia sta cenando. Sullo sfondo la televisione mostra la cerimonia di commemorazione del martirio dell'Imam Hossein, in diretta da Kerbala. Quando una donna musulmana sciita prega in casa, non deve indossare il chador nero.

Photo by Claudia Borgia. Zohre, una donna musulmana sciita sta recitando la quarta preghiera della sera, mentre il resto della famiglia sta cenando. Sullo sfondo la televisione mostra la cerimonia di commemorazione del martirio dell’Imam Hossein, in diretta da Kerbala. Quando una donna musulmana sciita prega in casa, non deve indossare il chador nero.

A parte l’Imam e gli altri martiri, figura chiave della storia che viene ricordata è quella di una donna, Hazrat-e Zeynab. Catturata insieme ad altri superstiti del massacro, venne con loro condotta nel palazzo di Yazid. Qui raccontó la veritá sulla strage e risvegliò le coscienze di quanti credevano alla propaganda del califfo. Animata dalla fede e dalla forza della verità, la donna finì per essere addirittura liberata e percorse a ritroso per quaranta giorni la strada che portava a Karbala, dove si trovava la tomba di Hossein. Questa stessa strada è percorsa oggi da milioni di pellegrini che ricordano la tragica morte dei martiri, ma anche il ruolo fondamentale rivestito da Hazrat-e Zeynab. Una donna senza la quale, secondo la tradizione, questa storia non sarebbe stata conosciuta e i messaggi dell’Ashura non sarebbero sopravvissuti per secoli.

Reyhane, 21, è una donna musulmana sciita. E 'sposata da quando aveva 18. In questa foto è in piedi su un pensile alla ricerca di una pentola nella sua cucina. Suo marito Hossein l'aiuta. Sua madre Zohre e suo fratello Mahdi sono in loro compagnia. Le donne musulmane sciite non devono indossare il velo o il chador davanti ad altre donne. A casa devono indossare il velo solo se ricevono gli uomini che non sono parenti di primo grado. In generale, le donne musulmane sciite preferiscono riservare la loro sensualità privatamente e solo per il loro marito. Zohre, in obbedienza al suo profeta Maometto e il Corano, indossa il velo, mentre la fotografato. Le persone che vivono secondo i dettami del Corano, trovano la felicità in Dio, nella devozione che le porterà in paradiso, nella famiglia e nell'amore. Le giovani donne religiose, in particolare, credono nell'importanza di leggere il Corano e trovare in esso l'uguaglianza, a differenza di un'interpretazione patriarcale, che li mette in una posizione di subordinazione.

Photo di Claudia Borgia. Reyhane, 21, è una donna musulmana sciita. In questa foto è in piedi su un mobile della sua cucina alla ricerca di una pentola. Suo marito Hossein l’aiuta. Sua madre Zohre e suo fratello Mahdi sono in loro compagnia. 

Un gruppo di donne musulmane sciite riunite in casa. Le donne musulmane sciite non devono indossare il velo o il chador davanti ad altre donne. In questa foto tutte sono coperte in obbedienza ai dettami del profeta Maometto che nel Corano consiglia alle donne di coprirsi. Le giovani donne religiose, in particolare, credono nell'importanza di leggere il Corano e trovare in esso l'uguaglianza, a differenza di un'interpretazione patriarcale, che le mette in una posizione di subordinazione.

Photo by Claudia Borgia. Un gruppo di donne musulmane sciite riunite in casa. Le donne musulmane sciite non devono indossare il velo o il chador davanti ad altre donne. In questa foto tutte sono coperte in obbedienza ai dettami del profeta Maometto, che nel Corano consiglia alle donne di coprirsi.

A partire da domani troverete sul nostro facebook la galleria completa delle foto di Claudia Borgia relative alle commemorazioni dell’Ashura in Iran. Ve le consigliamo perché sono tutte bellissime.
La prossima settimana vi proporremo invece del materiale fotografico, sempre di Claudia Borgia, relativo alle commemorazioni dell’Ashura in Iraq.
Trovate invece qui di seguito, alcuni articoli de “Il Mitte” legati al mondo arabo o a temi connessi:

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