I segreti della Berlino sotterranea: una città sotto la città

4 February 2017

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di Sara Bolognini

La città è un sistema complesso, una macchina composta da milioni di ingranaggi interdipendenti tra loro, che ruotano senza sosta, costituita da cose e legami invisibili tra persone che non si conoscono. Scrittori e artisti sono sempre stati affascinati da questo organismo che sembra avere vita autonoma, numerosi quadri ne hanno immortalato la frenesia, romanzi e poesie hanno creato la figura del flaneur, che vaga a zonzo per le strade per esplorarne i meccanismi.
Una città è, tuttavia, come un iceberg: quello che si vede è solo la punta del suo mondo. Molto c’è da scoprire al di sotto del livello dell’acqua o, in questo caso, della strada. E Berlino non fa eccezione. Come flaneurs della capitale tedesca non basta perdersi nei labirinti di viuzze che si incrociano a Neukölln o Kreuzberg, ma bisognerebbe scendere le scale verso il sottosuolo.

La Berlino sotterranea è un mondo che nasconde molti segreti e la sua storia nasce giá all’inizio del XIX secolo. Il motivo che ha spinto i berlinesi a scavare sotto la superifice della città è quello che i tedeschi chiamano simpaticamente flüssiges Brot (pane liquido): la birra. In un certo senso la cosa non sorprende. Per avere un prodotto di qualità la birra deve essere lasciata a riposo al fresco, anche d’estate, e l’unica soluzione che i mastri birrai avevano al tempo era quella di costruire delle cantine sotterranee.
I birrifici e le loro cantine sono però nati nei quartieri “collinari” di Berlino (Kreuzberg, Schöneberg, Prenzlauer Berg), in quanto costruire infrastrutture sotterranee nel centro del città rappresentava un compito troppo arduo, a causa dell’alto livello delle falde acquifere. Gli architetti che stanno costruendo la nuova tratta della metro lo sanno bene, ed è per questo che hanno dovuto installare quegli strani tubi colorati che pompano l’acqua verso la Sprea.
Ed è sempre nel XIX secolo che viene costruita la più grande struttura sotterranea di Berlino. No, non si tratta della U-Bahn, che conta una rete di “soli” 146 km, bensí della canalizzazione, che ha un’estensione di ben 9500 km. Si possono persino seguire delle visite guidate gratuite nel mondo dei canali, organizzati dalla Berliner Wasserbetriebe.
Un’altra associazione che permette di visitare i mondi nascosti sotto il livello della strada è Berliner Unterwelten. I loro tour sono impostati tematicamente e ce n’è per tutti i gusti. Ci sono percorsi legati alla storia della cittá, con visite guidate in rifugi antiaerei sotterranei che ancora presentano sui muri le scritte originali risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, o tour sulle esperienze dei berlinesi dell’Est che hanno cercato di scappare verso Ovest scavando propri tunnel o utilizzando strategie più scapestrate, come fughe nelle gallerie della metro o della canalizzazione.

Per chi vuole un po’ di avventura, si possono visitare le cantine abbandonate di un antico birrificio, rigorosamente armandosi di torce per farsi strada negli spazi bui e abbandonati, o persino scalare le montagne di macerie di un bunker fatto esplodere nel dopoguerra.
Ma la storia dei sotterranei di Berlino non di ferma alla Seconda Guerra Mondiale. È durante la Guerra Fredda che i segreti piú raccapriccianti sono stati nascosti sotto la superficie. Vi siete mai chiesti a cosa servano tutte quelle anonime porte nelle stazioni delle metro? La risposta è che spesso portano a rifugi antiatomici costruiti per i berlinesi in caso di una guerra atomica. Rifugi dalla capacitá limitata, ovviamente, i cui filtri antiradiazioni non avrebbero potuto funzionare per più di due settimane. Ci si chiede cosa ne sarebbe stato del destino dei civili dopo quelle due settimane… per fortuna nessuno può fornire una risposta.

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