I only come out at night: Vizio e depravazione

12 October 2016

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Un colpo di frustino al culo e la notte è più lunga che mai.
In compagnia di alcuni ospiti belgi, abbiamo dato inizio alla serata a casa con un paio di bottiglie di gin. Nel frattempo abbiamo lavorato con la drum machine ed io ho deciso di indossare un cappotto che mesi fa avevo trovato per strada, ve lo avevo anche raccontato qui. Ho portato con me un frustino. Arrivati all’8MM belli carichi, ho salutato la cantante dei Prada Meinhoff, che avrebbero suonato quella sera, Emmanuelle al dj deck, ed ho subito incontrato alcuni amici.
Ho dei brevi blackout, sono salito su una panca o su un tavolo durante la gig. Ho salutato un tipo americano che sta tornando negli States per un po’ di tempo, qualcosa di orribile è successo mesi fa, lì. E poi, uscito fuori, ho dato un colpo di frustino a qualcuno. Ho un po’ rischiato, non puoi mai sapere la reazione, ma in questo caso è stata alquanto positiva. Dice di avermi visto la notte prima per strada, effettivamente siamo vicini di casa, ed ero vestito come racconta. Non ci siamo più divisi fino al pomeriggio successivo. Ci sono delle cose che mi eccitano particolarmente, una tra queste gli occhi lucidi, se non anche le lacrime. Verso l’alba ha avuto un crollo psico-alcolico, o forse psycho-alcolico, e non ha contenuto le lacrime. Questo è il problema di relazioni con persone che vivono la notte in modo un po’ troppo hardcore, vi è spesso un momento durante il quale si manifestano drama o paranoia. Io stesso ne sono stato vittima un sabato mattina, non dormivo da troppo a lungo e mentre qualcuno mi stava raccontando del suo passato poco felice, ho sentito la stanchezza salirmi agli occhi, e il sole forte a Neukölln, e gli abitanti del Kiez che ci guardavano con sospetto. Succedono così tante cose che essere un po’ sospettosi è persino lecito. L’errore che abbiamo commesso quel mattino è stato tornare a casa insieme. Io ho dimenticato le belle parole, ricordo soltanto le stronzate.

Lavoro bene di notte, non mi stanco facilmente e se di stratta di un club o di un party, entro nel mood e mi sento a mio agio.
Ho lavorato qualche giorno fa per un party privato, venivano sponsorizzati calzini high tech e le foto promozionali le aveva fatte Sven Marquardt, presente al party. Il dress code a lavoro era “total black”, niente di più semplice per me, vesto soltanto di nero da almeno quindici anni. È interessante notare come anche la presentazione di un brand e di un nuovo prodotto venga accompagnata da un techno party, qui a Berlino. I miei clienti sono stati gli alternative kids che frequentano il Berghain, anche in quel caso il “dress code” è abbastanza chiaro e ripetitivo. Il party non è durato tantissimo ed è iniziato abbastanza presto, mi ha fatto sorridere il consumo anche un po’ “fuori luogo” delle solite anfetamine d’occasione. Non che ci si siano occasioni in cui siano “necessarie” o debbano essere “giustificate”, ma capiamo tutti che se se ne vuole fare uso, ha “senso” farne uso quando si ha davanti una notte lunga o è previsto qualcosa di interessante, o non so. Invitatemi a cena e mi faccio di MDMA.

Ho trascorso sedici ore al KitKat Club. Sento dolore più o meno ovunque e ho alcuni lividi sulle spalle, that’s the price you pay for having fun. Non era previsto che andassi lì, verso le tre di notte mi stavo dirigendo per un drink in un locale dove un amico stava lavorando come dj e poi avevo appuntamento per un after con altri amici, ma sulla metro ho incontrato qualcuno e la sequenza è stata molto veloce, bacio e invito al KitKat. Ho acconsentito. Ci siamo persi di vista non appena dentro per un’ora o due, nel frattempo ho promesso tre appuntamenti a tre nazionalità diverse e ho dato il numero di telefono alla più bella maschera in sala, ballava in camicia bianca e usava un’enorme ventaglio nero. Dopo questo lasso di tempo ho rivisto il primo appuntamento, stava facendo un massaggio ad una ragazza asiatica, io ho preteso attenzioni individuali e lei ci ha odiato. That’s life baby, chill out. Alcuni momenti sono da definirsi molto pittoreschi, vedi quando sono ritornato in postazione dal bagno ed ho trovato un enorme uomo nero che indossava un vestito lungo nero con glitter e aveva una mano sulla schiena sbagliata. Con un sorriso l’ho invitato a dileguarsi, il sorriso è stato frainteso, mi si è avvicinato come al rallentatore, più si avvicinava e più pensavo che la sua enorme faccia stesse davvero per inghiottirmi, mi ha leccato il viso. Jesus, game is over baby.
Ad un certo punto ho avuto bisogno di prendere la mia borsa, ho controllato il cellulare e ho trovato messaggi e chiamate da tutti gli amici che mi aspettavano per l’after. Verso le 12.30 ho richiamato dicendo che li avrei raggiunti a breve, ma poi alle 14.00 mi hanno chiamato dicendo che stavano tornando a casa. Io sono rientrato nel profondo buio dei miei sentimenti, sento solo il dolore.

1978551_10152332656702884_8991540083716097930_oEin Arschloch è un verme metropolitano che vive soprattutto di notte.
Ama l’anatomia, l’arte e, paradossalmente, la campagna.
Odia i tovaglioli di carta, la plastica e svegliarsi al mattino.
Nightwalker, musicista, post-modern dj, D.I.Y. creative.
Ich bin kein Künstler, ich bin ein Arschloch.

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