I only come out at night: dance, dance, dance

25 September 2016

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A volte mi sveglio così malinconico da non sapere come reagire. Non ho alcuna voglia di parlare e sento un peso addosso, come se fossi terribilmente angosciato da qualcosa. Mi rendo conto che non è davvero successo niente di grave e allora faccio del mio meglio per produrre qualcosa.
Gli ultimi weekend sono stati piuttosto mind-blowing. Il mio ultimo dj set al NEU! Bar è andato benone. Verso le 2am, mio orario di chiusura, sono arrivati degli amici e dei nuovi clienti, allora ho tirato avanti. Qualcosa è sfuggito di mano, tutti erano in mood danzereccio e piuttosto ubriachi, ho messo da parte il mio set psichedelico e mi sono orientato verso qualcosa di più hard. Il gruppo di svedesi venuti in città per il Lollapalooza era decisamente esaltato. Uno di loro è venuto a dirmi “vedi, la gente viene a Berlino per la techno, ma che te ne fai quando puoi venire in un rock’n’roll bar ed ascoltare Einstürzende Neubauten? Grazie”. Delle amiche sono salite sul bancone per ballare, it was fun baby, solo che ad un certo punto, mentre cercavo qualcosa nel database, mi è volata addosso una candela, subito dopo altra roba e un’amica è caduta giù. Jesus!, si è tagliata ad un braccio e si è storta la caviglia.
Ci sono stati dei passaggi molto veloci che mi sono un perso durante la serata. Un tipo mi ha baciato un paio di volte, la moglie era in sala, ma dopotutto mi pare di vivere in una costante free kiss zone. Ad ogni modo, verso l’alba, è venuto un amico e siamo andati in gruppo al Bassy per un drink. Anni fa sono andato a sentire il concerto di Tamar Aphek qui a Berlino. Abbiamo avuto una piacevole discussione e ricordo che un suo ex ragazzo, mi pare, un tipo francese, era insensatamente geloso. Mentre io parlavo con lei seduto in disparte, lui veniva e faceva commenti come “ah, beh, certo, con quel look a la Brian Molko”, roba del genere. Lei lo mandava pure a quel paese, ma penso fossero lì tutti insieme, no idea. Ad ogni modo, l’opening di questo suo concerto era stato questo ragazzo, che è venuto all’alba al NEU!. Ci conosciamo davvero da poche settimane, ma anni fa mi diede un suo cd. Non ricordo il suo viso, ma ricordo l’azione. Ad ogni modo, dopo essere stati al Bassy siamo andati per un ultimo drink nel giardino di casa della sua amante. Tra una discussione e l’altra, gli scoiattoli correvano attorno a noi e i bambini cominciavano ad occupare le postazioni di gioco. Il mattino era già inoltrato. Il coinquilino dell’amante ci ha raggiunto con del vino, da lì a qualche ora sarebbe partito per un festival. Anche per me, era tempo di andare.

Il giorno dopo sono stato per un paio di drink al locale dove lavora un’amica, lei mi ha proposto come dj e in tarda notte ci ha raggiunto qualcuno. Baby non possiamo sempre parlare di “noi”, semplicemente perché “noi” non esistiamo. Tutto è iniziato in modo molto divertente e anche dolce, ma adesso i livelli di paranoia sono altissimi. E come puoi notare, sto facendo svariati passi indietro. Potrei anche dirti cosa rende tutto molto distorto, ma diresti che non è così. Sono tornato al NEU! Una settimana dopo. J. ha fatto da dj, luna piena e tutto il resto. Sta lavorando tantissimo per un fashion show. Alle sue spalle aveva appeso un foulard che ritraeva un’opera di Picasso, al momento è qui a casa mia. Non ricordo quando mi ha messo al collo una sciarpa nera, quando l’ho accompagnato fuori e ho provato a ridargliela mi ha detto “adesso è tua”. Ho potuto ascoltare delle tracce in cuffia, mi sono completamente perso al loro interno, l’ho amato. E poi sono venuti degli altri amici e abbiamo un po’ parlato, un po’ ballato, un po’ bevuto, di tutto un po’.

Sta succedendo qualcosa di un po’ strano. La gente mi vede in posti dove non sono mai stato. Tempo fa ho incontrato in un bar il proprietario, ci siamo salutati e mi ha detto “hey, l’ultima volta ci siamo incontrati in questo party sul tetto dell’hotel, tu eri con D. e L.”. No, io non ero lì, ne sono certo.
Ieri notte il fonico dell’Urban Spree mi ha salutato durante un live, io ho sorriso ma non lo avevo mai visto prima. Abbiamo parlato dopo il concerto e ha detto “hey, mi ricordo di te al party coreano di qualche settimana fa!”,”No amico, io non c’ero”, “Sì, sì, eri tu! Ricordo perfettamente, indossavi questi stessi pantaloni”. No, io non sono stato a quel party, io potrei non ricordare lui, ma ragazzi, state calmini.

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