“In Germania il pubblico è molto bravo ad ascoltare”, intervista a Carofiglio

25 October 2016

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whatsapp-image-2016-10-19-at-19-17-18Mercoledì 19 ottobre, alla Garden Tower, abbiamo incontrato lo scrittore Gianrico Carofiglio, in visita a Francoforte per presentare il suo ultimo lavoro L’estate fredda, in un incontro organizzato dall’Associazione culturale Italia Altrove e dall’Istituto italiano di cultura di Colonia.

Gianrico Carofiglio nasce a Bari nel 1961. Nel 1986 ha intrapreso la carriera di magistrato e durante la XV legislatura diventa consulente della Commissione Parlamentare Antimafia. Nel 2008, viene eletto Senatore. Oltre che dal mondo giuridico italiano, è apprezzato dal grande pubblico per la sua vasta opera letteraria, i suoi libri sono stati tradotti in ventotto lingue e hanno venduto oltre cinque milioni di copie.

E’ la sua prima visita a Francoforte?

A Francoforte ci sono stato almeno quattro o cinque volte per presentare dei libri, mentre quest’anno, sarà la mia prima volta alla fiera del libro. Sono mancato gli ultimi due anni a causa di malanni stagionali, e quest’anno finalmente, sono riuscito ad essere presente.

Nelle sue precedenti esperienze in occasione di eventi legati alla presentazione dei suoi libri, quali sono le sue impressioni e le differenze che ha riscontrato, sia in termini di accoglienza che di interazione con il pubblico, tra Italia e Germania?

Per quanto riguarda le fiere avrò modo di scoprilo, mentre invece, ho avuto tantissimi incontri con il pubblico tedesco e devo dire che è sempre stato molto soddisfacente. Una cosa che mi colpisce molto, è quanto sia per loro piacevole ascoltare lunghissime letture.
La prima volta che venni in Germania mi dissero, dall’ufficio stampa della casa editrice, che la presentazione sarebbe durata un’ora e mezzo, di cui cinquanta minuti di lettura da parte di un autore tedesco.  Rimasi sorpreso, e pensai che in Italia una cosa del genere sarebbe molto difficile da organizzare, ma qui in Germania il pubblico è abituato così.

A questo proposito, le viene in mente qualche altro episodio?

La scorsa primavera, a marzo, ho fatto un tour della Germania per l’uscita dell’ultimo libro (in traduzione). Fra le varie tappe sono stato alla Literatur Haus di Monaco. Prima di entrare nella sala, la direttrice mi ferma e mi dice: “volevo dirle che prima di stasera il record di presenze era per Guardiola (allenatore di calcio ora al Manchester City, ma all’epoca degli eventi al Bayer Monaco. N.d.A.) ma stasera, abbiamo più gente.”.  Questa, me la sono segnata!

Dai suoi romanzi sono stati tratti dei film per il cinema (Il passato è una terra straniera) e per la televisione (Testimone inconsapevole, Ad occhi chiusi, La doppia vita di Natalia Blum). La doppia vita di Natalia Blum, è stato esportato in Svezia nel 2010. Lei prevede delle collaborazioni con la televisione tedesca?

Con la televisione tedesca non ho contatti. Però, c’è un serio interesse sia di produttori americani che di produttori francesi, per diverse collaborazioni.

Può dire qualcosa di più a riguardo?

E’ una cosa lontana dell’essere ufficializzata, ma c’è un serio interesse da parte di questi produttori, sia per il cinema che per la televisione.
Se va tutto come deve andare, per l’anno prossimo. Anche se è una previsione molto vaga.

Chiudiamo parlando del suo ultimo lavoro.

Si intitola L’estate fredda. E’ un romanzo ambientato nel 1992, l’anno delle stragi di mafia, che fa da sfondo storico ad un racconto che è di finzione narrativa che è molto più di qualsiasi altro libro che io abbia scritto fino ad ora, nutrito da fatti realmente accaduti.

Pietro Di Matteo

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