German Pop: la pop art in salsa tedesca in mostra allo Schirn

16 December 2014

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© Schirn Kunsthalle Frankfurt, 2014 Foto: Norbert Miguletz

© Schirn Kunsthalle Frankfurt, 2014 Foto: Norbert Miguletz

Bannerino_FrancoforteFrancoforte – L’immagine comune che si ha della cultura tedesca è prevalentemente associata a un sentimento di pesantezza e seriosità, efficienza tecnologica e precisione. Tutta caratteristiche che in qualche modo difficilmente si sposano con l’idea più semplice di quello che viene normalmente definito come pop. La cultura pop nell’immaginario degli altri paesi europei in qualche modo non appartiene alla Germania. Eppure al di là degli stereotipi, per chi vive nella Repubblica Federale è chiaro che il boom economico degli anni Sessanta e la diffusione del consumismo non sono certo stati fenomeni meno rilevanti che nel resto del continente. Anzi, qui la penetrazione è stata forse precoce e più profonda.

Hermann Albert Frau 7, 1969 Acryl auf Leinwand 150 x 140 cm Galerie Poll Berlin © VG Bild-Kunst, Bonn 2014

Hermann Albert
Frau 7, 1969
Acryl auf Leinwand 150 x 140 cm Galerie Poll Berlin © VG Bild-Kunst, Bonn
2014

Una certa americanizzazione, nel bene e nel male, si è diffusa anche nella Bundesrepublik Deutschlands e con essa si è sviluppata una cultura massificata e – come appunto viene normalmente definita – pop. Questo processo non poteva non avere influenze anche sulla scena artistica tedesca la quale, in qualche modo influenzata dalla Pop Art britannica e statunitense, sviluppa un proprio modo di fare arte pop. Proprio su queste peculiarità si concentra la nuova mostra allo Schirn, German Pop, inaugurata il 6 novembre e aperta fino all’8 febbraio.

L’esposizione, curata da Martina Weinhart, si concentra sui quattro principali centri in cui si è sviluppato questo filone artistico tra l’inizio degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta. In principio fu Düsseldorf, dove alcuni artisti, nel 1963 allestirono una prima mostra – in una ex macelleria – che vale come inizio ufficiale della corrente. Erano: Gerhard Richter, Sigmar Polke, Konrad Lueg e Manfred Kuttner.

Da Düsseldorf alcuni si spostorono verso Berlino creando un secondo centro. Mentre a Francoforte si sviluppa più o meno indipendentemente una scena German Pop, non inaspettatamente dato che all’epoca – ma ancora oggi – la metropoli sul Meno era la città più americanizzata di Germania. A Monaco invece, il rapporto di alcuni artisti con il pop in salsa tedesca rimane piuttosto conflittuale, con convergenze e divergenze.

© Schirn Kunsthalle Frankfurt, 2014 Foto: Norbert Miguletz

© Schirn Kunsthalle Frankfurt, 2014 Foto: Norbert Miguletz

Düsseldorf, Berlino, Francoforte e Monaco, è su questa distribuzione geografica che si costruisce l’esposizione allo Schirn. Si tratta della prima che si occupa specificamente di questa corrente artistica cercando di individuarne peculiarità e affinità con la pop art anglosassone. Nello specifico la pop art tedesca si concentra sul grande mutamento portato dal boom economico e approccia in maniera più critica il consumismo che si sviluppa in quegli anni, concentrandosi in qualche modo sulle abitudini private dei nuovi soggetti prodotti dalla società del consumo e il dilagare della pubblicità.

Come detto, per visitare la mostra c’è ancora abbastanza tempo. Lo Schirn è aperto martedì, venerdì e sabato dalle 10 alle 19. Mercoledì e giovedì dalle 10 alle 22. Il biglietto costa 9 euro / 7 euro ridotto.

[ale.gra]

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