“G come Germania”, una guida per gli expat: le scarpe sul pianerottolo

6 November 2016

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scarpe sul pianerottolo

di Gabriella Di Cagno

Ambientarsi in un altro Paese significa anche comprenderne gli usi e costumi e adeguarsi di conseguenza.
Tutti noi conosciamo il detto: “Paese che vai, usanze che trovi”. Anche in tedesco si dice una cosa simile con la frase: “Andere Länder, andere Sitten”, eppure vi sono usanze sulle quali italiani e tedeschi non finiscono mai di sorprendersi e criticarsi a vicenda.
Fra le abitudini più incomprese dagli italiani in Germania c’è senza dubbio quella di togliersi le scarpe quando si fa visita a qualcuno.
Spesso bisogna togliersele addirittura sul pianerottolo, prima di fare ingresso in casa.
A questa usanza bisogna essere preparati, se state per trasferirvi a queste latitudini, perché si tratta di una delle prime consuetudini in cui vi imbatterete.
Si tratta di un’usanza diffusa in tutto il nord Europa, dove per molti mesi l’anno si rientra in casa con gli scarponi inzaccherati di neve e fango. L’abitudine si è però estesa a tutte le stagioni dell’anno, per cui non vi è tregua all’esposizione di calzature d’ogni foggia e misura sui pianerottoli condominiali.
Mentre le case indipendenti hanno una sorta di “anticamera della porta d’entrata” attrezzata per questi scopi, nei condomini metropolitani l’ampiezza degli appartamenti raramente consente di destinare un apposito spazio all’ingresso per le scarpe di tutta la famiglia ed anche per quelle degli ospiti.
Così, è costume assai diffuso a Berlino ed in altre città tedesche, di invadere senza ritegno il pianerottolo comune, spargendo disordinatamente decine di calzature, o nel migliore dei casi attrezzando lo spazio del pianerottolo con apposite scarpiere o contenitori “creativi”.
Fanno eccezione i condomini di lusso e le abitazioni di persone “altolocate”, per così dire, presso cui la forma e l’estetica passano davanti alla “ragion pratica”.

L’italiano inesperto ricava da questa usanza un triplice shock: per prima cosa, subirà dai suoi vicini di casa l’invasione delle scale con decine di scarpe all-season.
In secondo luogo, se mai si fosse messo l’animo in pace pensando che il danno sia tutto qui, ecco che al primo invito ricevuto da un tedesco (in genere non capita molto presto), si troverà nell’imbarazzo di doversi sfilare le scarpe per entrare in casa altrui.
In ultimo, se mai pensasse di potersi liberamente regolare almeno in casa propria, ecco che gli ospiti tedeschi in visita entreranno scalzi e felici, e non ci sará modo di farli desistere dal proposito, poiché diranno che si sentono “molto meglio a piedi scalzi”.
Se stupirsi di questa usanza è umano, cercare di contrastarla è diabolico e, soprattutto, vano.
A parte la mancanza di senso estetico dell’esposizione nel caso dei pianerottoli, dal punto di vista igienico la prassi è ineccepibile.
Considerando la tradizione nordica di ricoprire i pavimenti delle abitazioni con la moquette, capirete che lasciare tracce di sporco con corredo di batteri, germi e agenti patogeni provocherebbe un disastro ecologico. Sebbene i pavimenti oggi siano più facilmente ricoperti col parquet, ugualmente l’abitudine di camminare per casa scalzi si rende necessaria, oltre che per ragioni di igiene, per ragioni di rispetto del vicino al piano inferiore. I solai dei vecchi palazzi sono un sottile divisorio acusticamente non protetto. Ogni singolo passo con il tacco giunge al nostro vicino del piano inferiore come una martellata sul capo, provocando scomposte reazioni che potrebbero metterci a disagio.

Una diffusa soluzione all’imbarazzo del piede scalzo dell’ospite sono le cosiddette “ciabatte di cortesia”, che si possono trovare in vendita nel tipo “usa e getta”, oppure si possono riciclare, magari lavandole dopo ogni uso. All’uopo funge bene anche un calzino di lana doppio.
Di solito però ci si porta le proprie pantofole o calzettoni rinforzati e antiscivolo da casa, soluzione, questa, fortemente raccomandata, se non volete calzare pantofole comuni, non sempre pulite. C’è chi tiene un paio di calzini puliti sempre in tasca, con le chiavi e il cellulare, in caso di inviti “ganz spontan” a casa di tedeschi.
Questa usanza ha dato il via a una vera e propria moda, con relativo sfoggio di ciabatte da sera o calzini creativi.
Perciò, quando prenderete dimora in un condominio, magari in uno dei quartieri cool di Berlino, fatevi trovare preparati: non ammonite i vostri vicini dicendogli che “l’inquilino può servirsi della cosa comune” purché non ci si appropri dello spazio, secondo il codice civile italiano, perché nessuno capirebbe di quale legge state parlando. Vi guarderanno, anzi, con sospetto.
Comportatevi con estrema nonchalance, come se vi foste sempre tolti le scarpe davanti all’ingresso di casa.
Adottare o rigettare questa usanza è il discrimine per essere considerati definitivamente assimilati al popolo tedesco, o meno. Senza esagerazione.

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